ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

OPERE A-Z
Amos Luzzatto

Il posto degli Ebrei (2003)

Tra integrazione, riconoscimento e assimilazione
(Laura Tussi)

*
Integrazione è il riconoscimento e l’interazione di identità diverse che vengono riconosciute nella loro specificità e diventano titolari di diritti. Assimilazione invece tende all’annientamento delle identità e delle loro differenze a cui non vengono riconosciuti diritti. Ricordare “il posto degli ebrei” nella storia dell’Europa significa ricordare che la storia europea è trama di identità plurime.

*

a questione dell’ebraismo è complessa perché non può essere così analizzata secondo una griglia di lettura meramente storica o culturale. La questione ebraica obbliga a pensare due quadri geografici e culturali, quello della Storia dell’Europa e del mondo Arabo, dell’Islam e dei rapporti fra le religioni monoteistiche in modo relativamente schizofrenico, perché da una parte abbiamo, sempre nell’ambito, ad esempio, della letteratura, l’immagine della ricerca, di un’umanità che si compie attraverso il superamento delle differenze (ad esempio la novella dei Tre Anelli del Boccaccio) e tutta una serie di letteratura che ha sempre posto la problematica della relazione con questo universalismo.

D’altra parte l’opposto versante delle comunità umane nei rapporti con le loro identità, come il disastro della storia ci permette di analizzare quanto siano fragili i gruppi e le comunità umane, quanto la questione dell’ebraismo come una sorta di leit motiv continuo nell’ambito della storia delle culture del mondo, tende a spiegare talvolta le nostre incapacità e fragilità o impotenza talvolta a non cedere alla tentazione dell’occultamento. L’antisemitismo non è mai scomparso, può nascondersi, a volte può essere più debole, ma muta con le categorie ideologiche ed anche epistemologiche con cui si strutturano le società. L’analisi dei rapporti tra l’identità cristiana è arrivata a questo punto.

Si è verificato nella storia dell’umanità più o meno recente un antisemitismo di matrice religiosa nella Spagna del 1500, un antisemitismo politico nell’Europa contemporanea tra il 1800 e il 1900 e attualmente un antisemitismo di matrice socioculturale più pericoloso perché diffuso maggiormente e meno visibile. L’antisemitismo nella Spagna del 1500 porta alla teoria della razza, non soltanto attraverso le obbligazioni che costringevano gli ebrei a convertirsi, formandoli così al cristianesimo. Intorno al 1600 in Spagna nasce lo Statuto del sangue puro, ripreso quattro secoli dopo dal nazismo. Il periodo in cui viviamo non è certamente uno dei più positivi, ma il più inquietante di questi ultimi anni, non solo perché si respira di nuovo antisemitismo da una parte, islamofobia dall’altra, si ripresentano ideologie totalitarie, ma anche perché è cambiato, dopo la caduta del muro di Berlino, il paradigma su cui si definisce la conflittualità politica.

*

Si vede benissimo come in un certo senso anche tutto il ‘900, comunque, aveva come paradigma politico l’ambito delle lotte sociali e le conseguenze delle rivendicazioni sociali, come modalità di emancipazione della storia, al di là delle culture, delle lingue e delle religioni. Dopo il 1989 non è più il paradigma delle lotte sociali a definire l’ordine e il discorso politico, ma spesso la questione di appartenenza, l’eticizzazione dei rapporti sociali e la sostituzione della categoria eticità nell’ambito della visualizzazione della politica, come definizione di un’architettura politica.

Perché risulta pericoloso questo paradigma dell’eticità dei rapporti sociali, come definizione di un’architettura politica? Perché rende meno possibile la comunicazione tra le comunità umane e tende ovviamente a comunitarizzare tutto ciò che è nell’ambito politico, come si nota benissimo, ad esempio, nell’ambito attuale del conflitto israelo-palestinese, come le fazioni tendono comunque a definire la loro architettura politica in funzione di appartenenza e di identità. Tutto questo interagisce nel cuore delle nostre società, dei nostri paesi e quartieri. Si è consumato un divorzio tra storia e memoria, perché la questione più grave, oggi, che tocca variegate griglie di letture come sfida del mondo contemporaneo è il fatto di fare comunicare popoli e culture che non comunicano più: questa è la sfida. Su questo principio nessuno presenta soluzioni operative e in un certo senso è come inventare un linguaggio politico in grado di tradurre l’eterogeneità delle culture presente oggi nel tessuto sociale.

La questione delle differenze è fondante perché non interroga solo la cultura, ma anche la storia, la politica, nel senso della polis come insieme di popoli e culture che possono interagire vicendevolmente. Forse la lezione dell’ebraismo con la Shoah può trasmettere valori per limitare gli errori della Storia in tempi passati.

L’ebraismo è una delle radici dell’identità europea. L’Europa è un continente la cui storia è attraversata da diversità, dal pluralismo culturale, etnico, religioso, dalle identità plurime. Naturalmente questa storia non è stata lineare, né priva di tragedia, anzi il popolo ebraico è stato il protagonista dell’olocausto e quindi attraverso la tragedia si è affermato il diritto del popolo ebraico di essere riconosciuto in Europa e tuttavia appunto ricordare “il posto degli ebrei” nella storia dell’Europa significa ricordare che la storia europea è trama di identità plurime. L’antisemitismo, fenomeno non circoscritto solo ad una fase storica o ad un periodo temporale, può anche essere letto come il ricorrente tentativo di negare le diversità, contro il tentativo dell’integrazione che si basa sempre sul riconoscimento e sul rispetto.

*

Da questo punto di vista è significativo come appartengano ad una visione più ristretta e conservatrice l’idea di un’Europa delle nazioni, perché l’Europa è costituita di popoli e comunità e minoranze, così come sarebbe riduttiva l’idea di Europa cristiana, nel momento in cui l’identità europea è segnata dal pluralismo culturale e religioso. Nel momento in cui l’Europa è alla vigilia di un salto qualitativamente molto grande del processo d’integrazione, non solo perché si estende quantitativamente a dieci stati, ma allargandosi mette in campo il più grande processo di unificazione che la storia d’Europa abbia mai conosciuto e l’unico processo di unificazione che nella storia d’Europa si consumi non attraverso le armi e la sopraffazione di una nazione sulle altre, ma attraverso il consenso, la pari dignità e il riconoscimento del pluralismo. Nel momento in cui questo processo viene attuato, rivendicare il ruolo e la funzione di un’identità come quella ebraica ha un valore non soltanto di affermazione di un’identità, ma ribadisce che l’integrazione non può fondarsi sull’assimilazione, anche perché sono termini antitetici. Integrazione è il riconoscimento e l’interazione di identità diverse che però vengono riconosciute nella loro specificità e quindi diventano titolari di diritti. L’assimilazione tende invece alla sparizione, all’annientamento delle identità e delle loro differenze a cui non vengono riconosciuti diritti.

Il processo di unificazione dell’Europa si basa sull’integrazione e non sull’assimilazione.

*

Per esprimere la tua opinione e partecipare al dibattito aperto innescato da questo brano:



NOTE
Amos Luzzatto è nato a Roma nel 1928. Fino al 1946 ha vissuto a Gerusalemme. chirurgo, libero docente e primario ospedaliero, è attivo negli studi delle applicazioni dei metodi matematici alla ricerca medica. Da giugno 1998 a luglio 2006, Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Il presente documento è un sunto della presentazione del libro alla Casa della Cultura di Milano. Tra i relatori:: Amos Luzzatto, Piero Fassino, Khaled Fouad Allam, Ferruccio Capelli (precedentemente apparso su ildialogo.org



BIBLIOGRAFIA
Amos Luzzatto, Il posto degli ebrei, Einaudi, Vele (2003), 84p. € 7,00

Milano, 2007-07-27 16:38:01

© Copyright italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net

Google
Web www.italialibri.net www.italialibri.org

AUTORI A-Z
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

OPERE A-Z
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

SBN & RICERCHE...
Iccu
NOTIZIEITALIALIBRI
Notizie ItaliaLibri
Registrati!
Ricevi gratis i notiziari periodici con le novità librarie e le notizie di italialibri.net.
Gratis!

PROGETTO U.G.O.
Ugo


«Ma la vera letteratura non è quella che lusinga il lettore, confermandolo nei suoi pregiudizi e nelle sue insicurezze, bensì quella che lo incalza e lo pone in difficoltà, che lo costringe a rifare i conti col suo mondo e con le sue certezze»

(Claudio Magris, Danubio

AUTORI A-Z
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

OPERE A-Z
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

PAROLE NUOVE

Apocalisse da camera
Apologia dell'incomunicabilità
Ne La Piccola Apocalisse l’interesse della narrazione è totalmente rivolto alla parola. Tommaso Landolfi rimane ai margini del panorama intellettuale della sua epoca, ma è assolutamente rappresentativo della crisi esistenziale dell’uomo del Novecento: l’incomunicabilità, la rappresentazione letteraria come lente deformante della realtà sono prerogative onnipresenti nella scrittura landolfiana, nell'ambito di quel filone della prosa che oltrepassa i limiti del reale in direzione del fantastico. (Marta Ferri)
Fragilità dell'identità nazionale
(Ma l'universale umano è un valore superiore)
Claudio Magris parla della natura che riveste un confine a lui prossimo e di quell'altra, la natura degli esseri umani. Parla di alcune opere che la sua penna felice ci ha donato, parla della letteratura e dei suoi guasti e parla del proprio rapporto con il lettore. Parla della lingua, dell'identità e della cultura nazionali come opportunità di conoscenza ma anche di disconoscimento. Parla della globalizzazione, della competitività e della crescente difficoltà che uno scrittore incontra oggi se vuole coprire fino in fondo il proprio ruolo d'intellettuale. (Sergio Sozi)
Nella piazza di San Petronio
Questa lirica, che rieccheggia il primo romanticismo, giunge fino a noi, attraverso il Novecento, viva e coinvolgente
L’evoluzione della poesia di Carducci, coincide con le sue esperienze umane e culturali. Nelle Odi barbare si accostano temi come il mito della romanità, il senso religioso di una misteriosa presenza superiore. Che Carducci fosse rimasto affascinato dalla Basilica di San Petronio e avesse di questa architettura una grande ammirazione lo svelano i versi: «le torri i cui merli tant’ala di secolo lambe, / e del solenne tempio la solitaria cima. // Il cielo in freddo fulgore adamàntino brilla; / e l’aër come velo d’argento giace // su ’l fòro, lieve sfumando a torno le moli / che levò cupe il braccio clipeato de gli avi» (Reno Bromuro)

Il trattamento meccanico-biologico (TMB)
Non un’alternativa alla raccolta differenziata, ma uno degli anelli finali del ciclo dei rifiuti
La combustione dei rifiuti determina un impatto ambientale e sanitario e disincentiva la raccolta differenziata finalizzata al recupero dei materiali contenuti nei rifiuti. La strategia proposta di Greenpeace porta a ridurre in modo drastico la quantità di rifiuti residui, vanificando la costruzione di nuovi impianti d’incenerimento. I rifiuti solidi urbani prodotti da una raccolta differenziata spinta, possono essere trattati esclusivamente attraverso il TMB (trattamento meccanico-biologico), senza alcun ricorso alla combustione. Ciò che rimane, ormai inerte, può quindi essere smaltito in una discarica controllata con un basso rischio di formazione di metano, CO2, percolato e incendi. (Vittoria Polidori)
Mario Rigoni Stern, i racconti più significativi
Un testamento letterario e spirituale
Raccolta dei racconti più significativi di Mario Rigoni Stern suddivisi in "Storie naturali", "Storie di animali" e "Storie dell'Altipiano", con una prefazione di Giorgio Bertone ed un'Appendice sulla "Lectio Magistralis" tenuta dall'autore in occasione del conferimento della laure in Scienze forestali ed ambientali da parte dell’Università di Padova. (Ademario Lo Brano)
Stefano Finiguerri
La sua poesia canzonatoria imperversava nelle osterie
Nel clima di atmosfera festosa susseguente alla capitolazione di Pisa ghibellina ad opera dei guelfi di Firenze nasce la corrente comico-realistica di Stefano Finiguerri, principale esponente della poesia satirica fiorentina a cui si attribuisce un naturalismo forte e vigoroso (Viviana Ciotoli)


ALTROVE






Pubblica annunci su ItaliaLibri
Pubblica annunci Google AdWords su ItaliaLibri
http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008