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Fontamara (1933)


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Ignazio Silone, Fontamara,
in Romanzi e saggi
Mondadori, I Meridiani, Milano 1999,
2 voll., Lire 170.000

il primo romanzo che Silone scrive dopo l’uscita dal partito e l’interruzione della collaborazione «fiduciaria» con la polizia. Una duplice risoluzione in cui giocò un ruolo chiave il sacrificio eroico del fratello, come egli stesso dichiarerà in Uscita di sicurezza (1965). «Lo sport gli interessava assai più della politica. [...] Perché confessò di essere comunista? Perché confermò la sua confessione in giudizio, davanti al Tribunale speciale che se ne servì per condannarlo a 12 anni di reclusione?» «Ho cercato di comportarmi come ho immaginato che ti saresti comportato tu al mio posto».

In Fontamara, quindi, Ignazio Silone, denunciando lo sfruttamento e la rassegnazione secolari dei contadini dell’Abruzzo, narra la vicenda simbolo degli emarginati di tutto il mondo in conflitto con la "società degli integrati" e racconta la speranza che anche i "cafoni", affrontando terribili prove, possano acquisire una coscienza di classe.

Il romanzo racchiude in sé un intero mondo: il mondo dei "cafoni". Fontamara è «un antico e oscuro luogo di contadini poveri situato nella Marsica,… a mezza costa tra le colline e la montagna», dove i giorni, come i soprusi, si ripetono sempre uguali.

Una serie di fatti «imprevisti incomprensibili» sconvolgono però l'esistenza di questo microcosmo. L'avvento del fascismo, giù in pianura, ne viene a turbare la vita «stagnante da tempi immemorabili», a tal punto da portare i suoi abitanti alla fame. La loro incapacità di comprendere questi cambiamenti diventa una colpa, e così, inconsapevolmente, il piccolo paese finisce per essere conosciuto come covo di agitatori.

L'impetuoso Berardo, la figura-simbolo della comune rivolta contro le ingiustizie, trova infine una forma per esprimere la propria istintiva rabbia. Decide di autoaccusarsi e di sacrificarsi per la salvezza di quel misterioso personaggio chiamato il «Solito Sconosciuto», poiché più di lui è in grado di guidare la resistenza alle nuove ingiustizie. Ma anche «il giornale dei cafoni, anzi, il primo giornale dei cafoni» apprestato dal «Solito Sconosciuto», non porta niente di buono ai poveri fontamaresi. Una bella utopia rimane la speranza di rinnovamento.

Silone sceglie una lingua semplice per raccontare di persone semplici, ma la comunicazione si svolge sempre in modo sottile, giocando sul confine tra ciò che è veramente semplice e ciò che è semplicemente vero.

La svolta e la rivolta di Berardo Viola iniziano proprio con l'interpretazione di una frase, apparentemente chiara nel suo significato: «IN QUESTO LOCALE È PROIBITO PARLARE DI POLITICA». Ma se è proibito parlare di politica — spiega Berardo — è proibito ragionare, e allora si diventa come gli asini irragionevoli, che non si lasciano caricare oltre un certo peso. Mentre i cafoni sono ragionevoli: possono essere sempre persuasi o intimoriti.

Ciò che manca davvero ai cafoni non è la finezza di ragionamento ma l'istruzione. Nulla sanno di petizioni, votazioni, quarti e lustri. Dunque è facile per gli avvocati e i signori volgere i fatti sempre a proprio vantaggio e usare le leggi per i propri interessi.

In realtà tra i cafoni e i signori, tra la montagna e la pianura il divario è più ampio: sono a confronto due mondi distinti. Da una parte c'è quello semplice dei cafoni, basato sulle poche regole apprese dall'esperienza: un mondo vicino allo stato naturale, dove ognuno cerca di curare i propri magri interessi. La solidarietà qui è difficile, perché nessuno ha più degli altri da offrire. Associarsi è inutile: l'unica cosa che i fontamaresi sentono di avere in comune è la miseria.

D'altronde, Silone, cogliendo le sfumature di questo mondo con sottigliezza mirabile, non racconta solamente la rigorosa durezza della gente di montagna che si sveglia alle tre per andare nei campi a guadagnarsi da vivere, ma ne narra anche i pettegolezzi e gli amori.

Dall'altra parte c'è il mondo incomprensibile, quello dei cittadini, che «lavorano di meno e guadagnano di più,… mangiano bene, bevono e non pagano tasse».

Forse che Silone si sia lasciato contagiare dalla mentalità fatalista dei fontamaresi, per la quale non importa chi sia l'autorità, se sia impersonata da un sindaco o da un podestà o da chiunque altro, perché le ingiustizie ci saranno sempre?

Nel romanzo i fontamaresi, pur nella rassegnazione all'ingiustizia, riconoscono nei fascisti nuovi e più astuti oppressori, giungendo gradualmente ad una presa di coscienza del loro diritto alla libertà.

È difficile immaginare che Silone, nelle sue lettere ad un funzionario di polizia, abbia potuto fare il nome di uomini come Berardo Viola, passibili di «condotta pessima dal punto di vista nazionale», per consegnarli alle violenze del carcere fascista.

I documenti trovati nell'Archivio Centrale dello Stato tuttavia lo confermano, e ci ammoniscono che discernere il male dal bene non è sempre così semplice. Coloro che hanno conosciuto personalmente l'autore di Fontamara, lo ricordano come una persona priva di ambiguità. La risposta di tutto questo, forse, è a Zurigo. Questo libro infatti è stato scritto negli anni dell’incontro tra lo scrittore e il dottor Jung, all’inizio della terapia psicanalitica. Si può presumere perciò che Silone usò anche la scrittura per venire a capo delle inconciliabili contraddizioni della sua vita e del senso di colpa che deve aver passato ogni soglia di sopportabilità, all’indomani dell’arresto del fratello.

In conclusione, leggendo la prima opera a cui tuttora la fama di Ignazio Silone è maggiormente legata, si ha l'impressione che l’autore si sia attenuto a quello che egli riteneva fosse un obiettivo da raggiungere, più che un atteggiamento da adottare. La sincerità. Anche se ciò, a posteriori, può sembrare incredibile.

Milano, 27 giugno 2000
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Luca Crapanzano, Barrafranca (Enna), 10/09/'04

Ho letto il libro in poco meno di 24 ore e devo dire che mi ha colpito profondamente; conoscevo Silone solo per sentito dire e proprio grazie a questo libro posso attestare di aver conosciuto una parte della personalità di Silone! questo suo libro ( che personalmete considero un'opera d'arte) mi ha fatto molto rifettere non solo sull'importanza della conoscenza ma anche sull'esistenza della semplicità tipica paesana, che anche noi, "gente del terzo millennio" consideriamo certe volte "cafoneria" senza sapere che anche attraverso i "cafoni" che incontriamo nella nostra vita ci viene testimoniata la gioia di vivere e anche la dramaticità dell'esistenza da noi spesse volte sottaciuta.

Giacomo Benassi, Modena, 20/08/'04

Fontamara è un libro che parla dei soprusi avvenuti in epoca fascista su persone, i cafoni, incolte e purtroppo per loro quasi inconsapevoli di vivere al mondo. E' una storia che si ripete senza tregua da quando l'uomo è comparso sulla terra. Speriamo che le cose cambino presto. Perché ciò accada bisogna non perdere la consapevolezza di queste cose e questo libro è un ottimo strumento per farlo.

Marco, 7/08/'04

Secondo me "Fontamara" è un libro bellissimo. Bellissimo ed inaspettatamente onesto, intendo dire scevro, checché se ne dica, da vera propaganda di sinistra, a differenza ad esempio da un altro libro letto di recente, "L'Agnese va a morire", infarcito quà e là in modo noncurante di "uscite" e "commenti" opinabili e di dubbio gusto, come diretti a mantenere l'odio verso i tedeschi, stimolare l'avversione verso gli americani, ecc... Tutto questo "Fontamara" non è, assolutamente; casomai, "Fontamara" è una vera denuncia delle gravi ed innegabili condizioni in cui versavano certe zone d'Italia negli anni in cui è ambientato il romanzo. Ed inoltre, penso che l'autore di questo romanzo fosse, al momento in cui esso è stato scritto, assai più in buona fede di molti intellettuali antifascisti venuti tutti alla ribalta dopo che il fascismo fu sconfitto dagli americani. Credo però che la lettura debba comunque essere riservata ad un pubblico che abbia la capacità critica di distinguere la denuncia dalla propaganda, per quanto riguarda libri di questo tipo, e quindi penso che le persone come la Prof.ssa comunista siano estremamente disoneste ed irresponsabili: disoneste perché cercano di propinare a ragazzi "indifesi" ideali comunisti (ho detto che nel libro di propaganda non ce n'è, ma le intenzioni della prof. comunque erano quelle), irresponsabili perché obbligando ragazzi a leggere libri pallosissimi per la loro età, fanno perdere loro amore per la lettura (poi in Italia la gente è ignorante e non legge, chissà perché...) Salutoni Marco

Francesca, Como, 28/06/'04

Bello, x l'amor di dio, ce n'è da dargliene atto! Personalamente nn ho letto il libro ma sto guardando una replica del film a puntate che venne fatto con, nella parte di Berardo, Michele Placido! Ripeto, bello! Niente da dire.. mettono tristezza i soprusi ke la gente è costretta a supire solo x il fatto che nn conosce però, come tanti libri, come tanti film che riguardano l'epoca, lo trovo un po' troppo di parte.. fascisti=cattivi e comunisti=buoni.. È soltanto un luogo comune ma che però ricorre in troppe cose! cmq bravo Silone!

Tiziana Mercuri (mercurit@libero.it), Corridonia (Macerata), 29/05/'04

Grazie alla prof di mia figlia ho letto Fontamara e, dopo una partenza un po' lenta, l'ho "divorato" in 3 ore. Mi è piaciuto tantissimo e mi dispiace di non averlo incontrato prima nella mia intensa vita di lettrice.

Souls Rebel Gang (boss89@libero.it), 20/01/'04

Secondo me questo è un libro che deve essere studiato in quinta ginnasio, e deve essere preso in considerazione e deve essere analizzato nei suoi più piccoli particolari.La parte iniziale del libro è un pò noiosa ed è anche un pò difficile da seguire per il ripetuto cambio di narratore, per questo ci si deve impersonare nel contesto sociale e mentale dei poveri fontamaresi.A molti nonè piaciuto il libro proprio per questo: non capiscono cosa vuol dire trovarsi in quelle condizioni (non che io lo sappia benissimo eh), non sanno cosa vuol dire non essere i fautori del proprio destino. Comunque potrei continuare a scrivere righe e righe e righe e righe ma voglio solo dire "Bravo Silone".

Caterina Migliaccio (celebrimloth@hotmail.com), 13/01/2004

Credo proprio che, se non fosse stato per un obbligo scolastico, non mi sarei mai imbattuta in questo libro. Devo dire che é una lettura abbastanza "pesante", ma la storia dei fontamaresi, così come di tutti i "cafoni" e le persone che vivevano nel periodo del fascismo é così toccante che non può che farti riflettere su quelli che sono i diritti degli uomini (libertà di pensiero ecc.) e su quanto sangue é stato versato per ottenerli.


Martina (liv_1985@hotmail.com), Francavilla al mare, 11/01/2004

A dispetto di chi mi aveva detto che la lettura sarebbe stata pesante e noiosa, io ho trovato il libro bellissimo, anche se molto triste. inoltre era molto scorrevole, l'ho praticamente divorato e la storia era bella, oltre che funzionale per comprendere un pò meglio quel periodo storico e la condizione di persone di cui pochi si sono interessati. inoltre il fatto di usare diversi punti di vista é stato un artificio molto convincente e utile per cercare di capire il più possibile di quel mondo. saluti da una abruzzese!


Ale G., Padova, 07/12/03

La mia prf di italiano dice ke una che fa il classico(io)non può non leggere Fontamara.Non ci credo.Qiesto libro non mi è piaciuto non perchèè scritto male o è una palla,ma perchè è triste e viene rabbia a sentire i soprusi della gente povera e ignorante..del resto non potevano tirare fuori le unghie,non avevao i mezzi..E poi sirei ke storie di soprusi e violenze ce le abbiamo già nella realtà,non serve farne un libro.


Bruno Zurzolo, Bovalino (Reggio Calabria), 21/11/'03

Credo che Fontamara sia un libro dal contenuto sociale e umano la cui vasta portata va oltre la politica, da inserire a scuola accanto ai Promessi Sposi e la Divina Commedia.


Laura Bacci, Firenze, 18/11/'03

È un libro abbastanza noioso e mi ha annoiato soprattutto perché parla solo di questi poveri Fontamaresi; ma tirate fuori le unghie e lottate per le cose a cui credete senza sottostare ai ricchi!!!!!!! P.S. W firenze!!!!


Anonimo, 17/10/'03

Se posso muovere un'obbiezione credo che in fontamara silone abbia dato il meglio di se stesso scrivendo quello che lui ha vissuto e lo ha fatto indossare ad un altro tipo di realtà culturale.


Luca Riccetti (beroide@hotmail.com), Spoleto (Pg), 22/09/'03

Ciao a tutti. Io come tanti altri lettori non conoscevo ne Ignazio Silone ne Fontamara. Un immenso grazie alla prof. di italiano F. Andreucci (una delle poche brave rimaste) che ha fatto leggere alla classe il libro. Fontamara mi ha fatto capire ancor meglio come prima la gente ignorante veniva sopraffatta da gente colta ed istruita. Ma anche come la gente bisticciava per delle stupidaggini(per noi) ma che per loro era elementi di vita Non bisogna pensare che solo a quei tempi le persone venivano truffate! anche oggi in qualche modo subiamo in maniera diversa scorrettezze e frodi. Bravo Ignazio!!!wuuuh!!!!


Francesca Romano (francy.roman@tiscali.it), Aprilia (Latina), 19/05/03

E' UN DOCUMENTO IMPORTANTISSIMO DELLA STORIA ITALIANA... HO STUDIATO IL FASCISMO MA SILONE MI HA AIUTATO A CAPIRE ASPETTI E REALTA' DI QUEL TEMPO CHE SU UN SEMPLICE LIBRO DI STORIA NON SONO SCRITTE.


Matteo Rustico (teo80@libero.it), Valle Olona (Va), 04/05/03

È un libro favoloso ha me me piasce un casino scritto guaionamente! silone è il dio della letteratura! ho già letto tutto di lui! ringrazio mia mamma CHE MI HA AIUTATO A SCRIVERE QUESTO COMMENTO CON TANTO AMMORE!


Burim Kuqi (burimkuqi@hotmai.com), Peja (Kosovo)

E' davvero un libro perfetto, me e' piaciuto quando nel 1996 ho letto per la prima volta un' edizione in albanese in Kosovo, allora non e' possibile trovarlo piu'perche' mia biblioteca e bruciata con Fontamara ma anche adesso ricordo che era davvero un libro favoloso. Penso che e' il capolavoro di Silone.


Gemma Biagiotti, (gem1@interfree.it), Firenze, 14/04/03

Vorrei congratularmi con vanni da milano.sei un grande!!!e basta co' sta noia dei piccoli e poveri contadini, delle diseguaglianze tra nord e sud...e poi viva MILANO che è la città più bella d'italia..


Vale (calogerodantoni@tiscali.it), 26/03/03

Fontamara è un libro stupendo,meraviglioso,eccezionale!Mi ha colpito molto sia per il tema trattato, sia per lo stile narrativo.Me l'avevano consigliato,ma all'inizio non ero interessata a leggerlo..Quando alla fine mi sono convinta ho capito di aver fatto proprio bene ad iniziare questa lettura! Lo consiglio a tutti, perchè arricchisce lo spirito e fornisce molto senso critico..


Lorenzo Ghinato (lelo50@inwind.it), Lendinara (Ro), 02/12/2002

Salve a tutti coloro che hanno letto Fontamara! Vorrei qui esprimere il mio apprezzamento per il libro di Silone dicendo che,grazie ad un singolare stile narrativo estremamente fluido e all'importanza della tematica sociale trattata, l'opera cala pienamente il lettore nelle situazioni del romanzo facendoci riflettere in prima persona su problemi che apparentemente potrebbero non riguardarci. Complimenti all'autore! Trovo ERRATO il taglio di BALUARDO COMUNISTA che alcuni danno al romanzo, ed invito tutti coloro che l'hanno inteso in tal modo a ripetere la lettura con un punto di vista diverso, poiché a mio avviso i problemi sociali non sono esclusivi della destra o della sinistra,ma appartengono a tutti i cittadini sensibili e motivati nel rendere la società migliore. Se vi ho stimolati a considerazioni diverse prego contattatemi.


Claudia Cas, (ClaudioCas@inwind.it), Lucca, 5.06.2002

Ho trovato questo libro molto interessante, e anche io sto facendo una piccola tesina sull'autore per il mio esame di maturità. Non sono d'accordo con la professoressa che vuol far leggere ai sui ragazzi Silone per "indirizzare" al comunismo, anche perché l'esempio di "vero comunismo" l'ha dato la Russia, e a mio modesto parere mi sembra che meriti l'Italia diventare così. Anche l'autore abbandonò il Comunismo, soprattuto perché non condivideva i metodi adottati da Stalin (guarda caso Russo) per eliminare l'opposizione (le cosiddette Purghe). Silone è veramente un grande scrittore. Un grande "in bocca al Lupo" a IlariaB! ClaudioCas


Tizi, (rock1970@libero.it), 23.05.2002

A dire la verità non conoscevo nemmeno l'esistenza di Ignazio Silone, ma dopo aver letto il libro "Fontamara" ne sono profondamente vergognato il libro è un qualcosa di meraviglioso e per questo devo ringraziare quel duce della mia prof.che dopo numerosi rifiuti da parte mia mi ha convinto a leggere questa creatura di Silone. Quello che più colpisce del libro è la scorrevolezza di lettura e il saper descrivere gli avvenimenti in maniera così chiara da essere compreso perfino dai "cafoni" di "Fontamara" se solo avessero saputo leggere, perché proprio questo é quello che mancava a loro l'"istruzione". Se infatti loro avessero avuto una persona che li avesse istrutiti i loro problemi sarebbero cessati al nascere e non sarebbero finiti con una tremenda utopia. ciao a tutti......!!!!!


Marco bertucci, (mbertucci@inwind.it), Palermo, 21.05.2002

Ragazzi, che dire?"Fontamara" è un capolavoro della letteratura internazionale...che sia strumentalizzato da prof. e "intellettuali" di sinistra è un'amara verità, ma dobbiamo essere intellettualmente onesti per capire come "Fontamara" sia un gran bel libro, che smuove le coscienze popolari, senza lasciarci influenzare da cattive correnti politiche (intendo i comunisti sfacciati e arroganti). Io sono di destra, ma ammetto la grandezza di Silone come ammiro, al contempo, la sua figura nell'aver avuto il coraggio di scagliarsi contro quella sporca gente con cui ha pure militato. W SILONE, W L'ITALIA (dei non cafoni)


Luisa Golia (www.lucygolia@virgilio.it), Aversa, Caserta, 18.03.2002

Da poco ho letto il romanzo di Silone, per obbligo scolastico, e mi è servito molto. Esso rappresenta infatti una finestra su un mondo sconosciuto per molti di noi, qualcosa che non abbiamo mai considerato, che è al di là di noi, al di là della nosta vita. Silone ha voluto rappresentarci l'esistenza dei meno fortunati,coloro che vengono sfruttati dalla socetà. Non permettiamo più che questo avvenga!!! Uniamoci e aiutiamoci tutti per sperare un giorno di creare un mondo migliore!!!


Alessandra Impronta (alessandra1986@virgilio.it), Passo Corese, Rieti, 6.03.2002

Duecento pagine di lettura affascinante.


Roman Andolfo (aandolfo@inwind.it), Napoli, 19.02.2002

Cari ragazzi, se volete passare il vostro tempo a leggere, vi consiglio Shakespeare. Io sono stato obbligato a leggere "Fontamara" dalla mia prof. di italiano.


Silvio Rail (super.ego@tiscalinet.it) Bari, 4.02.2002

Non ho letto "Fontamara" (ma lo farò). In compenso ho letto "Il segreto di Luca" e conosco abbastanza bene la storia di Silone, alias Tranquilli, alias Silvestri... E' un'opera moralmente molto alta, e per questo a molti dei miei coetanei potrà sembrare fantascientifica, ma in netta contrapposizione con lo stile di vita condotto da Tranquilli, che considererei quantomeno ambiguo, anche se indubbiamente affascinante. Fondatore del PCI ed informatore della polizia fascista... La moralità è un concetto troppo astratto!!!


IIaria B (sallybum83@yahoo.it), Roma, 8.1.2002

Conosco Silone perché le mie radici sono nei suoi stessi luoghi...e il risentimento verso una politica fatta di pochi e di pochi egoisti...lo sento molto vicino. Fontamara è quello che è stato e quello che resta tra gli anziani del sud...basta chiedere loro e loro tirerano fuori un bagaglio di esperienze imperdibili. La prima volta l'ho letto all'età di 13 anni. L'ultima da pochi giorni. E la mia tesina d'esame verterà proprio su di lui. Saluti a tutti coloro che mantengono vivo Silone!


Laura Garagnani (lauragar@libero.it), Bologna, 7.1.2002

Il mancato apprezzamento a questo romanzo a mio parere è strettamente legato all'ignoranza storica del priodo in cui è ambientato. Io l'ho apprezzato non solo nei contenuti ma anche nella forma. Presto inizierò «Il seme sotto la neve» e «La scuola dei dittatori», sempre di Silone.


Vanni De Ma (vanni@mtv.it) Milano, 28.11.2001

Duecento pagine di strazio filo-socialista, costellato da un amore nel discorrere rispetto a quanto siano più sfigati gli sfigati del sud di quellli del nord: il tutto in aggiunta all'obbligo di leggerlo da parte di quel bolscevico del mio professore. Silone riesce tanto a renderti di merda la lettura quanto sia stata merdosa la sua vita. Al rogo Silone, Calvino, Marx, Lenin, Stalin, "La luna e i falò", il Duce, Franco Tito, la scuola Montale Alighieri e tutti gli altri: w solo la .... e la mamma


Ileano Ciardi (valentino.ciardi@virgilio.it) Chiaiamari, Frosinone, 21.09.2001

Il libro è interessante anche se presenta tratti noiosi e disordinati, ma in totale rappresenta una grande testimonianza del bruttissimo periodo della dittatura.


Daniele Bossi (erpupone83@hotmail.com) Civitavecchia, Roma, 16.09.2001

A parte che sono d'accordo con Simone e Giusy riguardo quelle due scellerate; volevo spezzare anch'io una lancia a favore di Silone: ho letto questo libro ultimamente e l'ho trovato molto coinvolgente ed appassionante, infatti mi sono fatto prestare anche un'altra opera dello stesso Silone intitolata "Il segreto di Luca", che ancora sto leggendo ma che è a dir poco "divino". Un vero peccato che non sia in questa sezione, ma consiglio vivamente a tutti gli appassionati di Silone di leggerlo, perchè non se ne pentiranno. Ciao a tutti !


Syfr Zero (syfr@email.it) 03.09.2001

Un libro molto interessante soprattutto se letto prendendo in considerazione il contesto storico. Di facile interpretazione se il lettore ha come punti di riferimento avvenimenti storici, successi e che purtroppo si ripercuotono anche in questo periodo. Nonostante le vicende si riferiscano a molti anni or sono, il libro risulta comunque di attualità, poichè come parole chiave abbiamo: soprusi, ingiustizie e mal governo.


Simone Proietti (arisp@libero.it) Civitavecchia, Roma, 28.08.2001

Sono d'accordo con l'opinione di Giusy, "Fontamara" è uno dei libri più belli che abbia mai letto, con il suo stile semplice e la scorrevolezza che contraddistingue tutto silone, anche quello delle opere minori. Invito Chiara e Valentina a leggere non solo per obbligo scolastico, ma anche per piacere, altre opere come "Vino e pane", "Il seme sotto la neve", "Il segreto di Luca", "Una manciata di more", "Severina", "L'avventura di un povero cristiano", e scopriranno il vero Silone e la passione per la lettura (io li ho letti tutti in un mese complessivamente).


Roberto Monteleone (baurob@exicite.it) Caivano, Napoli, 27.08.2001

E' una vera palla e lo sto leggendo solo per colpa di quella grande comunista della mia professoressa di italiano.


Giusy Nicolino (mirkonicolino@tiscalinet.it) Briatico, Vibo Valenzia, 19.04.2001

Care Valentina e Anna, si capisce chiaramente dalle vostre parole che non avete capito proprio un tubo del libro per definirlo in quel modo! provate a capire il tempo storico in cui è ambientata la vicenda(il fascismo), la condizione dei poveri contadini sfruttati dal grande proprietario, la figura di Berardo e il suo comportamento.......... Secondo me non avete letto il libro, avete solo guardato le pagine! by Giusy(84)


Carla Bussu (badway@libero.it) 16.04.2001

All'inizio ho letto questo libro solo per obbligo scolastico. Ma leggendolo ho capito che era un bel libro. In questo mondo credo che ci siano molti paesi in quelle condizioni ( non alludo allla mancanza di luce ). Mi ha molto appassionato e ritiro tutte le brutte opinioni che avevo inizialmente su quel libro.


Valentina & Anna Rossi (Badway@libero.it) Roma, 07.03.2001

Questo libro l'abbiamo trovato poco interessante e poco scorrevole, poichè non è incentrato su nessuna storia. Noi lo abbiamo letto solo perchè siamo state costrette dalla scuola, sinceramente non c'è proprio piaciuto. Cordiali saluti Valentina & Anna.




http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mar, 6 mar 2007

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