LA DONNA DI SCORTA, DI DIEGO DE SILVA, E' IL ROMANZO DI UNA STORIA D'AMORE CHE, COME NASCE, E' DESTINATA A TRASFORMARSI E FINIRE

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La donna di scorta (2001)


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Diego De Silva, La donna di scorta
Einaudi, 2001
Tascabili, 144 p.
Euro 7,75

n uomo e una donna si incontrano, in un giorno di pioggia, in una di quelle strade della propria città che si percorrono in fretta per raggiungere il lavoro. E il tempo si ferma, ricomincia, riparte da zero, si creano le possibilità di un nuovo futuro, se solo si avesse il coraggio di scegliere. «E dire che le loro vite, a passarci davanti, potevano andare. Fatte di lavoro, di mutui, case, mobili, libri, quadri, vestiti e tutte le cose che messe insieme diventano le persone». Livio è sposato, ha una bambina. Dorina è sola. Giovane, senza domande, senza pretese. Da lui vuole quello che può avere. Quello che lui le può dare.

Amore, adulterio, relazione, amicizia, il loro rapporto non ha classificazioni, perché i ruoli sono chiari da subito. Dorina non è una donna di scorta. Al contrario. Non vuole essere una nuova moglie. Dorina mette in crisi Livio per la mancanza di domande, per la mancanza di altre richieste. Vuole solo averlo pienamente, quando lui può stare con lei. Fosse anche solo per pochi giorni rubati, per un pranzo. Non è a lei che dà fastidio il suo rivestirsi dopo un incontro sessuale. È lui che si sente piccolo, non all'altezza della libertà di lei. Dorina sente che quello che prova per lui è qualcosa di giusto, qualcosa che doveva accadere e a cui non poteva né voleva opporsi. Sa quando può prendere, quando non deve chiedere. Rispetta tempi, obblighi, necessità di un uomo che come tanti vive una vita a metà, con una clandestinità organizzata, con i sotterfugi e le menzogne che caratterizzano ogni adulterio.

Ma quella di De Silva non è solo la storia di una relazione illecita. È uno sguardo spietato sui desideri di ognuno di noi. Su quello che cerchiamo e sui limiti degli orizzonti che ci siamo creati. Sulle mille possibilità degli incontri, sugli autobus perduti, e su quello che sarebbe potuto accadere se fossimo arrivati solo qualche istante dopo. O se non fossimo mai passati da quel marciapiede. Su quello che neanche noi sapevamo di volere fino a quando il destino ce lo ha presentato davanti. Come un «estraneo a cui consegnarci mani e piedi». È possibile una passione ragionevole? Un amore che non ha futuro non è forse ugualmente amore?

Una passione autosufficiente quella di lei. Un amore senza tetto, senza riti familiari. Dorina fa scoprire a Livio le sue incoerenze, le sue ipocrisie. Lo mette a nudo. E allora Livio la desidera ancora di più. La vuole «come si può desiderare una terra, una cosa da occupare. Era stato spinto dalla sua unicità , ma nel profondo di sé avrebbe voluto scoprire che era una donna come tante». Ma Dorina non è come tante, ed è proprio questo a renderla speciale. Sarebbe stato più semplice per lui sminuirla, negarla, dimenticarla, come un incidente di percorso accaduto durante la sua tranquilla vita coniugale.

Dorina non prova risentimento quando lui non può esserci. «Non dovresti essere buona con me» le dice lui, in una delle tante occasioni in cui, di nascosto dalla moglie, le sta telefonando per chiedere scusa ancora una volta. Questa giovane donna ascolta le mille giustificazioni di Livio e, con sguardo freddo, lo lascia libero di scegliere.

Cosa sceglierà lui è coerente con la sua persona, quella di chi vuole avere tutto ma non sa lottare per nulla. Oppure quella di chi sa rinunciare non rinunciando. Ferite che fanno male, ma che forse, sembra dirci De Silva in un linguaggio onesto, leale come la protagonista, noi adulti siamo già in grado di curare. In maniera cinica come forse l'esperienza ci ha insegnato.

De Silva riesce in questo breve romanzo a darci i tempi di una storia che come nasce è destinata a trasformarsi, a finire; riesce a farci sentire la passione alla quale può portare tutto ciò che comincia e, come tale, tutto quello che non può durare se non prende una svolta.

Gli inizi sono un qualcosa che non ritorna. Bisogna solo saperne godere, con la consapevolezza che finirà. La scoperta di nuove emozioni, qualcuno a cui cominciare a raccontarsi di nuovo, il fascino di un altro corpo. Cuori che battono, pranzi in ristoranti lontani, con la paura eccitante di essere riconosciuti. Livio e Dorina vivono questa storia intensa. Non sappiamo alla fine chi dei due ne uscirà più sconfitto.

Con le parole piene di ritmo di uno scrittore che già si era fatto conoscere per la ferocia della storia del suo primo romanzo Certi bambini, De Silva mette in scena una sorta di commedia umana: debolezze e desideri, paure e rinunce, bassezze e mediocrità con le quali prima o poi tutti dobbiamo fare i conti.

La struttura narrativa chiara e quasi cinematografica offre al lettore uno spaccato di vita quotidiana, semplice e normale come lo sono tutti i sentimenti universali. Primo fra tutti l'amore. La donna di scorta è una storia d'amore prima di essere una storia di adulterio, di tutti gli amori possibili, di quelli ai quali rinunciamo, di quelli che decidiamo di seguire mettendo in discussione tutto ciò che è stata la nostra vita fino ad allora o decidendo di non avere vergogna ad ammettere che scegliere significherà lasciare per strada qualcuno. Dorina questo lo sa, fin dall'inizio.

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 21 maggio 2003
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!!Ilaria, (ilaj84@yahoo.it), Bari, 13/01/2004

Un libro che fa comprendere il significato della vita adultera da entrambi i sessi. Un libro che é uno spacco sulla vita di tutti i giorni ma che con semplicità immediata riesce a prenderti e trasportarti in sensazioni ed emozioni nuove. Leggetelo!




http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Gio, 2 ago 2007

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