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Ultime acquisizioni
Articoli pubblicati il 16.12.02
Il piacere di accapparrarsi il capolavoro dimenticato di uno scrittore incompreso è anche un modo economico di assolvere alle incombenze natalizie. Nella nuova rubrica Remainders/Reminders, fondi di magazzino, libri usati, stock, e bancarelle consentono di assaporare la sfasatura temporale, la sorpresa differita e, a volte, anche la gioia sadica di trovarci, a metà prezzo, l?ultimo successo di qualche altezzosa star della carta stampata nonché, in questa stagione, il piacere di fare un regalo natalizio con soli due euro.
Articoli pubblicati il 15.12.02
La stampa francese riserva, in questo mese dedicato tradizionalmente ai regali, ampio spazio a due scrittrici (Rosetta Loy e Patrizia Ruffolo) e a uno scrittore (Mario Rigoni Stern), tutti italiani. Inoltre, sempre nella rubrica Lectures d'en France, tenuta da Odile Garlin Ferrard, Pierre Michon, Thierry Paquot, Michel Tournier, etc...
Articoli pubblicati il 13.12.02
Dovesse anche scoppiare una guerra... (pensandoci, una cosa tutt'altro che improbabile) Angela non rinuncerebbe mai a scrivere al suo Busi. Per incantare il Maestro ha escogitato di raccontargli una storia. E, siccome siamo a Natale, nella rubrica Lettere a Busi ecco il racconto di Natale, di Angela El Beah. Salomè, per incontrare il suo amore (che però non la corrisponde) si traveste da Babbo Natale e si avvicina alla casa dove vive, in un quartiere malfamato de Il Cairo, circondato da vicini bugiardi, avidi e dalla dubbia moralità...
Nella nuova rubrica Ex-libris, curata da Margaret Collina, mentre per Buzzati lo Spirito del Natale sta nella condivisione dell’amore divino, e per Dickens nel disgelo della singola e personale capacità di donare, per la società descritta da Grisham in Lontano dal Natale esso risiede, fondamentalmente, nel numero spropositato di lampadine (anche decine di migliaia) con cui ogni famiglia americana riesce ad addobbare la propria villetta, o nel pupazzo di neve da issare sul tetto...
Articoli pubblicati il 11.12.02
«Io ho avuto un ripensamento su questa differenza tra poesia e canzone, non necessariamente incolmabile. Fabrizio De André è uno chansonnier, e lo è nel senso più vero: il senso in cui la poesia, il testo letterario e la musica convivono necessariamente». Nell'intervista a ItaliaLibri, Mario Luzi ci parla del ruolo della scuola nella la diffusione della poesia
Articoli pubblicati il 10.12.02
Il fascino discreto della scrittura epistolare Goethe pensava che nel romanzo epistolare convergessero le tre forme naturali di poesia (epica, lirica e dramma). Nella Rivista di dicembre, un viaggio attraverso un genere letterario riservato ed elegante, alla portata di tutti ma originariamente limitato a un pubblico scelto di interlocutori: amici, familiari, conoscenti. (Arbasino, Fallaci, Foscolo, Ginzburg, Malerba, Moravia, Terzani, Tabucchi, Verga, Vitale...)
Articoli pubblicati il 4.12.02
È a volte considerato uno scrittore barocco, ma la definizione non lo soddisfa perché il barocco rifugge dall'effetto violentemente sgradevole che Alberto Arbasino spesso persegue. Ecco perché l'autore di Anonimo lombardo si considera al contrario uno scrittore espressionista. L'opera di Arbasino vive di un'osservazione distaccata della realtà, élitaria, beffarda, sempre pronta a disinpegnarsi nell'ironia. Una critica che non costruisce né distrugge, ma è strumentale a un ipertrofico sfoggio di erudizione, un accumulo sfrenato di cultura, anche questo soggetto a ironia e sbeffeggio. In breve, nulla, nella prosa di Arbasino va preso sul serio, tranne l'impegno a non prendere sul serio alcunché.
Se la sua «innominabile concittadina» scrive le sue invettive, circondata dall'angusta prospettiva dei grattacieli di New York, dove vive da anni in solitudine, vittima della propria ipocondria, Tiziano Terzani «salta nella minestra per sentire se è salata» e raccoglie dalla viva voce della gente che incontra le testimonianze del popolo più straccione della terra, mentre viene bombardato dall'aviazione del paese più potente del mondo, una guerra che negli Stati Uniti il partito al governo vuole fortissimamente. Lettere contro la guerra delinea, sostiene e riesce a farsi bandiera della posizione, non solo di Terzani, ma di tutti quelli che vorrebbero sempre più intensamente un ripensamento del complesso paradigma di equilibri che governano i rapporti tra il sistema occidentale e l'ambiente in cui esso opera, che è il mondo in cui viviamo tutti.
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Il grafico della febbre La malattia ci presenta levidenza oggettiva del nostro esistere. E attraverso la celebrazione del malessere, implicitamente ci appare anche la possibilità di una perduta, leggendaria condizione felice. (Bufalino, Gadda, Svevo, Tobino, Volponi...)
L'arte inquietante della prefazione Viaggio alle origini profonde della critica Se sopravvenisse un cataclisma selettivo, che distruggesse fino allultimo tutti gli esemplari dei libri prefati e scampassero solo le prefazioni, così da brillare di luce propria, sarebbero ancora prefazioni? (di Gavino Angius)
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Buzzati mon amour! Maurizio Matrone, poliziotto della questura di Bologna e autore La "sindrome" della fortezza Bastiani è un aspetto capace di influenzare patologicamente le professioni che in qualche modo hanno a che fare con l'attesa di un "nemico", ovvero di un evento che si teme, che si vorrebbe evitare - e che non si verifica - ma che a volte si spera, si sogna all'orizzonte, come prospettiva di rottura della routine o come occasione di gloria e onore. (di Margaret Collina)
Horcynus Orca è una lettura che manifesta un'immensa ricchezza tematica. Le scelte lessicali misteriose, i parallelismi tra i suoi personaggi e quelli dei grandi poemi epici, come l' Odissea e l' Eneide, l'Orca vista come simbolo accostabile al leviatano o a Moby Dick, sono tutti elementi che affascinano e costringono il lettore ad addentrarsi nella grandiosa costruzione su cui l'autore ha trascorso una vita. (di Marco Trainito)
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«Mai davvero felice e mai del tutto / infelice - oh, l'ho capito; e mi regolo. / Ma pensare la gioia, almeno quello: / pensarla! e qualche volta, senza farsi/ troppe idee, senza montarsi la testa, / annusarla, sfiorarla con le dita / come se fosse (non lo é?) l'avanzo / della vita di un santo, una reliquia...»
(Giovanni Raboni)
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