Leonardo Sciascia, Cronachette (1985)
Adelphi, 1998, 2 ed.
Piccola Biblioteca Adelphi, pp.104
Euro 7,50
n macabro omicidio per passione e per interesse nella Palermo del XVII secolo; lattrazione finale fra un benedettino, condannato per la sua «carnale eresia dellilluminismo» e il suo fanatico, eppure segretamente illuminato, inquisitore; la scoperta di un nipote di Napoleone Bonaparte dietro la figura di Fabrizio del Dongo della Certosa di Parma di Stendhal; la riscoperta della Milano dimenticata, di Carlo Porta, e del socialismo umanitario, dietro luccisione di una piccola Rosetta, una povera prostituta della Vetra; la triste e inosservata tournée della danseuse Mata Hari in Sicilia; la metafora del terrore senza volto e del tradimento senza nome dietro il ricordo delle delazioni durante i terribili giorni del colpo di stato cileno; la finzione che Borges non sia mai esistito, spacciata dalla rivista argentina «Cabildo», sono le sette Cronachette lasciateci da Leonardo Sciascia, storie vere che svelano un mistero, testimoniano unavventura della Ragione, lanciano una curiosità, invitano a una lettura.
Questa piccola raccolta di racconti, nella quale sono dipinti con squisito gusto letterario alcuni dei caratteri e dei temi tipici di Sciascia, fa parte di una serie di libri minori, scritti per il catalogo delleditore siciliano Sellerio.
In realtà, si tratta di vere e proprie perle letterarie, opere tuttaltro che marginali che racchiudono lanima dellanalisi dello scrittore di Racalmuto: la storia siciliana; i rapporti con lEuropa; il gusto per la divagazione letteraria e per il racconto breve. Ne viene fuori tutta la bravura di Sciascia come scrittore, ma soprattutto e questa è la preziosità di queste opere minori come le Cronachette la sua figura di grande lettore.
E non è un caso che questa raccolta si chiude con un omaggio a Jorge Luis Borges:
«Non Dio ha creato il mondo, ma sono i libri che lo creano [
]»
A cura della Redazione Virtuale
Milano, 15 ottobre 2003
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