Un gruppo di giovani ebrei di Ferrara, i Finzi Contini, si trova escluso dalla vita pubblica. I genitori, mettono a disposizione dei giovani, ebrei e non, coetanei dei figli, il loro leggendario giardino

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Il giardino dei Finzi Contini (1962)


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Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi Contini
Einaudi Tascabili, 1999
pp.293 Euro 6,71

ubblicato nel 1962, Il giardino dei Finzi Contini fa parte di quel grande organismo romanzesco cui Giorgio Bassani lavorò nel corso di quarant’anni, dal ’38 al ’48, e che va sotto il nome de Il romanzo di Ferrara. Si tratta di una macrostruttura, sostenuta da un complesso meccanismo di relazioni e rimandi interni, che raccoglie gran parte dell’opera narrativa dello scrittore: Dentro le mura, Gli occhiali d’oro, Il giardino dei Finzi Contini, Dietro la porta, L’airone, L’odore del fieno, romanzi autonomi ma nello stesso tempo legati intimamente da una visione poetica comune, e da un’ambientazione che diventa anche simbolo di un modo di guardare alla storia: Ferrara, con le sue strade larghe e silenziose; la malinconia sottile e piacevole di un’esistenza sospesa in un’eterna provincia, tra i fasti universitari di Bologna e i poetici languori di Venezia; le nebbie lattiginose, da cui affiorano a tratti sagome scure, fantasmi che solo all’ultimo momento rivelano la loro vera identità di case, alberi, muri.nnio Flaiano nasce a Pescara nel 1910, ma nel ’40 si trasferisce a Roma dove resterà per tutto il resto della vita. Appena trasferito, pur essendo iscritto alla facoltà di architettura, comincia la sua attività di giornalista, in special modo come critico letterario e cinematografico.

L’io narrante de Il giardino dei Finzi Contini vive immerso in questa atmosfera, e di questa atmosfera vuole restituire il sapore, in un romanzo che nasce e si sviluppa sul lento, assiduo movimento del ricordo. Il prologo esordisce con l’immagine della necropoli etrusca di Cerveteri, meta di una scampagnata del protagonista insieme ad alcuni amici, una domenica d’aprile del 1957. La particolarità del luogo suscita nella compagnia una riflessione sulla morte e il ricordo di chi ci ha lasciato, sempre più labile con il passare degli anni, fino a dissolversi del tutto. «Perché le tombe antiche fanno meno malinconia di quelle più nuove?» chiede Giannina, la più piccola del gruppo, ed è come se da questa domanda scaturisse il flusso narrativo che dà vita all’intero romanzo, una grande “intermittenza del cuore” a recuperare un tempo passato, ma solo per accorgersi che mai, neppure quando era presente, lo si è posseduto veramente. «Io riandavo con la memoria agli anni della mia prima giovinezza, e a Ferrara, e al cimitero ebraico posto in fondo a via Montebello» (1) . Non è un caso che sia proprio un cimitero ad aprire la lunga rassegna di ricordi dell’io narrante; le immagini di morte sono ricorrenti nel romanzo, avvolte di un’aura mai lugubre o drammatica, ma dolcemente malinconica. Anche della tragedia umana dei Finzi Contini, illustre famiglia ebraica travolta e distrutta nei campi di sterminio nazisti, il lettore non avverte l’orrore e l’immane peso storico, ma solo il languore elegiaco di un amore perduto.

All’epoca delle leggi razziali, un gruppo di giovani ebrei benestanti di Ferrara si trova escluso dai circoli sportivi, dalle biblioteche e dai luoghi di ritrovo pubblici: è l’occasione che spinge gli alteri Finzi Contini a sciogliere il proverbiale riserbo, mettendo il loro leggendario giardino a disposizione dei giovani, ebrei e non, coetanei dei figli Alberto e Micol. Il giardino diventa così un luogo sospeso, a-storico, dove lo spensierato snobismo dei suoi nobili abitanti sembra voler cancellare con la noncuranza e il disinteresse quanto sta avvenendo oltre le mura secolari che ne delimitano i confini. Il fascino misterioso e antico di questo microcosmo, apparentemente inattaccabile, del tutto bastante a se stesso, attrae irresistibilmente il protagonista, che si innamora di Micol, parte di quel mondo ma, nello stesso tempo, l’unica a saperlo guardare con distacco e con triste ironia, l’unica che, talvolta, provi a scavalcare quelle mura, come faceva fin da ragazzina, eludendo la sorveglianza di portinai e governanti.

Ma questo amore appassionato e struggente non verrà mai vissuto: Micol lo allontana, consapevole che le persone troppo simili non possono amarsi davvero, perché «l’amore (così almeno se lo figurava lei) era roba per gente decisa a sopraffarsi a vicenda, uno sport crudele, feroce […] da praticarsi senza esclusione di colpi e senza mai scomodare, per mitigarlo, bontà d’animo e onestà do propositi»; e forse (ma è un dubbio, solo un dubbio che l’io narrante non vuole sciogliere, né per se stesso né per i lettori), forse Micol un amore di questo tipo lo ha trovato, in Malnate, giovane frequentatore del giardino, milanese, comunista militante, che guarda alla vita e alla storia con ben altra energia e concretezza che i Finzi Contini. Alla fine del romanzo, la rinuncia del protagonista a Micol corrisponde con la sua entrata nella vita vera, con tutto il suo peso di dolore e responsabilità, con la nuova consapevolezza che il mondo protetto e incantato de Il giardino dei Finzi Contini si reggeva solo su valori appartenenti al passato, che le parole di Micol erano «le solite parole ingannevoli e disperate che soltanto un vero bacio avrebbe potuto impedirle di proferire».

(1) Il giardino dei Finzi Contini, Mondatori, Milano 1991, p. 7.

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 7 gennaio 2001
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E., Caserta, 12/11/'04

Come iniziare?..ho letto questo libro quasi un anno fa, e ancora ogni tanto mi ritorna in mente..non so perché, sarà stato il periodo in cui l'ho letto,ma come detto,ogni tanto mi ritornano in mente delle frasi..e poi Micòl,o Micòl!!..la vita è piena di numerevoli Micòl.. Non sto qui a far commenti sullo stile,sull'io narrante o roba del genere,un libro si legge e basta,e poi non sono in grado di far commenti del genere,non sono un critico! Se mi soffermassi a far una didascalia dell'intero romanzo,lo stesso perderebbe il suo fascino...perché bisogna ammetterlo, questo libro ha fascino!!..Gli amori mai vissuti fanno parte di noi!..Qualcuno ha scritto che la storia d'amore non si può definire una vera storia d'amore, e forse è vero, ma quante Micòl sono state amate senza mai saperlo?.. ..eppur l'inizio dei primi tre capitoli è a dir poco macabro!!..iniziano tutti e tre parlando di tombe e morti!..e invece..e invece..c'è tanto in questo libro, molto più di quanto immaginiamo!! La smetto, un commento deve esser breve:-) p.s. Libro immenso..almeno per me

Maria Salzano, Volla (Na), 17/10/'04

La storia non mi ha affatto appassionato...tant'è vero che ci sono voluti 2 mesi per finire il libro! L'io narrante è molto vicino alla mia personalità e credo che volesse rappresentare in qualche modo "quella piccola paret" che vive e soffre per amore...mentre Micòl era chiaramente l'opposto! E' molto commovente l'amicizia...sia quella tra Malnate e l'autore...ma anche quella "iniziale" tra l'autore e micòl...pessima o forse troppo triste la storia d'amore!

Alessandro Vigna, Amsterdam (Olanda), 6/10/'04

Ho finito di leggere questo romanzo ieri sera. Sono rimasto incantato. E' incredibile come, da ragazzo quasi trentenne, mi sia immedesimato nei sentimenti del protagonista. Micol appare infatti, come molte ragazze, dolorosamente reale nella sua eterea inafferrabilità. Tuttavia, il conflitto tra la sua chimera di bellezza e la realtà della vita vedrà il protagonista, alla fine dell'opera, sopravvivere sia sul piano sentimentale che fisico. Lo stile impeccabile di Bassani nel tratteggiare non solo l'aspetto psicologico dei personaggi, ma anche le scene di vita quotidiana e familiare della Ferrara della sua giovinezza, fanno di questo romanzo tanto un'elegia senza tempo, quanto una vivida testimonianza della storia del nostro Paese. Davvero, un romanzo da scoprire e riscoprire...

Ale, 6/09/'04

Ho letto il Giardino un paio di mesi fa,in estate.All'inizio l'ho trovato estremamente vacuo,tutte qlle atmosfere nebulose e languenti,l'incertezza,l'attesa,insomma,un libro1pò sospeso!Analizzandolo a fondo,xò nelle figure abbozzate ed apparentemente vuote si intravede qualcosa.X me micol è una donna che ha sbagliato epoca,il protagonista..la rassegnazione fatta persona!p.s ho17anni non mi prendete alla lettera!

Silvia, Roma, 29/06/'04

Quasto libro mi entrato nella testa e a fatica riesco a farlo riuscire.la frase conclusiva è bellissima e vera , e tra tutti i romanzi di bassani è il piu' bello oerche si scopre il suo io nascosto sempre in altri personaggi prima di allora....

Angela Maccarrone, Catania, 23/06/'04

Micòl è la donna (auto)ironica, libera e trasgressiva che incute soggezione nell'uomo, perché è priva di complessi di inferiorità.Di fronte a lei il protagonista maschile del Giardino, per sentirsi vivo, si rifugia nella figura compensatrice del letterato. Micòl, al contrario,non coltiva ambizioni, illusioni o utopie. Mimetizzandosi nei labirinti di un'esistenza al limite dell'autismo(in pratica autodistruggendosi),l'"antipatica" Micòl sente il bisogno di sparire, per tagliare i ponti con una umanità a cui non le piace appartenere, per gridare il suo orrore per un mondo dove non c'è possibilità di comunicazione autentica e di amore fra gli uomini.

Lavinia Capogna (laviniacapogna@tiscali.it), Roma, 11/06/'04

" Il giardino dei Finzi Contini " può essere giustamente considerato un classico della letteratura italiana come il" Rouge et le Noir " di Stendhal lo è della letteratura francese. Per me è un capolavoro, per la sobrietà e l'intensità piena di pathos con cui racconta l'amore del protagonista verso Micol, che è il personaggio più affascinante della nostra letteratura. Il libro, inoltre, ha un forte impatto sociale e drammatico essendo i personaggi di fede ebraica deportati ed uccisi nei lager nazisti. Il personaggio dolce e intelligente di Micol, il fragile fratello Alberto, il simpatico professor Ermanno, il comunista milanese Giampi Malnate,l'introverso ed innamorato Giorgio fanno ormai parte della vita di tutti coloro che amano i libri e pensano che siano essenziali alla vita e alla felicità e al progresso umano.

Pierpaolo (dr.morgy@libero.it), 26/04/'04

[Questo commento e' per coloro che hanno scritto che il libro e' noioso a causa della cura dei particolari e delle lunghe descrizioni]: l'obiettivo dell'autore nel descrivere tutto cosi' minuziosamente (soprattutto all'inizio) e' creare una realta' in cui tutti noi ci possiamo immedesimare; le descrizioni rendono le storie e i racconti "veri" e sono parte essenziale della narrativa. [Per qualsiasi risposta scrivetemi all'indirizzo e-mail].

Pino Dell'Acqua, 13/03/'04

Trovo che questo libro sia stato particolarmente interessante. Secondo me però, le parentesi con cui descrive sono troppo ampie e si rischia di perdere il filo conduttore del racconto. Inoltre le descizioni sono fatte nei minimi particolari e questo rende il libro abbastanza noioso.

Samuele Gardenghi (misticsnake88@hotmail.com), Ferrara, 04/02/'04

Commento in risposta a Debora Boccadamo (andye86@interfree) San Clemente, Rimini, 06.03.2001

Io penso che l'autore abbia scritto quello che ha vissuto anche per far sapere la sua vita e il suo dolore alla gente che non ha toccato le tragedie della seconda guerra mondiale. Penso che il libro sia un pò pesante all'inizio ma proseguendo con la lettura le parole del testo ti lasciano trasportare nel mondo di quel tempo. vi prego di leggere questo mio pensiero. Grazie

Leggendo questo commento mi vengono in mente le parole della professoressa, "chi legge il libro e non è di ferrara, di sicuro penserà che Bassani abbia veramente vissuto quella vicenda e che il giardino dei finzi contini esiste".Vorrei chiarire a tutti che la storia è tutta inventata dall'autore, che con una bravura spaventosa crea ferrara in tutte le sue vie (la casa di Bassani è dove dice, via ercole d'este esiste).Io dico che se vi ha convinti che il racconto sia vero, per quanto vi sia stato noioso, alla fine vi abbia coinvolti tutti nella vicenda. Sottolineo che Micol non esiste, ma pare (ripeto pare) che bassani si sia ispirato a una sua amica conosciuta a Roma.Ciao a tutti Samuele (Liceo Ariosto ex scuola di Bassani!)

Gianni Greco (jaap_83@libero.it), Roma, 25/01/2004

E' un libro che va letto in pochi giorni, bisogna viverlo e lasciarsi trasportare. La storia, l'amore e la vita dell'io narrante racchiusa in un giardino. Desta tristezza il fatto che Micol non apra le porte dell'amore al protagonista. Per me erano fatti per stare insieme, ma purtroppo la l'irrazionale crudeltà di quegli anni non diede loro neanche la possibilità di chiarirsi e di salutarsi. Commovente


Laura Omode (lauraomodei@virgilio.it), Pavia, 16/01/2004

La figura di Micol é una delle più affascinanti della nostra letteratura. Quasi presaga della sua sorte, sembra rifiutare la vita e quanto la può legare ad essa, ma solo perché della vita ha già compreso la verità che agli altri personaggi del romanzo sembra sfuggire. Così costruisce per sé una dimensione che si nutre del passato, del ricordo, di tutto ciò che si svincola dalla materialità e fugacità degli oggetti e delle passioni quotidiane. Forse però la bellezza di questa storia sta proprio nel fatto che nulla davvero succede, tutto é solo pensato, accennato o desiderato, come nel "ciò che non siamo, ciò che non vogliamo" di Montale, e come nella vita, del resto.


Anonimo, 06/01/2004

Io ho letto il libro per motivi scolastici. l'ho trovato davvero bello, per i temi che affronta, perché é ambientato in un'età difficile, di transizione come é stata quella del nazismo. inoltre ho apprezzato molto anche la bellisssima storia dell'amore fra i due che si nasconde nei loro cuori. l'unica cosa che rende forse il libro un tantino noioso, é l'eccessiva precisione nello scrivere i dettagli. insomma in alcune parti é un pò troppo descrittivo. comunque vi consiglio di leggerlo!!!


Vava, Cosenza, 28/12/03

Salve sono Vavà ho 14 anni e avrei dovuto leggere il giardino dei finzi contini durante le vacanze di natale...AVREI!!!e gia,perche è da un po che per le recensioni dei libri mi rivolgo a questo sito (GRAZIE SIETE FAVOLOSI!)Comunque io ho letto i prima 3 cap di qst libro e posso assicurarvi che è particolarmente pesanta...non ci ho capito un tubo...naturalmente alla prof non mostrero qst commento ma uno dei vostri!!!!ciao


Davide Combi, 23/12/03

Libro bello e scorrevole, a volte troppo particolareggiato. se letto con attenzione risulterà accettabile.


Ice, 11/11/'03

SCUSATE!ma io questo libro l'ho trovato noioso,entrava troppo nei particolari!!!!!!!!tralasciando le cose che potrebbero coinvolgere di più il lettore! -ice-


Angela Costanzo (angelacostanzo@katamail.com), Cosenza, 31/10/'03

Opera delicata, dolce, malinconica..Un mondo che si avvia ad un cambiamento totale colto nel suo lento, inesorabile ma anche languidamente affascinante cadere...uno squarcio di vita, di città, di storie colte dal loro inizio al loro epigono attraverso gli occhi e la mente di un giovane che registra con attenzione e curiosità le particolarità comportamentali e caratteriali di due giovani facenti parte di un mondo diverso dal suo, elevato, verso cui prova attrazione mista ad una sorta di antipatia e invidia insieme...e il legame con Micol lo considero lo specchio di questo rapporto controverso e intrigante...il triste epilogo frammenterà queste amicizie e un amore mai vissuto, solo avvertito, lasciando però nell'animo del protagonista un ricordo perenne, pronto ad affiorare ogni qual volta un'occasione lo permetta, come la visita ad un antichissimo cimitero etrusco, dove tumuli e lapidi monumentali e non rimandano a vite vissute migliaia d'anni fa ma i cui soffi di vita aleggiano nell'aria impregnata del loro eterno riposo....privilegio per altro vietato alla giovane Micol, la cui anima errante senza legittima e patria sepoltura alimenterà per sempre la nostalgia del protagonista.


Evelyn Bagozzi (evelyn.bagozzi@vivoscuola.it), Trento, 24/10/'03

Libro noioso poca chiarezza nei contenuti e nel rapporto fra Alberto e Micol. Confusionaria la parte storica e gli elementi che caratterizzano il rapporto nei confronti degli ebrei.


Elisabetta Vacchio (maria.fasano@fastwebnet.it), Roma, 21/10/'03

Sono stata obbligata a leggere questo libro infatti ho trovato difficoltà nelle prime pagine,,,ma dopo sono stata coinvolta xké Bassani traduce sentimenti ke penso abbiamo tutti provato come l'amore ,l'amicizia,le leggi razziali..Ho apprezzato l'autore per come ha sorvolato sulle tragiche vicende già commentate per concentrarsi su aspetti della vita.Un libro ke ha colpito la mia sensibilità,la mia anima,,,consiglio di leggerlo!


Laura Minniti (lauraminniti@hotmail.com), 14/10/'03

Sono stata conquistata da questo romanzo, e lo rileggo spesso. L'analisi dei sentimenti di B. per me è magistrale; riesce a farmi sentire vicina al protagonista, condividendo molto con lui. Inoltre ho apprezzato l'elegenza con cui l'Autore ha sorvolato sulle tristi e già troppo commentate vicende storiche del tempo, per concentrarsi piuttosto su aspetti della vita che sono propri di tutte le epoche.


Lara Gatto (lgatto@comune.genova.it), Genova, 2/10/'03

Opera "universale": perché traduce in letteratura sentimenti che abbiamo tutti provato: l'amore non corrisposto, l'attesa di qualcosa che gia' s'intuisce, ma non è ancora,il ricordo. Grande! Da leggere e rileggere


Federica, Erice (Tp), 9/09/'03

Ho letto gli svariati commenti espressi dai lettori e alcuni di essi si sono rivelati x me abbastanza,come dire, azzardati?!a mio parere il libro è molto bello,chiaro,coinvolgente!!!G.Bassani è stato in grado di collegare temi quali l'amicizia,l'amore,l'adolescenza,le leggi razziali,la politica con molto stile!insomma "il giardino dei finzi contini" è stupendo!!!


Paola Margheriti (pmargheriti@yahoo.com), Chiusi (Si), 31/08/'03

Ho finito di leggere "Il giardino dei Finzi Contini" nel mese di giugno... Ma la mia mente continua stranamente a ripropormi parti e immagini dell'opera nei momenti più inaspettati. La figura di Micòl così ironica, dolce lucida e testarda mi ha incantata...E' uno di quei personaggi che stranamente si dimenticano...Leggara, delicata, pungente e vera è una di quelle figure destinate a durare in eterno nella memoria di ognuno...per non dimenticare appunto il nostro passato e apprezzare, e fin che è possibile migliorare, il nostro "fortunato" presente.


Gabriele Macorini (GVCatullo@hotmail.com), Milano, 02/08/03

Leggendo i commenti precedenti, ho trovato molta superficialità da parte di molte persone: prima di tutto, mi sembra assolutamente assurdo dire che questo romanzo sia difficile (se qualcuno desidera leggere qualcosa di difficile sul serio dal punto di vista stilistico consiglio "Le Vergini delle Rocce" di D'Annunzio), in secondo luogo non necessariamente un romanzo su una famiglia di sangue ebraico deve necessariamente basarsi sulla Shoah... Giorgio Bassani é sopravvissuto ai vari massacri della seconda guerra mondiale (dalla Shoah ai bombardamenti) e ha voluto lasciarci quel mondo della gioventù che la guerra ha portato via e che neppure le leggi razziali avevano intaccato sino in fondo... consiglio di rileggerlo a chi non lo ha apprezzato.


Annamaria, Roma, 21/05/03

non è un romanzo... è di più... è una poesia, un dolce viaggio attraverso i ricordi mai banali, mai patetici ma raccontati così, semplicemente, direttamente dall'anima (tra l'altro, in uno splendido italiano che non leggevo da tempo... ).


Luca, Varese, 19/05/03

Sono stato "costretto" a leggere questo libro dalla prof d'italiano,non pensavo fosse così bello e profondo anche per un tipo come me, a cui non piace molto leggere. Grazie a questo libro ho potuto conoscere più approfonditamente la tragedia dell'olocausto.Speriamo non avvenga mai più in nessuna parte del mondo...


Gabriele Macorini (GVCatullo@hotmail.com), Milano, 15/05/03

Ho letto questo romanzo: a molti non piace perché viene paragonato a "Se questo è un uomo" di Primo Levi, quando a questo romanzo non interessa tanto rappresentare una famiglia ebrea prima dell'Olocausto, quanto lasciarci un ricordo di quella Ferrare rinata durante il primo dopoguerra con i pittori metafisici (Carrà, De Chirico, Savinio), con Bassani e con lo studioso di Ariosto e Tasso, Lanfranco Carretti. Questo romanzo Ë un canto del cigno. Ma non solo: rappresenta anche la storia d'amore che forse ebbe con Micol... che porta il nome della moglie di David, la quale, non volendosi inchinare di fronte a Dio, venne punita con la sterilità, mentre Micol, non volendo soggiacere alla forza dell'amore, venne punita con la morte.


Lucia di Giangregorio, L'Aquila, 29/04/03

Credo che i ricordi di una persona siano la cosa più bella che possa esistere e sono dalla parte di chi vuole rendere gli altri partecipi di ciò che si prova nel rimembrarli. E questo di Bassani è un libro che non trasmette solo storia, una parte di storia che fa parte della nostra vita, ma anche i sentimenti scaturiti davanti a quelle cose che non tutti hanno vissuto in modo da aprire quelle misteriose porte a tutti. Lucia


Daniele, 29/04/03

Il romanzo de "Il giardino dei Finzi Contini" mi è stato imposto da leggere dalla mia professoressa di italiano. Nel complesso il libro è stato bello e interessante anche se alcune partisono state un po' noiose. Secondo me però l' autore avrebbe dovuto mettere più in evidenza le paure e i timori dei personaggi dato che erano in vigore le leggi razziali contro gli ebrei.


Stella Varalli, Varese, 23/04/03

il libro mi è piaciuto molto anche se non l'ho ancora finito, ero curiosa di leggere un libro che in passato avevo "snobbato".Micol è semplicemente divina


Vale Lia, Foggia, 25/04/03

in teoria qesto libro non mi entusismava pensavo fosse il solito libro stappalacrime sulla storia ebrea invece mi sono ricreduta questo è un bel libro scorrevole semplice ma contenente profondi significati. il linguaggio è semplice e la storia anche se intensa e ricca di riferimenti storici è molto ma molto bella e ben raccontata!


ANNINA, Parma, 20/04/03

Come molti di voi ho letto questo libro obbligata dalla mia prof. e confesso che all'inizioe mi sarei sparata ma poi la storia ha cominciato a prendere una piega meravigliosa...la loro "non" storia d'amore è sicuramente più dolce di qualsiasi altra storia romantica in cui tutto è scontato e avviene...è magico...


Anonima, 28/03/03

sono una ragazza di 13 anni,,,,,,,tra i libri che avevo da scegliere a scuola ho scelto il giardino dei Finzi-Contini. non sono riuscita a leggerlo, xke nn mi coinvolgeva io pensavo che parlasse di ebrei deportazioni e guerra, invece parla prevalentemente dei sentimenti dell' autore.sono rimasta nn delusa ma dispiaciuta x aver perso 1 mese a cercare di leggere questo libro e nn ci sn riuscita. ora che dirÚ al professore che sicuramente pretendera' una recenzione del libro? aiutatemi vi prego..........


Giulia Pavan (Giulia.Pavan@libero.it), Maserada sul Piave (Tv), 28/03/03

Il romanzo mi è piaciuto soprattutto perchè l'ho letto mentre speravo di poter fare un viaggio a Ferrara (che non ho fatto) e, dati gli accenni alla città ha fatto scattare in me molte fantasie a riguardo. Per me è stato molto interessante scoprire i punti di vista degli ebrei durante il fascismo. Consiglierei sinceramente la lettura!


Remo Chiodi (remo.84@libero.it) ,Sant'Onofrio (Te), 19/03/03

Definerei il libro un capolavoro non adatto agli adolescenti e, quindi, a chi, come me, si accinge a sostenere l'esame di maturità! Va riconosciuta, in ogni modo, la capacità dell'autore di raccontare il clima di quegli anni con straordinaria abilità! Meglio leggere il "più giovanile" D'Annunzio, tuttavia... Provare per credere..


Giulia Gasbarri, Latina, 17/03/03

Questo libro e'abbastanza bello. All'inizio puo' sembrare noioso pero' se viene interpretato nel modo giusto la vicenda è interessante. L'autore poi ha saputo descrivere molto bene le sensazioni e i sentimenti provati da lui e da Micol. In generale mi e' piaciuto abbastanza ! ciao a tutti!


Marta Pedemonte (martped@libero.it), Genova, 14/03/03

Ho iniziato per obbligo! Nelle prime pagine ho incontrato molta difficoltà di comprendere visti i periodi molto lunghi e complessi. Dopo una ventina di pagine però ho scoperto il vero fascino del libro. La storia d'amore con una fine da immaginare, il rapporto di Giorgio con la vita non del tutto definito queste secondo me sono le basi per un buon libro infatti tutto questo è lasciare un certo margine al lettore. Ho visto anche il film di De Sica:stupendo! Domani ho il compito in classe su questo libro. Non mi resta che impegnarmi, sperare e ringraziarvi del vostro aiuto inaspettato e provvidenziale! Ciao...


Carlotta Selli, Milano, 09/03/03

Come tutti i libri imposti a scuola, questo mi è piaciuto meno di quelli che ho deciso di leggere di mia spontanea volontà. L'ho trovato piuttosto noioso e vuoto. Niente a che vedere con l'arte e la piacevolezza di Pratolini...


Valentina, Catania, 08/03/03

Sinceramente mi aspettavo di più. I personaggi mi sembrano vivere fuori dal mondo, dalla realtà che li circonda, dagli avvenimenti che peraltro li riguardano direttamente (salvo rare eccezioni). Più che farci rendere conto dell' effetto che ebbero le leggi raziali in Italia, ci mette davanti a tipiche avventure adolescenziali.


GIANLUCA LEANZIS, Catania, 28/02/03

Sarà perchè me l'hanno imposto, saà perchè non è il mio genere, sarà perchè non mi è piaciuto il finale, ma "Il giardino dei Finzi-Contini" è stato uno dei libri più deludenti che abbia mai letto.La guerra e la deportazione sono solo accennate, lo spirito dell'autore non riesce a coinvolgere il lettore, l'ansia verso un eventuale conflitto(mondiale) o verso le leggi razziali non è esplicitata, la storia d'amore(elemento più coinvolgente) è descritta sporadicamente e non conduce ad un finale positivo o negativo che attiri l'animo del lettore. Mi stupisce che tra i commenti che ho letto non ce ne sia uno come il mio...salve


Luigi Iovino (blugigi@blu.it), Scafati (Sa), 26/02/03

Io ho letto il libro e sono rimasto affascinato dalla bravura dell'autore a descrivere con minuziosita' e in tutti i piu' piccolo particolari le scene di questo avvincente romanzo. Ogni giorno di piu', ero sempre piu' coinvolto nella scena e riuscivo ad entrare nella psicologia dell'io narrante


Pasquale Nappi (npp@unife.it) , Ferrara, 15/02/2003

Il giardino di cui si narra nella realtà non è mai esistito. Gli avvenimenti sono invece accaduti e Bassani può raccontarli. Solo lui può farlo, gli altri protagonisti no, sono morti tutti, tranne la città, per molti versi ancora uguale a se stessa. E' una storia in cui amore e morte convivono in uno struggente equilibrio, raccontata talvolta con colpevole imbarazzo ma più spesso con tormentata rassegnazione. Credo che solo un ebreo possa comprendere appieno i sentimenti espressi da Bassani, un jom come me può forse solo intuire la struggente forza interiore che li pervade. Uno dei romanzi più belli che siano mai stati scritti.


Francesca Ferrucci (Aldivano@libero.it), Jesi (An), 05/02/2003

Bassani ha avuto una capacità sorprendente di esprimere le sue emozioni e i suoi ricordi.La loro storia è travolgente come quella di tutta la famiglia. Ogni Finzi-Contini ha una sua particolarità indimenticabile. E' molto bello anche il fatto che i genitori Finzi-Contini continuavano a far vivere ai loro figli una situazione piena di bontà e di amicizia nel loro giardino anche se fuori c'era guerra e odio.Devo ammettere che a volte però potrebbe risultare noioso.


Martina D'Alimonte (lulumartin.virgilio.it), Roccamorice (Pescara), 23/01/03

Quando ho cominciato a leggere questo libro, come compito scolastico, pensavo che sarebbe stato noioso, ma mi sbagliavo: man mano che andavo avanti mi piaceva sempre di più, è davvero un libro pieno di emozioni e coinvolgente. Voglio inoltre ringraziarvi; mi avete aiutato moltissimo a svolgere il mio compito!


Emanuela Girotto (tra_ema@hotmail.com), Postioma,Treviso, 21/01/03

Ho letto il libro e guardato il film omonimo di De Sica. Ho trovato il libro molto interessante sotto vari aspetti. Prima di tutto perchË racconta una storia adolescenziale, usando solo da sfondo l'avanzata fascista, per quanto importante nel libro. Secondo racconta in modo chiaro e deciso sensazioni, esperienze e fatti facendoti entrare nel libro e facendo salire la voglia di macinare le pagine per scoprire la fine. Veramente interessante


Maria Grazia Scialoia, Avellino, 04/01/03

Il libro di Bassani mi è piaciuto particolrmente.col suo stile è riuscito a rendermi partecipe alla storia narrata! Davvero affascinante ma allo stesso tempo con un pizzico di tristezza! Nel personaggio di micol,credo,che un po'tutte le ragazze vi si rispecchino. Il libro sono riuscita a divorarlo in meno di 3giorni! La curiosità ormai era forte e, quindi, leggevo, leggevo e leggevo!ciao a tutti,consiglio a tutti voi il libro"il giardino dei Finzi-Contini".


Maria Grazia, 04/01/03

Beh, c'è da dire molto. Sicuramente è un bellissimo libro, mi ha coinvolto davvero tanto! Bassani è come se fosse riuscito a portarmi a vivere le sue situazioni raccontate, magico direi! Affascinanti i due protagoniti Micol e l'"io",la loro storia travolgente,che non mi sarei mai aspettata che sarebbe andata a finire in quel modo!cmq è stupendo!


Ma Caporali (beatrix_pe@yahoo.it), 07.08.2002

"Il giardino dei Finzi-Contini" si propone come un romanzo di estrema profondità esistenzialista e pervaso da un tedio che filtra appieno nell'animo del lettore. Certamente mancano tinte vivaci e rasserenanti ma, se sulle prime l'opera non risponde effettivamente alle proprie aspettative e merita soggettivamente un giudizio tutt'altro che positivo, bisogna ricercare una spiegazione negli obiettivi dello scrittore: questi si propone di delineare una cruda realtà che, in quanto tale, non neccessita delle acclamazioni del pubblico, non necessita in sostanza di "piacere" ma vuole mostrarsi interamente come poco gradita. E ciò non è detto per giustificare una valutazione negativa sul libro, piuttosto per qualificare l'essenza dell'opera, anche se priva di scorci di trasporto su cui si potrebbe lungamente discutere.


Elisabetta Scacsia, (www.fampirulli89@libero.it), Rutigliano, Bari, 22.06.2002

Questo libro mi è sembrato splendido e uno dei libri più belli che abbia mai letto e invito tutti voi a leggerlo. Ci si immedesima molto leggendolo e ti fa sembrare il protagonista.


Valeria Aliperta, (alipertavaleria@hotmail.com), Genova Nervi, 14.06.2002

Io ho letto questo libro attirata semplicemente dal suo titolo, che definirei strano, e alla fine mi sono ritrovata con un libro bellissimo che mi sono consumata nel giro di due gg mentre viaggiavo in treno verso l'università..bho a 'sto punto spero che me lo chieda all'esame il prof!! Ps: Secondo me Micol era veramente bella..


Riccardo Basilico, (riccardo.basilico@inwind.it), Cogliate, Milano, 4.06.2002

Sinceramente è il libro nel quale mi sono immedesimato di più,leggendolo mi è sembrato di rivivere parte nera della mia vita, comunque ritengo che finora è il romanzo più dolce e amaro allo stesso tempo che abbia mai letto. ciao


Fabrizio Fasciani, (fabriziofasciani@virgilio.it), Montesilvano, Pescara, 24.05.2002

Ciao a tutti, vi devo ringraziare perché siete l'unico su cui ho trovato questo bellisimo commento su "Il giradino dei Finzi Contini" Mi avete salvato l'esame di maturità! GRAZIE


Andrea Fumagalli (stefuma@tiscali.it), Vimercate, Milano, 11.04.2002

Be grazie a voi sono riuscito a fare un compito di italiano, copiando il vostro riassunto e alcuni commenti delle persone che hanno commentato il libro. Il libro comunque è molto bello, triste da una parte, ma allegro dall'altra perché Bassani riesce a mettere in rilievo una storia molto delicata sotto diversi aspetti, morale, sentimentale e anche politico. CIAO.


Alessandro Lazzarini (aleitaly75@hotmail.com), Lucca, 6.04.2002

Trovo abbastanza singolare che la maggior parte dei commenti a questo libro provengano dall'universo femminile, e siano dunque orientati verso un'analisi materiale ad esempio della storia di amore tra i due protagonisti e alla ricerca di una giustificazione del comportamento di Micol. A mio parere "Il giardino dei Finzi Contini" è un semplice romanzo storico per le femmine, ma un libro con risvolti anche filosofici per i maschietti; ritengo infatti molto improbabile che una ragazza sappia cogliere l'analisi (o ricordo) delle sensazioni adolescenziali dell'autore, in quanto estremamente caratterizzanti del maschio. Il primo amore non si scorda mai, un luogo comune molto diffuso ed al quale attribuisco un significato profondamente vero, e che qua Bassani vi spiega tramite l'idealizzazione di ogni movimento e di ogni parola della sua Micol, che per futili motivi lo rifiuta così come ogni giorno avviene in molti casi ed in ogni contesto (secondo me la storia è capitata in un determinato momento storico, ma il significato prescinde da questo); la sensazione e la paura "gelosa" delle supposte (e improbabili) gesta notturne di Micol è tipicamente maschile-adolescenziale. Tutti i ragazzi potrebbero raccontare una storia simile, che resta per sempre indelebile poiché in seguito andremo sempre cercando un'altra Micol, senza mai trovarla (da qua la velata malinconia del libro). Dopo Micol ognuno di noi rimane "In cerca di Amy" (qualcuno conosce Kevin Smith?). P.S. Non sono uno che ha studiato, ci sta che abbia anche scritto una scossa di stupidaggini, però sono idee mie, mi farebbe piacere confrontarle con altri, se volete, scrivetemi! Sito grandioso


Alessia Bux (vbux@inwind.it), Bari, 2.03.2002

Il romanzo di Bassani è molto interessante e coinvolgente perché ha saputo mescolare una storia d'amore in un determinato contesto storico. La lingua con cui è stato scritto il romanzo è molto semplice e fluida.


Manuela Comoglio (23manu23@libero.it), Villanova Monferrato, 1.02.2002

Non mi è piaciuto molto questo libro, l'ho trovato in vari punti noioso e poco scorrevole.


Melissa'86 Melissa Uni (www.ing uni@libero.it) Fidenza, Parma, 07.09.2001

La dimensione spaziale e temporale è molto accentuata. La narrazione infatti inizia alle porte di Roma presso le tombe degli antichi etruschi per spostarsi ai margini di Ferrara e quindi entro i confini di un giardino dove comincia la vera storia.


Anna Maria Fabiano (fabiano.annamria@tisclinet.it) Zumpano, Cosenza, 13.07.2001

Non so se Micol era veramente convinta che l'amore fosse solo una possibilità di farsi del male, di ferirsi, di dilaniarsi. Malnate era forse per lei solo un momento erotico. Si pensi alla polemica sorta fra Bassani e De Sica a proprosito della trasposizione cinematografica del romanzo.Per Micol, come per Giorgio, quello che conta non è "il possesso delle cose" bensì "la memoria delle cose". E su tutta la vicenda grava come un macigno la certezza che niente potrà accadere, perchè a farla da padrona sarà solo la morte, che ci si illude di sconfiggere dentro le mura illusorie di un giardino. Su tutto poi la bella citazione manzoniana "...il cuore, chi gli dà retta, ha sempre qualcosa da dire su quello che accadrà. Ma che sa il cuore? Appena qualcosa di quello che è già seuccesso" ( più o meno qualcosa di simile).


Silvia Superbi (sylviapirat@libero.it) Ferrara, 03.07.2001

E' una storia d'amore, niente di più, la Ferrara degli anni '30-'40, la politica, la guerra, gli ebrei, sono solo un grigio scenario su cui si stagliano nitide le figure di questi due ragazzi, nient'altro che ragazzi, con le loro giovani vite tra noie e amori, vaghe speranze e pesanti tristezze. Una storia d'amore che non ha un lieto fine solo perché il cavaliere ha sbagliato momento per entrare nel giardino incantato, doveva scavalcare il muro quando la principessa lo chiamava, non varcare un portone aperto apposta per lui... No, la guerra non centra.


Alessia Ciarrocchi (mciarrocchi@tiscalinet.it) Ascoli Piceno, 26.05.2001

Libro ricco di emozioni che solo Bassani nel narrare vicende vissute,attraverso personaggi incredibilmente affascinanti , è in grado di trasmettere, per aprirci gli occhi su eventi drammatici che hanno portato a vivere nell'emarginazione e nel terrore un intero popolo.


Luca Moretti (garage.inc@inwind.it) Ancona, 27.03.2001

Con questo libro Bassani esprime le sue eccezionali doti, riuscendo a trattare temi duri e drammatici come come le persecuzioni ebraiche in maniera piacevole, grazie all'intreccio tra una storia d'amore e l'emanazione di leggi razziali. Bassani rende il libro forse un po troppo costruito all'inizio per poi lasciare il lettore ad una scorrevolezza coinvolgente. Assolutamente da leggere.


Debora Boccadamo (andye86@interfree) San Clemente, Rimini, 06.03.2001

Io penso che l'autore abbia scritto quello che ha vissuto anche per far sapere la sua vita e il suon dolore alla gente che non ha toccato le tragedie della seconda guerra mondiale. Penso che il libro sia un pò pesante all'inizio ma proseguendo con la lettura le parole del testo ti lasciano trasportare nel mondo di quel tempo. vi prego di leggere questo mio pensiero. Grazie


Veniero Magenga (veniero86@hotmail.com) Palermo, 27.02.2001

Trovo un Bassani che non ci fa sentire il peso della guerra(il giardino dei finzi contini) ma le semplici avventure di adolescenti spensierati ma con l incombente peso della guerra addosso,loro vivono(i personagi)sapendo di morire




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