Tita Paternostro, Fili di memorie sospese (2002)
S.E., 2002
pp. 244 Euro
appiamo quanto poco oggettive siano le autobiografie, pensando a esempi illustri come Poesia e verità di J.W. Goethe o Le confessioni di J.J. Rousseau. Né pura invenzione né verità assoluta. Ma che si fanno comunque apprezzare per la straordinaria, autorevole testimonianza.
Un genere letterario, a ogni modo, a cui un autore può decidere di ricorrere per motivi diversi: talvolta imperscrutabili, oscuri, strategici, altre volte luminosi, necessitati dallintensità prorompente dei sentimenti e delle vicende vissute. Ed è il caso di Fili di memorie sospese di Tita Paternostro, autrice di poesia e di saggi, e organizzatrice di concorsi letterari come il premio nazionale di poesia Alessandro Contini Bonacossi.
La storia ha inizio a Caltanisetta, città natale di Tita Santoro questo il nome da nubile. Ci viene raccontata la sua nascita, linfanzia, ladolescenza, i suoi studi, lincontro con luomo a cui più tardi si unirà per la vita. Liniziale opposizione della famiglia di Tita al legame con la persona amata, Enzo Paternostro, anchegli siciliano. Dopo una lunga e spasmodica attesa fatta di sofferenze, di desiderio fisico represso ecco finalmente il matrimonio, lesplosione del sentimento amoroso e della passione fisica che infiammerà la coppia per decenni, interrotta soltanto dalla malattia di Enzo, dalla sua scomparsa. Si racconta degli studi, del lavoro, dei figli, della carriera lei, insegnante elementare, lui, prima agente poi alto ufficiale di polizia i sogni quasi sempre realizzati e vissuti quasi in stato di grazia, girando per lItalia e conoscendone e amandone i luoghi, le bellezze.
Nella copertina del libro una foto ritrae la coppia giovanissima: lui ha unespressione trasognata, lei, pur sorridendo, di sfida. Sfida alle difficoltà che in quel momento ostacolavano il desiderio di reciproca appartenenza. Ma anche, in futuro, alle mille difficoltà della vita, superate con la forza del loro legame, della loro complicità. Una sfida mai sopita di cui quel sorriso impresso in una pellicola, in un giorno lontano, sembra farsi simbolo permanente di un modus vivendi. Una sfida che inizia nel dopoguerra e si protrae fino ai giorni nostri, anche dopo la scomparsa di Enzo: riprendendo e intessendo, attraverso il libro, i fili rimasti sospesi. Un amore che vuole resistere al tempo sospingendosi, con forza, oltre il tempo.
Il racconto contenuto nelle 244 pagine del libro ha inizio nella Sicilia mitica dei primi decenni del Novecento e si conclude alla soglia del terzo millennio in Toscana, a Casalguidi, in provincia di Pistoia, dove la famiglia Paternostro è approdata dopo molti spostamenti per lItalia.
I molti particolari descritti ci fanno vedere, sentire, ascoltare immagini, pensieri, stati danimo che sentiamo talvolta anche nostri. Lintreccio di vicende private e intime con gli importanti eventi storici e sociali dellepoca ci regala un interessantissima testimonianza.
Un libro, dunque, che nasce da un atto damore per laffermazione e perpetuazione dellamore, e da cui si viene piacevolmente irradiati tanto da staccarsi dallultima pagina con un sentimento di gratitudine, per la finestra generosamente apertaci sullaltrui, unico, irripetibile spettacolo della vita.
A cura della Redazione Virtuale
Milano, 31 ottobre 2003
© Copyright 2003 italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net |