| NARRATIVA | POESIA | SAGGISTICA | DOSSIER | INTERVISTE |
MASSIMO CACCIARI PRESENTA IN QUESTO TRATTATO, GEOFILOSOFIA DELL'EUROPA, ALCUNE RIFLESSIONI CHE DELINEANO LA STORIA DEL PENSIERO EUROPEO |
|
|
|
|||
| FORUM | CONTRIBUTI | RIVISTA | |
Geofilosofia dell'Europa (1994) |
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
I greci, con Platone, avevano teorizzato lorigine divina del nomos. Obbedire alle leggi della polis significava implicitamente riconoscere il dio (nomizein theos) che si nasconde dietro lethos originario. «lo sradicamento del nomos riguarda perciò essenzialmente la perdita della sua radice divina» ed è rappresentato dallallontanamento del saggio, depositario dellethos, prima dalla politica, poi, dalla stessa polis. Questo ethos cosmopolita che vaga ramingo e senza meta per il Mediterraneo finirà col mettere radici in quel monumentale impianto che è lo ius romanum, universalmente proiettato al di sopra delle nazioni. Con la riforma dellImpero, che affranca la civitas dalla religione e cancella dalla legge ogni radice divina, Tertulliano ottiene però di minarne anche lautorità. Nelle intenzioni, loperazione tende ad aprire lo Stato al fenomeno consolidato della diffusione della religione cristiana. I cristiani però confidano nellesistenza di una civitas ultraterrena e fanno unicamente riferimento a una legge divina. Per il cristiano, latteggiamento nei confronti della legge secolare, condiviso con i credenti delle altre grandi religioni, è puramente strumentale e, poiché egli aspetta la realizzazione della civitas Dei, caratterizzato da una suprema indifferenza. Il clima di conflittualità religiosa che caratterizzò i secoli a cavallo della Riforma protestante e che insanguinò lEuropa, stimolò la riflessione di Hobbes sulla Filosofia Civile, che portò alla formulazione di un patto «lo Stato presta al cittadino un vero e proprio servizio, che consiste nellintransigente tutela della sua sicurezza. Questultima è concepita come il bene primario, alla cui ombra soltanto lindividuo può realizzare il proprio particulare.» Per Massimo Cacciari la costituzione statuale dellEuropa è il compimento dello spirito europeo post classico di Hobbes, piuttosto che il risultato dei conflitti tra i moderni stati. È una costruzione fittizia, alla quale i cittadini convengono di sottomettersi in quanto e fino a quando fa loro comodo e quindi unistituzione che contiene in sé la sua fine. Unutopia, secondo il filosofo, che si domanda se si possa dare unorganismo capace di regolare i dissidi che riguardano la sfera spirituale dei cittadini quando questo organismo si dichiara a priori agnostico e non competente in merito. Se sia possibile, come il liberalismo contemporaneo che è dialettica dei distinti tenta di fare, ridurre le questioni di religione alla sfera privata del cittadino. Se insomma non vi sia incompatibilità tra la sfera statuale della comunità e la sfera spirituale dellindividuo. «Il nomos del moderno stato dunque appare, nella sua essenza antinomico», stretto fra la forza della tirannia dei valori da una parte e la società civile dallaltra, che si materializzano nel parlamento dei moderni partiti, avvitato in interminabili contrattazioni, compromessi, incapace di legiferare, ridotto a ratificare decisioni prese altrove. Pax europaea L'immagine che affiora è molto precisa. Lunità a cui il mondo tende in seguito alla risoluzione della Guerra Fredda è basata sul relativismo più assoluto, che scaturisce dalla dissoluzione delle utopie del politico e dei valori. In questo relativismo i distinti sono ritenuti uguali e tutto risulta indifferente. Chi si oppone non viene più sterminato il che può essere considerato un passo avanti ma solo perché può essere "tranquillamente" indotto al suicidio. Che lEuropa voglia e possa, se non confrontare, proporre la propria alternativa allordine imposto dalla Grande Isola, è oggi tutto da verificare. Una definizione dellidea di armonia ha interessato i filosofi fin dai primordi della storia del pensiero. Per Eraclito armonia è uno stato di tensione che accadendo si avvicina allequilibrio del cosmo. Per Parmenide è il logos che mette in relazione le parti comuni di una moltitudine di distinti che si manifestano nel differire. È la «connessione riuscita delle parti ma anche [...] lordine sulla cui base è stata prodotta». Apparente e inapparente, comprensibile e inafferrabile. Il conflitto è insito nel principio di armonia, che non tollera chi rifiuta di omologarsi. La pace non può essere concepibile come artificio ma neppure come definitiva composizione del conflitto. Nel pitagorismo è «numero-logos a sé stante, intermedio che rende dialettici definitivamente i dissimili, senza appartenere alla loro serie.» Il termine usato da Parmenide è palíntropos, che definisce il ciclico andare dalluno allaltro, in un costante avvicendarsi di equilibrio e di instabilità. In Platone il conflitto tra bene e male può essere composto soltanto attraverso i metri dellarmonia. La pace rappresenterebbe un allineamento dei distinti in armonia, ma non il percorso conflittuale che porta ad essa. Si tratterà necessariamente di uno stato transitorio, in quanto contenente il principio che nega se stesso. Simmetricamente transitorio sarà lo stato di contesa, che non è, ma contiene in sé larmonia ed è pertanto destinato a lasciar ricomporre il conflitto degli opposti. LEuropa ha sempre pensato larmonia in modo radicale: come percorso che vincola a sé i distinti, ma ha anche pensato le varie forme di armonia come conflittuali tra loro. Armonia è dunque un obiettivo ultimo, da raggiungere attraverso un ultimo estremo conflitto e, allo stesso tempo, un obiettivo da raggiungere attraverso le tappe di un fare che è sempre concepito come armonizzante. È interessante ora seguire Cacciari nella riflessione sul concetto di tolleranza, che lEuropa ha sempre indicato come il proprio più alto valore, ma che non risolve la sostanziale intolleranza radicata nellidea di armonia. Sia che si tratti della senile rinuncia a imporre i propri valori, non più sostenuti da unadeguata potenza fisica, che della negligente sospensione dei valori fondamentali che nella contesa distinguono i contendenti, oppure dellilluministico pregiudizio della maturità della propria, dinnanzi a culture ritenute infanti, «è possibile tollerare soltanto ciò che non si reputa vero. La tolleranza è spiegabile soltanto come atto di volontà, che ammette si dia ciò che la ragione non può in alcun modo acconsentire». La soluzione che Massimo Cacciari recupera dalla lettura del De pace fidei, di Niccolò da Cusa consiste nell'isolare lidea di armonia dallidea di pace, declassandola a livello di opinione, e di pensare ciò che veramente i distinti possono avere in comune. Questo elemento è identificabile nellassoluta distinzione, che ha bisogno dellaltro da sé per potersi, appunto, manifestare. Il riconoscimento dellaltro potrà spingersi, senza oltrepassarlo, fino al punto dellidentificazione dellaltro con sé stesso. Laltro verrà allora riconosciuto per la porzione di verità distinta dalla propria, mancante perché complementare alla Verità. Perché cercare, dunque, sapendo che la verità è irraggiungibile? «Agostinianamente si cerca non perché un fine ponga termine al cercare, ma perché nella ricerca cresce lamore di ciò che viene cercato.» LEuropa, luogo della ricerca dellinattingibile, riunisce la comunità del «molteplice delle distinte congetture». Impotente di fronte a ogni scienza esatta e cosciente «delleterogenesi dei fini immanente a ogni volontà di potenza», si dimostra indifferente di fronte alla determinazione di propri confini certi e superiore rispetto alla consapevole transitorietà delle proprie fasi storiche. Oggi Cacciari la dipinge al culmine di una guerra interiore, contro «la propria volontà di conservazione, di sopravvivenza, la propria inospitale resistenza al richiamo dellaltro, dellassolutamente distinto, della singolarità». È questo il senso che il filosofo sembra dare al tramonto insito nel destino dEuropa, un tramonto in fondo necessario, come quello a cui assistiamo ogni giorno, alla conclusione di una giornata, a modo suo, interessante. (Pagina 2 di 2 Fine)
|
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
I commenti dei lettori
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |