DESTROY, ISABELLA SANTACROCE: LETTERATURA AL FEMMINILE, PERVASA DI NONSENSE E ORIENTATA ALL''AVANGUARDIA E ALLA SPERIMENTAZIONE

ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE


Destroy (2001)


AUTORI A-Z
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z

OPERE A-Z
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z



Isabella Santacroce, Destroy
Feltrinelli, 2001
Universale Economica Feltrinelli, 110 p.
Euro 5,68

eglio se le vostre cellule cerebrali non hanno più di quarant’anni, se no rischiate di scivolarci sopra come una mano su una grattugia». All’avvertimento di Alessandro Baricco sulla quarta di copertina del romanzo della Santacroce, ci sentiamo da subito di aggiungere: «E meglio ancora se le cellule celebrali e gli ormoni sono quelli di una femmina».

Perché Destroy, volente o nolente, è un libro profondamente femminile. «Adori il tuo seno. Rotondità che sfiori orgogliosa», «Coccolami come farebbe una madre dal grande seno rassicurante», Misty è femmina, un’adulta con richieste da bambina. Un desiderio di protezione che nasconde dietro festini, orge, e dietro ai nomi più incredibili di droghe o di gruppi rock dagli effetti anestetizzanti o eccitanti.

Smalto sulle unghie, maquillage sfatto che scivola sul viso, sottovesti, amori saffici, Misty è sola. Vorrebbe che tutti la amassero, la guardassero, la toccassero, l’ascoltassero. Ma vorrebbe anche che Courtney Love fosse sua amica. Non c’è differenza tra realtà e fantasia, Misty costruisce tutto in base a una logica che decodifica i suoi desideri, puri e sporchi, «acqua santa che sa di mani sporche».

Sono le 27:30, un tempo immaginario; ha incontri nudi, scarni; si svaga «nicotinicamente», con un sottile senso di autodistruzione; spera che da un «cilindro nero» esca un incantesimo o una magia in grado di trasformarle la realtà e di svelargliene i segreti.

Fuggita da Riccione per approdare a Londra, Misty consuma sesso a suon di P.J.Harvey e Red Hot Chili Peppers; avvolta nel domopak, sotto l’effetto dell’alcool, si lascia accarezzare dalla musica, perde i sensi, li riacquista; alla velocità della metropolitana londinese, corre da una casa all’altra per servizi a domicilio a clienti donne voyeuriste o maschi masochisti.

I suoi incontri vivono il tempo dell’adesso, tempo di fuga e di zapping, la accompagnano per un pezzo di strada, forse la ameranno per qualche giorno, forse per tutta la vita. Anelano tutti a una felicità senza oggetto, pervasi da uno spleen, da un’accidia iperconsumistica, «malsano virus di fine secolo».

Misty mistifica il possibile, guarda la realtà dalla finestra, come limite al mondo, una siepe urbana che le impedisce di vedere tutto ma che le permette di vedere meglio, con l’immaginazione e la fantasia.

Pervasa da un desiderio di normalità, immagina vite familiari osservando appartamenti dalle finestre illuminate. Cerca la lingua del corpo per impedirsi di pensare troppo e per non permettere che «mostri alati» invadano la sua debole psiche protetta solo da «sottilissimi strati di carta velina».

Eternamente inquieta non possiede che se stessa, cerca un «odore di famiglia, di coperte rimboccate», vive il presente come mancanza e come urgenza. Sradicata, ha paura che possedere qualcosa significhi esserne posseduti.

«Un'immoralità di uno strano lirismo», un sottotesto colto. Uno stile feroce ed accorato quello della Santacroce, che ha il ritmo del respiro e dell’affanno, dei pensieri in libertà e delle libere associazioni. «Il nonsenso ha i suoi lati interessanti» ci dice infatti la scrittrice per salutarci poi così: «Dedico a tutti voi i nostri passi».

E immaginandola scomparire svanendo piano piano, indossando «latex rosa lucido» come uscita da uno dei manga in cui l’abbiamo conosciuta, terremo questa Misty, questa «bimba infreddolita» in tasca, consapevoli che forse un po’ ci mancherà.

Si dileguerà nell’oscurità al suono di queste note: «The world is a vampire, sent to drain secret destroyers». Chissà se imparerà a dire «ti amo senza sbagliare». «Sola e nuda contro il mondo», chissà se partirà per fermarsi e non solo per andarsene.

Certo è che cercava l’amore e continuerà a trovarlo tra «sangue e lacrime».

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 15 aprile 2003
© Copyright 2003 italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net





Novità in libreria...




Per consultare i più recenti commenti inviati dai lettori
o inviarne di nuovi sulla figura e sull'opera di
Isabella Santacroce

|
|
|
|
|
|
|
I quesiti
dei lettori




I commenti dei lettori


I nuovi commenti dei lettori vengono ora visualizzati in una nuova pagina!!

Galdo, Como, 17/09/'04

Fantastica.. erotica.. schizzata.. rara.. profonda.. sublime.. sensibile.. emozionante.. folgorante.. intrippante.. lucida.. tenebrosa.. Padrona.. sfavillante.. schiava.. sfavillante.. bambina.. Donna.. allucinante.. visionaria.. sognante.. narcotizzante.. eccitante.. splendida.. vera.. indispensabile.. tenera.. falsa.. stronza.. fragile.. leggera.. geniale..


Daniele Adilardi, Modena, 6/09/'04

Mai letto stupidaggini di questa portata. Duole riscontrare che la scelta della mancanza di punteggiatura e lo "stile" crudo e illetterato, è imposta dall'incapacità letteraria della scrittrice. Finché gli editori daranno spazio ad "autori" privi di qualunque capacità, l'Italia dovrà fare i conti con il suo immenso passato e con i suoi protagonisti che si rivoltano nelle tombe... p.s Per scrivere Come Verga e Pirandello ci volevano Verga e Pirandello, per scrivere come la Santacroce è sufficiente un qualunque scolaro delle medie inferiori. Grazie


Margherita, Teramo, 22/08/'04

Cattivo...destroy mi è arrivato allo stomaco come un pugno fatto di rock,sesso freddo e sconsolato e parole vomitate da una donna che farebbe di tutto per stupire col la sua prosa se e gli altri...Una parte del libro lo butterei ma ci sono rare e preziose pagine di autentica poesia...


Gabriele Macorini, Milano, 1/07/'04

Qualcuno mi deve spiegare come mai su questo sito vengono inseriti autori privi di ogni valore letterario come Andrea De Carlo e Isabella Santacroce, con le cui opere sarebbe buona cosa fare LA LUNA E I FALO'... ho cominciato a leggere di Isabella Santacroce LUMINAL... dopo 2 pgg. mi sono interrotto: nessuna trama, soltanto volgarità una dietro l'altra senza nessun filo logico in una prosa inutilmente spezzata, così spezzata che si sente che è costruita. Invito la signora Santacroce a cambiare lavoro, magari la cassiera all'Oviesse.


Sante Quitadamo (sante.quitadamo@tiscali.it), Vieste (Fg), 17/11/'03

Lo scorrere del tempo e la vanità delle nostre ambizioni, sono pochi i romanzi che rendono così chiari questi due concetti. Lo sto leggendo con molta, molta calma. Fantastico.


Julia Nikolajena (dark_mey@hotmail.com), Reggio Calabria, 29/10/'03

Ho comprato Destroy solo una settimana fa, colpita dagli scritti della Santacroce pubblicati sul web.. Sono rimasta ipnotizzata dalle sue parole, così dannatamente profonde..così dannatamente forti, penetranti. Come si può descrivere ciò che ho provato leggendo tra quelle righe..? Posso solo dire che le pagine bianche di quel libricino sono colme delle mie lacrime di cristallo.. In fondo ho sentito una pioggia di critiche cadere impetuosa su quel libro..Critiche, insulti. Gente che si chiedeva quanto dovesse essere pazza quella creatura che ha creato dei 'mostri'.. In realtà Isabella è un genio..lo è per me, che sogno di scrivere da quando ero solo una bambina di sei anni.. Io mi rispecchio in Misty, la amo.. Perché è fragilissima al di là di quella maschera di porcellana che porta per proteggersi dal resto del mondo.. Come me. Perché è una ragazza vera, una ragazza come tante che possiamo incontrare per strada.. Tra le righe di Destroy ci sono i frammenti dell'anima di tante ragazze fragili come cristalli neri..




http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mar, 12 giu 2007

Autori | Opere | Narrativa | Poesia | Saggi | Arte | Interviste | Rivista | Dossier | Contributi | Pubblicità | Legale-©-Privacy