IN MEMORIA RIEVOCA LA SFORTUNATA VITA DELL'AMICO MOAMMED SCEAB, SUICIDA SENZA PATRIA, CON CUI GIUSEPPE UNGARETTI AVEVA VISSUTO A PARIGI

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In memoria (1916)



Giuseppe Ungaretti, In memoria
in L'Allegria
Vita d'un uomo. Tutte le poesie

Mondadori, 2005
I Meridiani Collezione,
LXIII-906 p; Euro 12,90

n'importante porzione de L'Allegria (1931) è costituita da ricordi della vita civile di Giuseppe Ungaretti, che però in qualche modo la guerra ha contribuito rievocare. La guerra è, dunque, il momento, l’occasione che induce alla meditazione sui grandi temi della vita e della morte, sui temi dell’amore e della trascendenza.

I versi che compongono In memoria (1916) sono incentrati proprio su un fatto riguardante la sfera personale dell'autore: la poesia rievoca la sfortunata vita dell'amico Moammed Sceab, suicida nel 1913, con cui il poeta aveva condiviso l'indirizzo di Parigi, all'albergo di rue des Carmes, nel quinto arrondissement...

    IN MEMORIA.
    Locvizza il 30 settembre 1916.

    Si chiamava
    Moammed Sceab

    Discendente
    di emiri di nomadi
    suicida
    perché non aveva più
    Patria
    Amò la Francia
    e mutò nome

    Fu Marcel
    ma non era Francese
    e non sapeva più
    vivere
    nella tenda dei suoi
    dove si ascolta la cantilena
    del Corano
    gustando un caffè

    E non sapeva
    sciogliere
    il canto
    del suo abbandono

    L’ho accompagnato
    insieme alla padrona dell’albergo
    dove abitavamo
    a Parigi
    dal numero 5 della rue des Carmes
    appassito vicolo in discesa.

    Riposa
    nel camposanto d’Ivry
    sobborgo che pare
    sempre
    in una giornata
    di una
    decomposta fiera

    E forse io solo
    so ancora
    che visse

Moamed Sceab si toglie la vita perché si sente senza radici (déraciné). Esule in Francia e nel proprio paese, subisce una crisi di identità. Rimane come sospeso tra la tradizione, che ha lasciato alle spalle, e il nuovo orizzonte culturale, non sufficientemente interiorizzato. La condizione di dericinè di Moammed rispecchia molto da vicino quella del poeta che, pur di origine italiana, era nato in Egitto, da dove era successivamente emigrato in Francia. Anche il poeta si era sentito “senza patria” in rue des Carmes.

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 6 maggio 2006
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