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DESTROY, ISABELLA SANTACROCE: LETTERATURA AL FEMMINILE, PERVASA DI NONSENSE E ORIENTATA ALL''AVANGUARDIA E ALLA SPERIMENTAZIONE |
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Destroy (2001) |
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Smalto sulle unghie, maquillage sfatto che scivola sul viso, sottovesti, amori saffici, Misty è sola. Vorrebbe che tutti la amassero, la guardassero, la toccassero, lascoltassero. Ma vorrebbe anche che Courtney Love fosse sua amica. Non cè differenza tra realtà e fantasia, Misty costruisce tutto in base a una logica che decodifica i suoi desideri, puri e sporchi, «acqua santa che sa di mani sporche». Sono le 27:30, un tempo immaginario; ha incontri nudi, scarni; si svaga «nicotinicamente», con un sottile senso di autodistruzione; spera che da un «cilindro nero» esca un incantesimo o una magia in grado di trasformarle la realtà e di svelargliene i segreti. Fuggita da Riccione per approdare a Londra, Misty consuma sesso a suon di P.J.Harvey e Red Hot Chili Peppers; avvolta nel domopak, sotto leffetto dellalcool, si lascia accarezzare dalla musica, perde i sensi, li riacquista; alla velocità della metropolitana londinese, corre da una casa allaltra per servizi a domicilio a clienti donne voyeuriste o maschi masochisti. I suoi incontri vivono il tempo delladesso, tempo di fuga e di zapping, la accompagnano per un pezzo di strada, forse la ameranno per qualche giorno, forse per tutta la vita. Anelano tutti a una felicità senza oggetto, pervasi da uno spleen, da unaccidia iperconsumistica, «malsano virus di fine secolo». Misty mistifica il possibile, guarda la realtà dalla finestra, come limite al mondo, una siepe urbana che le impedisce di vedere tutto ma che le permette di vedere meglio, con limmaginazione e la fantasia. Pervasa da un desiderio di normalità, immagina vite familiari osservando appartamenti dalle finestre illuminate. Cerca la lingua del corpo per impedirsi di pensare troppo e per non permettere che «mostri alati» invadano la sua debole psiche protetta solo da «sottilissimi strati di carta velina». Eternamente inquieta non possiede che se stessa, cerca un «odore di famiglia, di coperte rimboccate», vive il presente come mancanza e come urgenza. Sradicata, ha paura che possedere qualcosa significhi esserne posseduti. «Un'immoralità di uno strano lirismo», un sottotesto colto. Uno stile feroce ed accorato quello della Santacroce, che ha il ritmo del respiro e dellaffanno, dei pensieri in libertà e delle libere associazioni. «Il nonsenso ha i suoi lati interessanti» ci dice infatti la scrittrice per salutarci poi così: «Dedico a tutti voi i nostri passi». E immaginandola scomparire svanendo piano piano, indossando «latex rosa lucido» come uscita da uno dei manga in cui labbiamo conosciuta, terremo questa Misty, questa «bimba infreddolita» in tasca, consapevoli che forse un po ci mancherà. Si dileguerà nelloscurità al suono di queste note: «The world is a vampire, sent to drain secret destroyers». Chissà se imparerà a dire «ti amo senza sbagliare». «Sola e nuda contro il mondo», chissà se partirà per fermarsi e non solo per andarsene. Certo è che cercava lamore e continuerà a trovarlo tra «sangue e lacrime». A cura della Redazione Virtuale Milano, 15 aprile 2003 |
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I commenti dei lettori
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