| NARRATIVA | POESIA | SAGGISTICA | DOSSIER | INTERVISTE |
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L'Innocente |
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Il protagonista è il tipico eroe (anti-eroe) dei romanzi dannunziani. Tullio Hermil è un ricco e nobile intellettuale nel quale, a parte il particolare dellagiatezza, possiamo ritrovare facilmente le peculiarità, i paradossi, le manie, gli eccessi di un personaggio in tutto eccessivo come lautore del romanzo, Gabriele dAnnunzio.
Sarà però la scoperta che la moglie aspetta un bambino, frutto della relazione con lArborio, che getterà Tullio in una profonda crisi. Conscio che la propria totale mancanza dattenzioni ha spinto Giovanna tra le braccia dellamante deciderà di perdonare la moglie. Il suo odio si dirigerà però verso il bambino che la donna porta in grembo, accolto dalla famiglia di Tullio come il tanto sospirato primogenito ed erede. Mascherando questo tormento, nel protagonista matura, durante i mesi della gravidanza, lintenzione, con il tacito assenso di Giovanna, di uccidere lintruso. Senza difficoltà dunque Tullio potrà esporre per unintera notte il neonato Raimondo ai rigori dellinverno provocandone la morte. Passerà un anno intero prima che Tullio si decida a confessare il delitto. Non lo farà però davanti ad un giudice ma riempiendo la pagina bianca con la confessione che diventerà "LInnocente". Il secondo romanzo dannunziano esce nel 1892, a quattro anni di distanza dal fortunato esordio de Il Piacere. LInnocente fu accolto in Italia con scarso interesse da parte del pubblico e della critica. Al contrario, vasto ed inaspettato, fu il clamore che raccolse in tutta Europa ed in particolare in Francia, dove però linteresse per LIntrus sollevò anche parecchie polemiche per le accuse di plagio che accompagnarono il romanzo di dAnnunzio. LInnocente segna una svolta importante nella produzione dannunziana. Il distacco dagli schemi che avevano accompagnato la stesura del primo romanzo è evidente. È principalmente linfluenza della narrativa russa ad operare questa svolta. Il cosiddetto romanzo alla slava stava infatti riscuotendo uno straordinario successo in tutta Europa, successo che non poteva sfuggire ad un attento osservatore delle mode e delle tendenze letterarie e non solo come DAnnunzio. Sarà dunque la lettura di Dostoevskij e Tolstoj a guidare la nascita del secondo romanzo dannunziano. Nellopera di DAnnunzio si fondono infatti i temi più importanti della narrativa russa, dal bisogno esplicito di riconquistare una perduta fratellanza universale alla spietata analisi psicologica di una personalità instabile. Evidenti risultano dunque i punti di contatto con romanzi come Delitto e castigo o I fratelli Karamàzov. DAnnunzio in questo romanzo, memore anche della lezione dei naturalisti francesi, tenterà, con successo, di conciliare questa tendenza con la volontà di osservare dal vero. Per raggiungere questo obiettivo risulteranno fondamentali gli approfonditi studi svolti dallautore con laiuto di trattati di fisiologia e medicina. Ancora una volta, come già accaduto nel romanzo desordio, ne Linnocente, lautore fonde la propria esperienza personale con lintreccio romanzesco. Come già sottolineato a proposito di Tullio e del suo rivale Filippo Arborio, anche nella protagonista femminile, Giuliana, ritroviamo diverse caratteristiche delle donne amate da DAnnunzio negli anni in cui il romanzo vedeva la luce. La moglie, Maria di Gallese, e lamante dellepoca, Barbara Leoni, forniranno infatti gli elementi principali per costruire il personaggio di Giuliana. Tullio Hermil è in tutto e per tutto un eroe dannunziano. Esteta cinico e spietato, seppur combattuto interiormente, si compiace della propria potenza, della possibilità di intervenire nel mondo per plasmarlo e modificarlo senza doverne pagare le conseguenze. Le stesse motivazioni che Tullio adduce per giustificare la propria tardiva confessione rientrano in questo quadro. Egli infatti in una perfetta impostazione superomistica si pone al di sopra della legge stessa, che non potrebbe mai giudicarlo correttamente. Già nelle poche righe dellintroduzione si palesano dunque i caratteri di questo antieroe dannunziano. Tullio Hermil si pone come una tappa fondamentale nellevoluzione dei personaggi di DAnnunzio, da Andrea Sperelli, protagonista de Il piacere, a Giorgio Aurispa e Claudio Cantelmo, eroi rispettivamente de Il trionfo della morte e de Le Vergini delle rocce. Tullio, rispetto al protagonista del romanzo desordio, è uomo più maturo e, per questo, ancora più freddo e cinico ma anche più riflessivo. Non solo nel carattere del protagonista e nelle influenze letterarie è evidente levoluzione nella poetica dellautore. Anche lo stile risulta più asciutto, il tono è più dimesso, mentre lintreccio stesso risulta depurato da alcune inserti descrittivi che avevano impreziosito ma anche appesantito Il Piacere. La stessa parola è più libera ed assume una nuova musicalità. Come già nel romanzo desordio, anche ne LInnocente, lintreccio non è molto approfondito, anche se affiora la volontà dellautore di scrivere una storia accattivante. Nel complesso LInnocente si rivela un romanzo pienamente inserito nella scena letteraria europea di fine Ottocento, ed ancoroggi risulta fondamentale per comprendere levoluzione di un autore come dAnnunzio che ha tanto influenzato la vita politica, sociale e letteraria italiana nel primo quarto dello scorso secolo. A cura della Redazione Virtuale Milano, 7 maggio 2002 |
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I commenti dei lettori
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