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L'Innocente



Gabriele D'Annunzio, L'Innocente,
Oscar Mondadori, 2002
pp. 476 Euro 7,80

toria di un infanticidio, L’Innocente, di una malattia psichica, di un amore nevrotico, ma, innanzi tutto, storia di una confessione.
Il protagonista è il tipico eroe (anti-eroe) dei romanzi dannunziani. Tullio Hermil è un ricco e nobile intellettuale nel quale, a parte il particolare dell’agiatezza, possiamo ritrovare facilmente le peculiarità, i paradossi, le manie, gli eccessi di un personaggio in tutto eccessivo come l’autore del romanzo, Gabriele d’Annunzio.

Tullio è dunque un giovane esteta vittima di una sensualità disperata che lo porta a tradire ripetutamente la moglie Giuliana. Saranno questi tradimenti continui a spingere la stessa Giuliana tra le braccia di uno tra i più letti scrittori dell’epoca, Filippo Arborio, personaggio nel quale è sin troppo facile ritrovare altri tratti del futuro Vate. Una grave malattia di Giuliana spinge Tullio, disgustato della propria vita, a tentare un riavvicinamento con la moglie, nonostante abbia scoperto il tradimento. Due fatti, oltre alla perenne amarezza del protagonista, renderanno vano questo tentativo. Tullio, infatti, scoprirà che il suo onore non potrà essere riabilitato poiché una paralisi permanente impedisce all’Arborio di sostenere il duello riparatore.

Sarà però la scoperta che la moglie aspetta un bambino, frutto della relazione con l’Arborio, che getterà Tullio in una profonda crisi. Conscio che la propria totale mancanza d’attenzioni ha spinto Giovanna tra le braccia dell’amante deciderà di perdonare la moglie. Il suo odio si dirigerà però verso il bambino che la donna porta in grembo, accolto dalla famiglia di Tullio come il tanto sospirato primogenito ed erede. Mascherando questo tormento, nel protagonista matura, durante i mesi della gravidanza, l’intenzione, con il tacito assenso di Giovanna, di uccidere l’”intruso”. Senza difficoltà dunque Tullio potrà esporre per un’intera notte il neonato Raimondo ai rigori dell’inverno provocandone la morte.

Passerà un anno intero prima che Tullio si decida a confessare il delitto. Non lo farà però davanti ad un giudice ma riempiendo la pagina bianca con la confessione che diventerà "L’Innocente". Il secondo romanzo dannunziano esce nel 1892, a quattro anni di distanza dal fortunato esordio de Il Piacere. L’Innocente fu accolto in Italia con scarso interesse da parte del pubblico e della critica. Al contrario, vasto ed inaspettato, fu il clamore che raccolse in tutta Europa ed in particolare in Francia, dove però l’interesse per L’Intrus sollevò anche parecchie polemiche per le accuse di plagio che accompagnarono il romanzo di d’Annunzio.

L’Innocente segna una svolta importante nella produzione dannunziana. Il distacco dagli schemi che avevano accompagnato la stesura del primo romanzo è evidente. È principalmente l’influenza della narrativa russa ad operare questa svolta. Il cosiddetto romanzo alla slava stava infatti riscuotendo uno straordinario successo in tutta Europa, successo che non poteva sfuggire ad un attento osservatore delle mode e delle tendenze letterarie e non solo come D’Annunzio. Sarà dunque la lettura di Dostoevskij e Tolstoj a guidare la nascita del secondo romanzo dannunziano.

Nell’opera di D’Annunzio si fondono infatti i temi più importanti della narrativa russa, dal bisogno esplicito di riconquistare una perduta fratellanza universale alla spietata analisi psicologica di una personalità instabile. Evidenti risultano dunque i punti di contatto con romanzi come Delitto e castigo o I fratelli Karamàzov. D’Annunzio in questo romanzo, memore anche della lezione dei naturalisti francesi, tenterà, con successo, di conciliare questa tendenza con la volontà di osservare dal vero. Per raggiungere questo obiettivo risulteranno fondamentali gli approfonditi studi svolti dall’autore con l’aiuto di trattati di fisiologia e medicina.

Ancora una volta, come già accaduto nel romanzo d’esordio, ne L’innocente, l’autore fonde la propria esperienza personale con l’intreccio romanzesco. Come già sottolineato a proposito di Tullio e del suo rivale Filippo Arborio, anche nella protagonista femminile, Giuliana, ritroviamo diverse caratteristiche delle donne amate da D’Annunzio negli anni in cui il romanzo vedeva la luce. La moglie, Maria di Gallese, e l’amante dell’epoca, Barbara Leoni, forniranno infatti gli elementi principali per costruire il personaggio di Giuliana.

Tullio Hermil è in tutto e per tutto un “eroe” dannunziano. Esteta cinico e spietato, seppur combattuto interiormente, si compiace della propria potenza, della possibilità di intervenire nel mondo per plasmarlo e modificarlo senza doverne pagare le conseguenze. Le stesse motivazioni che Tullio adduce per giustificare la propria tardiva confessione rientrano in questo quadro. Egli infatti in una perfetta impostazione superomistica si pone al di sopra della legge stessa, che non potrebbe mai giudicarlo correttamente. Già nelle poche righe dell’introduzione si palesano dunque i caratteri di questo antieroe dannunziano. Tullio Hermil si pone come una tappa fondamentale nell’evoluzione dei personaggi di D’Annunzio, da Andrea Sperelli, protagonista de Il piacere, a Giorgio Aurispa e Claudio Cantelmo, “eroi” rispettivamente de Il trionfo della morte e de Le Vergini delle rocce. Tullio, rispetto al protagonista del romanzo d’esordio, è uomo più maturo e, per questo, ancora più freddo e cinico ma anche più riflessivo.

Non solo nel carattere del protagonista e nelle influenze letterarie è evidente l’evoluzione nella poetica dell’autore. Anche lo stile risulta più asciutto, il tono è più dimesso, mentre l’intreccio stesso risulta depurato da alcune inserti descrittivi che avevano impreziosito ma anche appesantito Il Piacere. La stessa parola è più libera ed assume una nuova musicalità. Come già nel romanzo d’esordio, anche ne L’Innocente, l’intreccio non è molto approfondito, anche se affiora la volontà dell’autore di scrivere una storia accattivante.

Nel complesso L’Innocente si rivela un romanzo pienamente inserito nella scena letteraria europea di fine Ottocento, ed ancor’oggi risulta fondamentale per comprendere l’evoluzione di un autore come d’Annunzio che ha tanto influenzato la vita politica, sociale e letteraria italiana nel primo quarto dello scorso secolo.

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 7 maggio 2002
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Stefy, Venezia, 07/08/03

Il protagonista di questo romanzo é l'unico personaggio fin'ora incontrato nella mia lettura, che suscita in se emozioni contradditorie!




http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Gio, 20 lug 2006

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