NE IL CAVALIERE INESISTENTE, ITALOCALVINO RACCONTA DI ROMUALDO, INNAMORATO DI BRADAMANTE, INVAGHITA DI AGILULFO...

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Il cavaliere inesistente



Italo Calvino, Il cavaliere inesistente
Oscar Mondadori, Milano 1993
126 pp., £ 14.000 /euro 7,23

Italo Calvino, I nostri antenati
Mondadori, Oscar Grandi Classici, Milano 1996
422 pp., £ 20.000/euro 10,33

arlomagno passa in rassegna le sue truppe. Tra lerciume, fango e sangue, un cavaliere sembra quasi irreale: armatura bianca, lucida e pulita e portamento regale. Si tratta di Agilulfo Emo Bertrandino dei Guildiverni e degli altri di Corbentraz e Sura, cavaliere di Selimpia Citeriore e Fez.

Questi impiega il tempo libero a riordinare e controllare il campo, è sempre sveglio e attento e non lesina ordini e critiche a sottoposti e colleghi, atteggiamento che lo rende piuttosto indigesto.

Arruolatosi per vendicare il padre ucciso dai mori, il giovane Rambaldo si innamora di Bradamante, algida guerriera cui deve la vita, ma questa è invaghita di Agilulfo e non lo corrisponde.

Durante un banchetto, Torrismondo mette in dubbio la liceità del titolo del Cavaliere Inesistente che si vede così costretto a portare a Carlomagno le prove della verginità di Sofronia, salvata da violenza molto tempo prima. Parte con lo scudiero Gurdulù, destinazione Marocco, dove la trova trecentosessantacinquesima moglie di un sovrano che dedica una notte dell’anno a ciascuna di esse. Sofronia è ancora illibata, Agilulfo la libera e la riporta in patria.

Per una serie di coincidenze, Torrismondo, che deve anch’egli provare la liceità del suo titolo legato al fatto di essere figlio dell’Ordine dei Cavalieri del Santo Graal, una mattina si sveglia nudo in una grotta accanto a una donna: Sofronia, sua madre. A questo punto Agilulfo non può più provarne la verginità e Torrismondo ha commesso un grave reato che gli costerà il titolo. Fuggono entrambi ma Torrismondo ritorna perchè deduce che, se Sofronia era vergine prima del loro incontro, non poteva essere sua madre. Infatti sono fratelli, per la precisione fratellastri “acquisiti” con madre e padre diversi, quindi non c’è incesto e possono «amarsi per l’eternità».

Rambaldo, cercando Agilulfo, ne trova l’armatura e un foglio che gli conferisce il diritto di usarla. Incontra poi Bradamante che lo scambia per l’amato cavaliere e fanno l’amore. Scoperto l’inganno, offesa e ferita, quest’ultima si ritira in un convento di clausura. Molto più tardi Rambaldo andrà a cercarla e lei accetterà il suo amore... nel più classico del «e vissero felici e contenti», ma solo dopo aver terminato questo racconto. A differenza delle altre opere della trilogia infatti, la voce narrante non è di un personaggio parallelo allo svolgimento della storia, ma di Bradamante che, durante il suo periodo di clausura per fuggire dai peccati e dall’impossibile amore per un... cavaliere inesistente, si serve di continui flash back per ricostruire gli avvenimenti.

(Vedi anche la recensione critica della trilogia I nostri antenati da cui è tratto Il cavaliere inesistente).

A cura della Redazione Virtuale de «La Libreria di Dora»

Milano, 8 dicembre 2000

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Giuly, 10/09/'04

E' un romanzo piuttosto pesante per dei ragazzi di terza media che, però, con un po' di buona volontà riescono in tutto!


Giacomo Malvestio, Trebaseleghe (Padova), 27/08/'04

Bel libro con una grande idea: è bello scoprire chi narra solo nelle ultime 10 righe, dico la verità non avrei mai pensato che la narratrice fosse proprio Bradamante!


Viviana Longhitano, Giarre (Catania), 23/08/'04

Semplice ma affascinante,bello e conciso....MI PIACE!!!!


Laura, Rovigo, 5/08/'04

Adesso non per dire,ma a me il Cavaliere inesistente di Calvino non è piaciuto poi tanto!Non so cosa ci sia d'interessante!Preferisco il Visconte dimezzato! In poco tempo l'ho letto perché mi appassionava, non so perché. Questo invece non riesco più a finirlo!!!


Fede, Rovasenda (Vc), 26/05/'04

"Ho letto il libro e l' ho trovato interessante e divertente allo stesso tempo,il tema a cui allude Calvino È citato da secoli ed È tuttora attualissimo..!


Luca, 12/03/'04

Un romanzo unico nel suo essere accessibile a tutti i livelli. storia divertente a priva vista, svela sfumature nuove ad ogni lettura. il fatto che l'uomo non esista al di fuori del suo scopo è un tema ricorrente, da Dante ai giorni nostri, fin nella nostra realtà: guardarsi attorno ogni giorno per capire quanto sia vero.


Elena Schiavone (elly schiavone.@libero.it), Catanzaro, 31/12/03

Ammetto che di questo libro ho capito poco,forse perchè ho solo 14 anni e la mia insegnante d'italiano me lo ha assegnato x Natale senza alcuna spiegazione.Qualcuno competente saprebbe darmi qualche delucidazione?! Buon Capodanno..!


Giusy Romano, caserta, 28/12/03

questo romanzo mi è stato imposto ovviamente dalla mia prof d italiano durante le vacanze di Natale ma poichè io credo che quando è festa è festa per tutti non l ho letto ma i vostri riassunti mi hanno aiutato a fare la solita relazione del libro.rileggendo i vari commenti posso dedurre da una statistica che il libro bene o male è piaciuto alla maggior parte dei lettori e quindi cerco di farmi una promessa:quando avrò piu tempo a mia disposizione e quindi durante le vacanze estive leggero questo libro. Grazie ancora e arrisentirci


Matteo (giuseppecarboni@excite.it), Modena, 26/11/2003

" Il cavaliere inesistente" é il perfetto modello di un cavaliere, che però non esiste, non solo dentro l'armatura, ma anche all'intero esercito.Agilulfo. R' l'eroe,il mito,che deve ancora nascere e che forse non ci sarà mai. Non sempre serve un uomo bello e forte per fare un buon cavaliere, spesso basta volontà e fede nella giusta causa,per fare cavaliere anche un'armatura vuota.


Erika (erika@boh.it), Ascoli Piceno, 11/11/'03

Io ho letto questo libro per scopo scolastico, ma credo che sia molto avvincente e ricco di colpi di scena. Mi ha molto colpito il messaggio che l'autore voleva trasmettere ai lettori, esistere ma non essere. Il fatto di non avere corpo è una trovata geniale, nuova... e mi ha stupito anche il fatto che il protagonista ne soffre molto. Mi è piaciuto anche il finale, ricco di sorpresa, tanto che io l'ho dovuto rileggere più volte per crederci... Consiglio di leggere questo libro alle persone che amano i colpi di scena e le svolte improvvise nel racconto.


Serena"89" (Serenascappini@internetlibero.it), Empoli (Fi), 3/11/'03

Questo romanzomi è sembrato interessante e allo stesso tempo facile e scorrevole da leggere.Calvino inserendo alcuni spunti fantastici,rende più avvincente e interessante la storia. Ho letto molti altri libri suoi e devo dire che sono tutti molto belli e intessanti.


Enrico, Ferrara, 20/10/'03

Premetto che avendo letto il libro per dovere scolastico forse il commento non è del tutto imparziale... Il libro mi ha preso dal punto di vista delle avventure, ma in particolare non ho tratto nessun messaggio dalla lettura, a parte non sopportare il protagonista, per la sua perfezione, quasi presuntuosa, al limite del patetico; insomma, penso che se mi trovassi di fronte ad Agilulfo (anche il nome mi sembra patetico) cambierei direzione, onde evitare di smollargli due ceffoni. Viene presentato come un cavaliere, ma traspare come un robot programmato, senza emozioni, senza vita. Forse il messaggio di Italo Calvino che ha provato ad inviare attraverso questa complicata storia, era questo: la perfezione non può esistere, o, se esistesse, ci sarebbe rischio che essa sia costruita su basi false (ad esempio se la sorella di Torrismondo non fosse stata vergine). Ma per avere la certezza di ciò che egli volesse trasmettere, dovremmo chiederlo a lui stesso. In conclusione la storia è avvincente, ma di difficile ricezione delle emozioni, pensieri dei personaggi e del messaggio stesso dell'autore.


Francesca Stermieri, Carpi (Mo), 25/08/'03

E' semplicemente stupendo!nella sua irrealtà che mescola situazioni impossibili risulta un capolavoro da cui imparare per la nostra quotidianità.il finale a sorpresa..magnifico!


Camillo (acfrattari@tin.it), Roseto degli Abruzzi (Teramo), 20/08/'03

Il cavaliere inesistente è la storia di un uomo la cui esistenza è legata solamente al ruolo che ricopre, e si dissolve nel momento in cui tale ruolo gli viene negato.Forse Calvino voleva insegnarci che l'uomo per esistere deve avere una volontà che lo identifica in una persona non deve identificarsi in ciò che ha fatto ma in ciò che vuole fare,ciò che vuole essere. Agilulfo c'era ma come persona non esisteva perché la sua esistenza, le sue azioni corrispondevano a un ruolo e non alla sua volontà. Alla fin fine Agilulfo si è sempre comportato da cavaliere e lo avrebbe fatto anche se Sofronia non fosse stata vergine ma a lui non interessava comportarsi da cavaliere ma essere riconosciuto cavaliere. Il suo titolo giustificava le sue azioni; con il mancato riconoscimento del titolo finiscono le sue azioni. La via che ci illumina Calvino è quella di un titolo, di una persona giustificata dalle sue azioni.L'essenza è legata alla volontà perché è l'unica cosa che ci appartiene, quando il nostro ruolo svanirà, quando saremo licenziati da lavoro, quando quello in cui credevamo svanirà andremo solo dove ci porterà la nostra volontà senza di essa ci dissolveremmo nell'aria.


Ulisse (ulisseacker@libero.it), Como, 04/05/03

Il libro è molto avvincente, la lettura è scorrevole. Credo che Calvino, voglia trasmetterci le caratteristiche della società attuale in un paragone tra l'essere ed apparire.


Stefania Marano (stef88@sitoverde.com), Fermo (Ap), 17/04/03

Ho appena finito di leggere il libro e devo dire che sono rimasta abbastanza colpita. Mi è sembrato piacevole e originale anche perchè è di facile lettura e non impegnativo, tanto che lo si può leggere in poco tempo. Leggendo più attentamente, diviene chiara l'intenzione dell'autore di trasmettere precisi valori quali l'importanza della coscienza di classe, l'onnipotenza della prepotenza dei presenti, l'importanza di lottare per raggiungere i propi scopi e di non darsi mai per vinto anche quando la situazione appare disperata. Bye bye da Stefy vivo nella speranza di un mondo migliore...


(ado17@virgilio.it), 09/04/03

questo libro anche se a me non piace leggere i libri e' stato molto interessante .consiglio a tutti di leggerlo


Luca Rossi, Bergamo, 31/03/03

Questo libro mi è piacito davvero molto, non è un semplice romanzo. E' un libro che aiuta a riflettere sulla vita. Il libro è colmo di belle espressioni talvolta poetiche che saltano fuori dalla penna di Calvino con leggerezza e bellezza. E' un libro abbastanza impegnativo, ma ripeterò sempre, che impara a riflettere.


Andrea Lomuscio, Milano, 18/03/03

Vorrei sapere come a Italo Calvino vengano in mente simili nomi come :agilolfo,bradamante,torrismondo cicciolina e anita blonde.


Gianpiero (damicogiafra@supereva.it), Cisternino (Br), 16/02/2003

Io penso che il libro nonostante scritto molti anni fa, sia la metafora dell'uomo moderno, in quanto ricerca della propria identità, collegata al senso della vita. Alla fine infatti Agilulfo ha trovato il senso della sua esistenza: non esistere. Questo è un libro che ci dovrebbe far riflettere molto. Inoltre la lettura è molto scorrevole e chiara per tutti, tipica di Calvino. Tuttavia a chi dice che "I sentieri dei nidi di ragno" è un libro meno interessante, voglio dire di stare bene attento. I due libri differiscono per trama e significato. Perciò devono essere letti in chiave differente.


Andrea Monarda (MartinaFranca@PUGLIATURISMO.com), Martinafranca (Ta), 07/02/2003

"Si può essere senza esistere": il senso de "Il cavaliere inesistente" penso, anche se presuntuosamente, sia racchiuso in questa sentenza che condanna il pregiudizio dell'apparenza. Calvino ci presenta un romanzo eclettico e attuale, non solo da riferirsi all'era dei cavalieri. Davvero particolare è l'uso del narratore, che sembra essere un estraneo, ma, alla fine, quando il climax ha raggiunto l'apice e si distende, si viene a scoprire che il narratore è l'essere su cui fa perno la maggior parte dei capitoli: la donna cavaliere innamorata di Agilulfo. Criticare questo libro è molto arduo, perchè non si può esprimere il senso di 140 pagine "sudate" (come direbbe Calvino) in poche righe. Questo libro non è solo un romanzo, ma un aiuto a superare quella minorità mentale che oggi ci pervade e a saper distinguere la via da scegliere con una guida altrettanto selezionata. Un povero ignorante come me può solo dire questo: so di non sapere (come disse il celeberrimo Socrate).


Sandor (sanmarcoamedeo@libero.it), Latina, 3/01/2003

Ho letto questo libro di scuola e confrontandolo con il barone rampante, il visconte dimezzato e il sentiero dei nidi di ragno è sicuramente il più avvincente, il più scorrevole e pieno di contenuto! voto 10!


Maria Chiara Danielli

Sono rimasta molto colpita da questo libro in cui ho ritrovato purtroppo lo scopo della società in cui viviamo, ossia APPARIRE molte volte per quuello che non siamo.Non conta più ormai quello che ognuno di noi ha dentro che ci distingue l'uno dagli altri,che ci rende unici...la nostra personalità.La cosa sconcertantenella storia non sta nel fatto che un cavaliere cche non c'è esista, parli e cammini ma che forse il suo titolo di cavaliere non é reale in quanto Sofronia non era vergine al momento del salvataggio! E' triste vivere in questo mondo.............


Windtalk, Cagliari, 08/11/2002

Ho appena finito di leggere questo poema cavalleresco. Un eccellente analisi dell'uomo e dei suoi comporatmenti, nonchè un'ottima prova come scrittore su stili consoni più a un Chretien de Troyes. Ottimo libro a qualsiasi età. Rimette in circolo energia e sangue.


Francesca Spizzamiglio (3fr007@infinito.it), Udine, 31//10/02

Questo libro rispecchia un tema sempre attuale:il contrasto tra essere e apparire. Descrive la storia di un paladino eroico,Agisulfo, che nessuno può scofiggere in battaglia, temerario,impavido, che nn sente il bisogno ne di dormire ne di mangiare; ma a questo sua apparente stato di invulerabilità si contappone un animo infelice che sa che nn potrà mai ottenere una vere felicità e coronare il suo amore x Bradamante: da qui scaturisce la metafora dell'armatura (forza=apparenza) e il vuoto all' interno di essa (anima=dolore). IL testo va inolter rialacciato alla tradizione die poemi epico-cavallereschi (Ariosto=l'orlando furioso e prima ancora Boiardo=orlando innamorato) e in seguito il poema eroico per antonomasia gerusaremme liberata di Tasso, dove emerge particolarmente il lato psicologico che poi riscontriamo anche in Calvino.


Caterina (lacatelacate@hotmail.com), La Spezia, 01/09/2002

...non mi rivolgo direttamente a questo libro, bensì alla scuola italiana. Perchè -mi chiedo- perchè fra tanti meravigliosi autori che esistono nel panorama letterario italiano Calvino è sempre anteposto a tutti??? dalla prima elementare mi è stato propinato in tutte le salse, dagli stralci di alcuni libri, fino ai romanzi veri e propri. Permettetemi di detestarlo con tutto il mio cuore. Non condivido le sue idee, lo stile con cui scrive non mi piace, eppure finchè non avrò finito di studiare sarà la mia croce. Pare giusto????


Fabrizio Domizio (domizio6@interfree.it) Somma Vesuviana, Napoli, 06.09.2002

E' un libro molto interessante che mi ha appasionato molto. Calvino Ë un grande scittore che riesce a mettere in evidenza molto bene le caratteristiche di qualsiasi persona o cosa. In questo libro mostra benissimo l'animo e la personalit‡ di Agilulfo. Lo consiglierei a tutti quelli tra i 15 e i 19-20 anni perché serve a capire molte cose della vita.


Nutello, (nutello85@tiscali.it), 3.06.2002

Ho appena finito di leggere questo libro per un compito a scuola, ma mi è piaciuto davvero molto! Mi stupisce soprattutto il fatto che, nosostante sia stato scritto nel 1958, si parla già di perdita nell'individuo di quell'identità che, in una società globalizzata come la nostra, è molto difficile da far emergere e conservare.


Angel, 25.05.2002

Sto leggendo questo libro solo per un lavoro scolastico, ma trovo che sia molto bello e significativo.


Dario Dracmal (frank@tin.it), 13.11.2001

Essere o apparire, vivere o servire? L'eterno dilemma dell'uomo che non vive una vita eterna.


Manuela Greco (llbbkg@tin.it) Lecce, 20.06.2001

Quando il cavaliere inesistente finisce di esistere, finalmente dimostra di avere qualcosa di umano. E' un libro molto bello, soprattutto la fine.





http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Ven, 14 lug 2006

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