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Il cielo è rosso


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Giuseppe Berto, Il cielo è rosso
Classici moderni, Oscar, Mondadori Milano 1994
Lire 14.000/Euro 7,23

l cielo è rosso (1947) si apre con la descrizione di una piccola città di provincia, attraversata da un fiume e divisa in quattro quartieri. Il quartiere di S. Agnese è abitato dai più poveri: le donne lavandaie o prostitute, gli uomini ambulanti, straccivendoli o ladri, i vecchi e i bambini mendicanti, tutti rassegnati alla propria immutabile condizione. Durante la guerra si credono al sicuro da ogni pericolo, perché la città non ha industrie e la stazione non è grande: «Nessuno sarebbe venuto a bombardare una città di così scarsa importanza per la guerra, dove la gente vive aspettando la pace… Ormai ognuno era chiuso in se stesso, e come smarrito, e gli uomini erano divisi, e senza pietà gli uni per gli altri…E aspettavano che la guerra finisse. Questo era essenziale, arrivare vivi a quel punto. Poi qualcun altro li avrebbe aiutati a vivere ancora, in un mondo che pensavano migliore.»

In questo quartiere vivono due bambine, Giulia e Carla, cugine, allevate dalla nonna. La madre di Giulia, una prostituta, è morta, la madre di Carla se ne è andata lontano a cercare fortuna, il padre è in carcere. Giulia è buona, timida, di salute cagionevole, Carla è invece disinvolta, molto indipendente e sicura di sé.

Siamo nel 1944, una notte suona l’allarme. Carla e Giulia non si recavano mai nel rifugio, ma quella notte Carla ha un appuntamento con Tullio, il ragazzo diciassettenne di cui è innamorata e, per non insospettire la nonna, chiede a Giulia di accompagnarla. Proprio quella notte un bombardamento inaspettato colpisce la città e distrugge il quartiere di S. Agnese. Le due ragazze e Tullio si ritrovano soli e smarriti in mezzo al fuoco e alla rovina. Nessuno li può aiutare e vanno a vivere in una casa semidistrutta in una zona a cui è proibito accedere per il rischio di crolli e epidemie, poiché i soccorsi non sono giunti fin là e i cadaveri giacciono ancora sotto le macerie. Qui ricominciano una vita misera, lottando per sopravvivere, con ciò che Carla guadagna con la prostituzione e Tullio con furti ed espedienti a capo di una banda di ragazzi come lui.

La guerra finisce, arrivano gli Americani e la vita ricomincia, ma gli uomini non riescono più a essere gli stessi di prima. «Forse quella parte del male universale che era loro toccata si era accumulata dentro di loro, e restava senza poter più andarsene… Si erano smarriti nella grande guerra e non riuscivano più a ritrovarsi».

Una notte Tullio incontra Daniele, un ragazzo fuggito da un seminario di Roma, arrivato lì per cercare notizie dei genitori, morti anch’essi nel bombardamento. Tullio gli offre ospitalità per la notte, ma Daniele continuerà a vivere con loro, aiutando Giulia nei lavori domestici e Tullio nella contabilità. Giulia si innamora di Daniele, ma non ha il coraggio di dirglielo, Daniele, da parte sua, sta molto bene con lei, perché ha un carattere simile al suo, è dolce, semplice e altruista, ma è attratto da Carla, molto provocante e intraprendente.

I ragazzi, affrontando insieme problemi e difficoltà, consolidano la loro amicizia e imparano ad aiutarsi e ad aiutare altri ancora più bisognosi di loro.

Dopo una giornata piacevole trascorsa all’aperto, un intervallo sereno nella loro vita triste e difficile, Tullio viene ucciso mentre partecipava ad un colpo organizzato da un’altra banda che aveva chiesto il suo aiuto.

Daniele non sopporta di vivere alle spalle di Carla, decide quindi di trovarsi un lavoro. Riesce a farsi assumere dai soldati americani che gli fanno lavare le marmitte e svolgere altri lavoretti. Quando l’esercito deve trasferirsi, Daniele riceve la proposta di seguirli per continuare a lavorare con loro. Il ragazzo accetta e torna a casa per prendere le sue cose, ma qui Giulia gli rivela il suo amore, così Daniele decide di restare per sempre accanto a lei. Trova lavoro presso un commerciate di frutta e verdura al quale procura la merce da vendere.

Proprio quando tutto sembra volgersi al meglio, Giulia manifesta i sintomi della tubercolosi e poco tempo dopo muore.

Daniele si sente completamente svuotato, la sua vita non ha più senso, così decide di andarsene. Carla tenta di trattenerlo promettendogli che accanto a lui, in un’altra città, avrebbe cambiato vita, se la avesse amata come aveva amato Giulia. Ma Daniele è deciso a partire, non importa per dove, «la sua strada era ovunque» e sale clandestinamente su un treno merci. «Improvvisamente fu certo di non aver risolto nulla, partendo. Egli si sentiva vuoto e solo e desolato, come mai gli era accaduto di sentirsi prima…Il mondo non aveva rimedio per il male degli uomini, per l’incomprensione e la solitudine e l’indifferenza…E improvvisamente seppe quello che gli restava da fare. Era una grande cosa, ma si sentiva abbastanza calmo per essa». Si toglie scarpe, calze, mantello, giubba e pantaloni e butta tutto fuori dal treno, perché possano servire a qualcuno, «…si era fatto nudo per amore degli altri uomini.»

Si cala sulle rotaie del treno e si lascia andare..

15 gennaio 2001
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