ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

OPERE A-Z
Giuseppe Conte

Nausicaa, poema drammatico in tre atti (2002)

Il mito della ninfa più affascinante dell'Odissea
(Giordano Amicucci)

*
In Nausicaa, poema drammatico in tre atti, il viaggio in Sicilia dello scrittore, poeta e drammaturgo Giuseppe Conte sulle orme di Johann Wolfgang Goethe si trasforma in tre giorni di composizione febbrile sul mito della principessa Nausicaa, sfortunata amante di Ulisse.

*

el mio primo anno universitario a Lettere, al primo esame di quella che diverrà poi la mia materia preferita, mi imbattei in un libriccino, un piccolo testo teatrale che riportava su di sé un nome antico quanto il mito, mai rappresentato: Nausicaa, principessa innamorata e mai ricambiata.

L’idea del dramma si fa luce nella mente del poeta Giuseppe Conte a seguito di un viaggio/sogno fisico/onirico sulle orme e attraverso il ricordo del poeta Johann Wolfgang Goethe nella Sicilia orientale, nel teatro greco di Taormina; lì, in quel luogo pieno di storia e poesia e arte e teatro Goethe avrebbe voluto narrare la storia della bella Nausicaa, ma poi non ne fece più nulla.

In quel luogo, duecento anni dopo, Conte raccoglie l’idea e l’anima dello scrittore tedesco, e in tre giorni febbrili e intensi come tre atti scriverà la sua Nausicaa.

L’opera narra dell’approdo di Ulisse nell’isola dei Feaci visto dalla prospettiva della giovane figlia di Alcinoo, e accompagnato dalle voci eterne e sempre presenti delle onde e delle stelle, testimoni della terra, del cielo e del tempo che fu.

Nausicaa, poema drammatico in tre atti, è introdotto e cadenzato dall’io narrante del poeta che per l’occasione si tramuta, appunto, in Goethe che, seduto su una sedia da regista, apre il poema e ne chiude ogni atto, dando vita ad un sogno.

Un sogno, per l’appunto, poiché della narrazione mitologica originale Conte/Goethe prende solo lo spunto: solo l’approdo di Odisseo può considerarsi parte del mito. Dopo il primo atto Conte diverge: da qui si dipana la vicenda drammatica e tragica della bella Nausicaa, follemente innamorata del prode ingannatore.

*

Un sogno. Poetico e tragico.

All’arrivo del naufrago sulla spiaggia, Nausicaa e le sue ancelle stanno giocando a palla, una palla di stracci, in un momento di riposo dal compito che Atena ha dato in sogno alla principessa: andare a lavare le tuniche e i mantelli in riva al mare per poi stenderli ad asciugare sui ciottoli; in un momento del gioco, la palla si perde in mare e nel mentre appare Odisseo, appena risvegliato dal naufragio. Segno degli dei: la dea Atena mette in collisione il suo protetto con una delle sue ancelle più devote: Nausicaa entra così in un tragico destino, dal quale sarà impossibile uscire.

Nel secondo atto la giovane scoprirà l’impeto amoroso non per mano di Afrodite, ma per quella di Atena, solo per essere ingannata dal re di Itaca: egli si introdurrà con l’inganno, aiutato dalla notte e dalle ancelle, nella stanza della principessa, e arriverà a coglierne il frutto, iniziandola all’amore. Si entra, da qui in poi, in una spirale di passione folle, che porterà alla rovina: la seconda notte d’amore sarà sofferta, consumata sulla banchina del porto, già presagio della tragedia.

La fine sarà tragica, dunque: dopo due notti di passione, Odisseo partirà di nuovo, chiamato dalle onde e dalle stelle, lasciando Nausicaa con l’ultimo inganno, la promessa di portarla via con sé: ella tenterà in un ultimo abbraccio di passione e follia di raggiungere l’amato a piedi nel mare, annegando nei flutti. Odisseo se ne va’, nell’orizzonte, scomparendo con l’ultima immagine di un’ultima palla di stracci formata dagli abiti della giovane.

L’amore è qui tragedia, dunque, è rubato, vissuto intensamente, è passione, breve ed amara. E la notte, la notte è la cattiva consigliera, con la luna sua complice, complice di non aver dato ascolto alle invocazioni della giovane innamorata:

    Come vorrei che la Luna
    mi lasciasse dormire bene
    questa notte e mi mandasse solo
    bei sogni quieti, senza quei tormenti
    pungenti e assurdi che nei sogni spesso
    abitano come tanti spilli. Come vorrei…

E invece la Luna porterà il disfacimento della giovinezza nella figura dell’eroe greco, qui declassato a semplice imbroglione e farabutto, mai domo e innamorato solo del mare e delle stelle per viaggiare; è questo, per Conte, Odisseo, un uomo innamorato solo del viaggio, della conoscenza che questo porta: l’amore è solo una tappa, dovrà partire, partire non per tornare ad Itaca, ma solo per viaggiare:

    Ripartire. Questa idea mi torna
    e non mi lascia vivere. […]

*

Ripartirà, il viaggiatore, attraverso l’ultimo inganno, e lascerà a terra la sua “sposa di una notte” per prendere il mare verso, forse, non la sua Itaca, ma verso quel monte al di là delle colonne d’Ercole che rappresenteranno il suo ultimo viaggio.

Conte, attraverso la sua poesia, i suoi intermezzi sprezzanti nei confronti di Ulisse, attraverso le voci millenarie delle onde e delle stelle, ci porta con delicatezza e ritmo attraverso questo poema drammatico dolcemente tragico.

*

Per esprimere la tua opinione e partecipare al dibattito aperto innescato da questo brano:



NOTE
Le immagini (dall'alto): Michele Desubleo (1602-1676), Ulisse e Nausicaa.
Frederick Leighton (1830-1896), Nausicaa
Giovanni Giovannetti, ritratto di Giuseppe Conte

Articolo precedentemente apparso sul blog Romantici Rottami




BIBLIOGRAFIA
Giuseppe Conte, Nausicaa. Poema drammatico in tre atti, Roma, 2002, Vecchiarelli editore. Introduzione di Fabio Pierangeli

Milano, 2008-03-20 16:17:32

© Copyright italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net

Google
Web www.italialibri.net www.italialibri.org

AUTORI A-Z
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

OPERE A-Z
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

SBN & RICERCHE...
Iccu
NOTIZIEITALIALIBRI
Notizie ItaliaLibri
Registrati!
Ricevi gratis i notiziari periodici con le novità librarie e le notizie di italialibri.net.
Gratis!

PROGETTO U.G.O.
Ugo


«Insomma, il problema non fu più il fatto che questo "onorevole" fosse un drogato che usava la scorta per comprarsi la droga; ma che la cosa fossa stata resa nota ai giornali.»

(Bruno Tinti, Toghe rotte. La giustizia raccontata da chi la fa)

AUTORI A-Z
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

OPERE A-Z
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

PAROLE NUOVE

Girando a vuoto sul parquet
Un mondo al di là del reale
I versi di Mario De Santis volteggiano ne Le ore impossibili come le figure di una danza, che ha i suoi ritmi ma anche le sue imprevedibili trasgressioni, le sue libertà di movimento. Anche scrivere, per De Santis, è una danza, che ha tra l’altro la fantasia e la necessità figurale, oltre alla leggerezza e la tragedia, di un tango argentino (Roberto Caracci)
La confusione dialogica
Intervista con Massimo Cacciari
La logica della Shoah è del tutto straordinaria rispetto ad ogni genocidio commesso e perpetrato nel passato. La Shoah ha degli elementi e degli aspetti anche culturali e anche religiosi e filosofici assolutamente peculiari. Quindi la Shoah non è ripetibile e riproducibile: è qualcosa di unico, di estremo e irripetibile e non per la quantità di vittime, ma per aspetti meramente qualitativi, in cui il male si è presentato in una forma eccessiva, esclusiva e irripetibile. (Laura Tussi)
La scrittura di Pianissimo: la poetica dell’interiorità
Parte prima. Un inno alla potenza del dolore
Camillo Sbarbaro inaugura il genere novecentesco del diario in poesia, ovvero il racconto in versi di una vicenda esistenziale, un nuovo modello di autobiografia, sommessa confessione dettata a fior di labbro, «sottovoce», «pianissimo». Il poeta segna la linea di congiunzione con la tradizione di fine secolo e il punto di trapasso verso una nuova poetica: quella dell’interiorità. (Daniele Pettinari)

Akiko e le nuvole

Ogni separazione è come un volo, il distacco dalla terraferma e da ogni certezza. Una donna, il vento, il mare e le nuvole. La storia biografica di Akiko attraverso un breve componimento "alla giapponese" (Vilma Viora)
Come Dio comanda, di Niccolò Ammaniti
Il punto di vista del criminale
Vincitore del premio Strega 2007, Come Dio comanda, è un'opera epica che si svolge nell'interland di una megalopoli italiana e ha per protagonisti un gruppo di emarginati nel loro cammino attraverso il crimine e alla ricerca della verità , costantemente attratti e storditi dai richiami ambigui di una sirena enigmatica e irresponsabile di nome Dio. (Redazione Virtuale)
Lidia Ravera
Cantore delle trasformazioni della società e dei problemi dell'universo femminile
Lidia Ravera ha saputo rispecchiare con il suo lavoro il disagio di una generazione irrequieta e idealista. I suoi romanzi sezionano i legami familiari, i rapporti madre-figlio e padre-figlia - stereotipi relazionali che tendiamo a riprodurre anche nei rapporti di coppia – i genitori come elementi che condizionano prepotentemente la crescita, la vita personale e sociale degli individui (Luca Gabriele)


ALTROVE






Pubblica annunci su ItaliaLibri
Pubblica annunci Google AdWords su ItaliaLibri
http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008