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Paolo Di Paolo

Ogni viaggio è un romanzo (2007)

Attraverso la terza dimensione del viaggiare
(Redazione Virtuale)

*
Viaggiare e leggere, si intrecciano in senso tridimensionale. La terza dimensione è quella esplorata da Paolo Di Paolo. Se siete stanchi di iniziare libri che non riuscite a terminare, la lettura di Ogni viaggio è un romanzo riporterà il sorriso sulle vostre labbra.

    «Ero fin da piccola affascinata dalla possibilità , che offrono i libri, di viaggiare non tanto e non solo nei luoghi, ma dentro le persone, nei loro sentimenti.» [Nadia Fusini]

    «La scrittura, per me, è il più libero e avventuroso dei viaggi, il viaggio che sta all'inizio e alla fine di ogni spostamento fisico. Anche perché comprende in sé l'unico luogo nel quale davvero sento di dover abitare: la lingua, la mia. Che è il mio vestito, la mia ricchezza, l'unica eredità che porto sempre con me.»
    [Melania Mazzucco]

    «Come molti, penso che il vero viaggiatore sia invece il sedentario. L'uomo nascosto in una stanza, come in una bara o nel grembo materno: Il maniaco della quiete, che prova un sussulto di raccapriccio appena qualcuno sposta un quadro sulle sue pareti, un mobile nella sua casa.»
    [Pietro Citati]

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i può iniziare un viaggio su un aereo portoghese leggendo un libro che parla di romanzi e viaggi e terminarlo al ritorno, ingannando la breve notte atlantica seguendo un documentario che parla di film.

Col tempo ci si accorge di essere diventati insofferenti nei confronti delle esperienze mediocri. Un viaggio, un romanzo, un film devono valere il tempo che vi si investe. Sempre di più allora si tende a orientarsi sulle rotte che hanno determinato dei cambiamenti epocali, delle grandi conquiste; sulle opere che hanno impresso una svolta nella storia della letteratura o della cinematografia. Esperienze che ci hanno aperto la mente. Parlarne o scriverne è un espediente per dilatarne il gusto; ascoltare o leggerne è un modo per mantenerlo presente e, se necessario, per riattivarne il ricordo. Avventure che ci piace stigmatizzare con un oggetto di artigianato insolito, l'edizione rara, il fotogramma rubato da mostrare agli amici, per riportare la conversazione sull'argomento che ci permette di affermare «ecco, caro amico, cara amica, questa esperienza ha cambiato la mia prospettiva sulle cose».

I lettori che viaggiano sanno che queste due attività , viaggiare e leggere, si intrecciano in senso tridimensionale perché, se è vero che viaggiare implica l'attraversamento di non luoghi come stazioni, aeroporti, villaggi vacanze, è anche vero che il tempo ad essi dedicato può essere dilatato o compresso con l'usilio di un libro. Se il viaggio in sé è un'esperienza obbligatoriamente superficiale (come suggerisce Pietro Citati), il viaggiatore puntiglioso ha tutte le opportunità di prepararsi anticipatamente o approfondire in seguito, consultando banali guide turistiche, libri di storia, prodotti della letteratura locale.

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La terza dimensione è quella esplorata da Paolo Di Paolo (Ogni viaggio è un romanzo, Laterza 2007) che ha viaggiato da un autore all'altro, puntualizzando di tappa in tappa luoghi che hanno avuto un'influenza significativa sulla formazione degli scrittori, autori e libri in qualche modo legati ad essi. Il libro che contiene le interviste è corredato da una bibliografia, dalle biografie dei soggetti intervistati e da una rappresentazione della nostra penisola ove campeggiano le città visitate e le “tappe” rappresentate dai 19 scrittori che hanno partecipato al progetto.

Rossana Campo è Genova, Parigi, Gertrude Stein, Henry Miller, Hemingway; Giuseppe Culicchia è Torino, Berlino, ancora Hemingway, Benjamin, Döblin, (ma anche Nanni Moretti e Wim Wenders); Antonio Debenedetti è Torino, Roma e una piccola folla di autori, sui quali svetta la figura di Mario Soldati, l'uomo delle due città ; Paola Capriolo è Milano, Vienna, Hofmannsthal, Zweig, Schnizler; Franco Marcoaldi è Vicenza, Peshawar, Fosco Maraini, Kapuscinsky; Sandra Petrignani è Piacenza, Bombay, Kipling, Manganelli, Hesse, Moravia; Romana Petri è Perugia, Lisbona, Pessoa, Saramago, Tabucchi; Nadia Fusini è Orbetello, Londra, Virginia Woolf; Eraldo Affinati è Roma, Vancouver, Ketchum ID, Hemingway, Malcom Lowry, Carver, De Lillo; Melania Mazzucco è Roma, Istanbul, Teheran, Annemarie Schwarzenback, Ella Maillart, Klaus Mann; Ugo Riccarelli è Roma, Gerusalemme, Yehoshua, Grossman, Alon Altaras; Chiara Gamberale ed Emanuelle Trevi sono Roma, Phnom-Penh, Amitav Ghosh, Parise, Stanley Elkin; Dacia Maraini è Pescasseroli, Addis Abeba, Silone, Ben Okri; Antonella Anedda è La Maddalena, Paros, Odisseus Elitis; Carmen Covito è Castellammare, Salamanca, Tokio, Roland Barthes, Garcia Lorca.

Inoltre, un viaggiatore stanziale – Andrea Camilleri – parla di partenze e uno instancabile – Raffaele La Capria – di arrivi. Il già citato Pietro Citati, in uno scritto introduttivo, disconosce il valore del viaggio, affidandosi anima e corpo, per viaggiare, alla lettura, mentre Antonio Tabucchi qualifica il viaggio, distinguendo tra viaggiatori consapevoli e gitanti della domenica.

Si può dissentire.

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Ecco, leggiamo tantissimo. Siamo coscienti dell'impossibilità di leggere tutto quello che ci prefiggiamo. Investiamo nella lettura tempo che contendiamo ad altri media, ad altre attività , ad altre persone. A volte ci sentiamo costretti a leggere per una forma di cortesia, di obbligo morale. I libri scritti male ci fanno soffrire perché non scorrono e richiedono un tempo maggiore, rimangono lì!

I film che vediamo in DVD escono a decine da anonimi contenitori, nei quali rientrano a fine visione senza lasciare traccia: non ne ricordiamo il titolo, i registi, gli attori. Ci mancano gli elementi per discuterne con gli amici («Ho visto un film, di cui non ricordo il titolo, con quell'attore...»). Un film come Bienvenue a Cannes (Richard Schickel 2007) permette di ritrovare il ricordo perduto di pellicole leggendarie che sono passate attraverso il Festival du Film e hanno vinto dei premi. Retroscena e sensazioni dalla viva voce dei protagonisti su spettacoli cinematografici che vedevamo al cinema, a cui ora assistiamo nella comodità del nostro domicilio: Fellini, Visconti, Truffaut... Wenders, Soderbergh... Moretti, Michael Moore, Loach...

Un libro come Ogni viaggio è un romanzo mette nelle condizioni di confrontare le proprie idee con degli interlocutori autorevoli sui viaggi e sui libri che hanno lasciato il segno. Si può dissentire. Si può dire «Sì, i funzionari del consolato cambogiano spingono perché si vada nella capitale ma in realtà lo splendore è concentrato a Siem Reap, mentre a Phnom Penh non c'è nulla». Si può condividere ogni parola espressa all'indirizzo di un luogo, uno scrittore. Si può prendere mentalmente nota di un libro che non abbiamo letto, di uno scrittore o una città che abbiamo ingiustamente trascurato.

Se siete stanchi di iniziare libri che non riuscite a terminare, la lettura di Ogni viaggio è un romanzo riporterà il sorriso sulle vostre labbra, riattiverà memorie sopite e alimenterà la suggestione di più recenti avventure, vi fornirà nuovi spunti per la lettura e il viaggiare e stimolerà in voi una riflessione sul significato complessivo che voi attribuite a queste esperienze.

Un'ultima nota per gli editori che ci leggono: Ogni viaggio è un romanzo è un prodotto editoriale intelligente, è costruito intorno a un'idea, scritto elegantemente ed è finito con semplicità professionale; dalla grafica accattivante, ai colori della copertina, al corredo fornito in allegato, tutto concorre a fare di questo oggetto – a nostro parere – un discreto, duraturo successo.

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Per esprimere la tua opinione e partecipare al dibattito aperto innescato da questo brano:



NOTE
Le immagini (dall'alto): Hemingway (foto © Frank Capa, Magnum); Fernando Pessoa; Roland Barthes (ritratto da Carla Cerati).



BIBLIOGRAFIA
Paolo Di Paolo, Ogni viaggio è un romanzo. Libri, partenze arrivi., Laterza 2007

Milano, 2007-09-08 15:13:08

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«Criticare significa affermare che un’inchiesta è infondata, una sentenza è sbagliata. Ma sostenere che un pm e l’intera sua procura sono al servizio di un partito, agiscono per finalità politiche, usano la mafia contro lo stato, non è criticare: è attribuire una serie di reati gravissimi, i più gravi che possa commettere un magistrato. Reati che vanno dimostrati.»

(Marco Travaglio, La Scomparsa dei fatti).

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