ANGELI E CANI, ROMANZO DI CHIARA MARCHELLI, UNA STORIA DI STRAPPI, UN DESIDERIO DI RISCATTO, DI VERITA'.

ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE


Angeli e cani (2003)


AUTORI A-Z
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z

OPERE A-Z
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z



Chiara Marchelli, Angeli e cani
Marsilio, 2003
Farfalle, 346 pp.
Euro 16,50

na storia di separazioni, dalla madre, dall’origine, dal grembo, dall’innocenza. Una storia di strappi, di danni subiti e inflitti. Bambini adulti. Adulti bambini. Un libro di sopravvissuti. A un danno, a un dolore. Un giallo dell’anima. Un’indagine, quella di Lena, alla ricerca dei suoi luoghi, da New York ad Aosta, dal caos al silenzio, dalla città alla montagna e viceversa. Undici anni dopo la morte di un bambino Edo, la necessità di capire, di conoscere o, semplicemente, di perdonare.

L’occasione casuale, quella di riprendere in mano un fascicolo di cui Lena, ora giornalista a New York, ricorda bene nomi, visi, paure e fughe. Riprendere in mano il fascicolo come riprendere in mano la propria vita, riguardarla, darle un senso, una collocazione.

Un desiderio di riscatto, di verità. Tutte le persone del libro vogliono dimenticare. Dimenticare un amore che finisce lasciandolo andare via, dimenticare il trauma per un fratello divorato dalla montagna, dimenticare la solitudine alla quale così presto si è stati abituati, bastando a se stessi.

Storie molto verosimili, potrebbe benissimo essere un fatto di cronaca che quotidianamente leggiamo, orrori a cui siamo abituati. Ma la letteratura riscatta questa abitudine, chiedendosi ancora perché possa succedere. Angeli e cani è il tentativo di dare luce a tutte le rimozioni dei protagonisti del libro, alle loro brutture, a quelle del mondo. La rete, il traffico di adozioni, ma anche di abusi, di maltrattamenti. Edoardo, un nome da adulto. Lui, e molti come lui, cresciuti troppo in fretta.

Un libro crudele, a tratti amaro, forte, un linguaggio essenziale: «Abbandono, negligenza, abuso fisico, abuso sessuale, maltrattamento, omissione di assistenza. Violate da genitori, patrigni, genitori adottivi, amici di famiglia, vicini, insegnanti, parenti, assistenti sociali, educatori, coetanei, fratelli, fratellastri, estranei. Una volta o ripetutamente, già sviluppate o bimbe». Ma anche un libro di partenze, di ritorni, di inizi persi che ancora si cercano. Un libro “irrequieto”, che cerca il riposo; l’irrequietezza, quell’ «attitudine familiare, che fa da ossatura alla sua indole».

Scoprire la verità diventa, così, necessario non tanto per la soluzione, ma per il cammino verso la verità, per quello che si scopre mentre si sta cercando: «La necessità, solo questo riconobbe: la necessità di proseguire per qualche ragione che nemmeno cercava più, come fosse superfluo e potesse mascherare a suon di prudenza la realtà».

Chiara Marchelli, al suo esordio letterario, ha uno stile tagliente, che bene mescola innocenza e perversione, descrizioni realistiche, nude, crude, che alternano la narrazione dei fatti a riflessioni sui rapporti umani, a psicologie precise e ben delineate.

Due piani temporali si sovrappongono nel romanzo, il lettore vi entra a fatica, piano piano, non ha subito tutti gli elementi, ma proprio per questo prosegue, va avanti, accompagnato dalla colonna sonora dei Cure, che alza il volume quando la scrittrice fa buttare fuori, quando di getto decide di far uscire il rimosso dalle vite dei suoi personaggi.

Una colonna sonora forte, cui si accompagna la dolcezza cruda di un film come Les amants du Pont Neuf (Leos Carax, 1991), che ben ha rappresentato nelle vite vagabonde dei due attori la solitudine, quel bastare a se stessi, quella vita essenziale di chi ha la forza di non voltarsi indietro, di chi sa privarsi, perché a suo tempo è stato privato.

Chi sopravvive a tutto questo, ci sembra dire la Marchelli, i superstiti, portano nuovi segni addosso, e sono quelli dei maltrattamenti, degli abusi, ma sono anche quelle nuove rughe che la protagonista si scopre addosso. Sono gli odori e le tracce che il suo compagno, Leo, a fatica riesce a togliersi dalla mente. E, soprattutto, è la consapevolezza che il proprio dolore forse continuerà a lasciare immutato il resto del mondo. Stanchi di grattare, di «raschiare un po’ di perdono».

Una luce, però, ci fa intravedere che, dopo tutta l’assenza, l’indifferenza e la noncuranza, finalmente, nella liberazione ritrovata, stanchi e svuotati, Lena, Agata, Leo, Robert, Edo e gli altri intorno, riusciranno forse ad appropriarsi di ciò che appartiene loro.

Che qualcuno li prenda tra le braccia e tenga insieme le loro fragilità…

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 1 luglio 2003
© Copyright 2003 italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net





Novità in libreria...




Per consultare i più recenti commenti inviati dai lettori
o inviarne di nuovi sulla figura e sull'opera di
Chiara Marchelli
|
|
|
|
|
|
|
I quesiti
dei lettori




I commenti dei lettori


I nuovi commenti dei lettori vengono ora visualizzati in una nuova pagina!!

Benedetta, Monza, 25/11/2003

Non sono sicura di aver completamente capito questo, a mio parere,ermetico libro. Dalla difficile e frammentaria comprensione, dai contenuti forti ma reali, veri e che rispecchiano una realtà lontana da noi ma che purtroppo esiste.Il personaggio di Agata, secondo me protagonista del romanzo (o saggio?), rimane in parte indecifrabile poiché l'autrice ci fornisce solamente gli elementi minimi e siamo noi che dobbiamo scavare nel personaggio e in noi stessi per capire a fondo la vicenda.


Chiara Frezet (tatafrezzy@yahoo.it), Aosta, 8/07/03

Un noir, dicono. Forse. Ma a dispetto di quel che si potrebbe immaginare, quello che prevale nel romanzo non è tanto l'indagine in sé, né qualche orribile scia di delitti, né la tensione di sapere se l'assassino colpirà ancora o se l'investigatore sia in pericolo. A ben vedere, l'investigatore non c'è, e nemmeno l'indagine propriamente detta. C'è invece Lena, che a dispetto degli anni trascorsi e dell'oceano che ha messo tra sé e il passato, si vede ripiombata a tradimento in una vicenda dolorosa in cui si era trovata coinvolta suo malgrado. Sarebbe stato un fattaccio di cronaca, doloroso e sconvolgente per la tranquilla cittadina, ma nulla di più, se solo non avesse incontrato la vittima, sua compagna delle medie, pochi giorni prima. E se non fosse comparsa nella sua vita Agata, a mio parere il personaggio che più emerge nel racconto, personaggio che si vorrebbe poter avvicinare e conoscere, ma che fino alla fine sfugge e non si lascia svelare completamente. Agata che vuole capire, vuole trovare conferme a quello che già sa e intuisce, e non esita a coinvolgere Lena nella sua ricerca. Ci sono poi ragazzini che la durezza della vita e l'assenza degli adulti hanno cresciuto in fretta, destinandoli ad abitare una nicchia, quasi un mondo a parte con le sue leggi spietate, alle quali non tutti riescono ad adeguarsi davvero. Tutti i personaggi, ognuno a suo modo, sembrano avere un segreto con cui fare i conti, un buco nero nella propria storia che non scompare solo perché sono passati gli anni o perché hanno cambiato vita, continente, nome, amici. Allora forse il passato che ritorna, attraverso vie tortuose e incontri inaspettati, non è un macabro scherzo del destino che vuole far rivivere un dolore, ma piuttosto un'occasione di riscatto, una possibilità per concedersi, finalmente, il perdono per eventi tanto più grandi di sé da non poterne essere responsabili. All'inizio può sembrare difficile orizzontarsi tra i due piani temporali, tra passato e presente, tra Aosta e New York, nella piccola folla di personaggi le cui relazioni reciproche rimangono a lungo oscure, ma vale davvero la pena di continuare, perché giunge un punto in cui si inizia ad intuire, in cui si accende la proverbiale lampadina e allora è impossibile fermarsi, perché all'improvviso la mente si scatena in cento ipotesi e ha bisogno di sapere se sia davvero possibile che... Gli indizi sono dosati col contagocce, ma man mano che si procede tutto diventa sempre più dolorosamente chiaro, i molti tasselli sparsi finiscono per trovare il proprio posto e si chiude il libro, che sembra lasciar intravedere uno spiraglio di luce sul futuro, con la sensazione di conoscere profondamente i personaggi, che hanno lo spessore delle persone reali e rimangono scolpiti nella mente. Un libro coraggioso, per quel che racconta e per come lo racconta, un libro per chi ha a cuore il mondo dell'infanzia, che poi rimane il cuore di ciò che ogni adulto diventa. Un libro per chi non ha paura di guardare in faccia la miseria che abita nel cuore dell'uomo, senza sconti e senza facili lacrimucce.





http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Gio, 2 ago 2007

Autori | Opere | Narrativa | Poesia | Saggi | Arte | Interviste | Rivista | Dossier | Contributi | Pubblicità | Legale-©-Privacy