LE IRREGOLARI. BUENOS AIRES HORROR TOUR. MASSIMO CARLOTTO RACCOGLIE TESTIMONIANZE SUI DESAPARECIDOS E RACCONTA LA LOTTA DELLE MADRI E NONNE DI PLAZA DE MAYO

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Le Irregolari. Buenos Aires Horror Tour (1998)


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Massimo Carlotto, Le irregolari. Buenos Aires Horror Tour
Edizioni e/o 1998
234 pag. Euro 8,00


uesto di Carlotto, più che un romanzo, è un lungo diario, una galleria di nomi, di volti, di storie agghiaccianti e struggenti, di vite spezzate in nome di un ideale, per mano di governi senza scrupoli e personaggi che non si possono che immaginare senza anima.

Ciò che dà valore a questo lungo racconto di atrocità è il fatto che vittime e carnefici sono persone vere, realmente esistite e, in parte, ancora viventi e quello che fa male è il fatto che, perlomeno qui in Italia, se ne sa ancora troppo poco: si tratta dei desaparecidos d’Argentina e non solo.

Protagoniste sono le Madri e le Nonne di Plaza de Mayo, luogo ormai mitico, in cui, tutti i giovedì, queste donne, simbolo della resistenza, del ricordo e della richiesta di giustizia, si riuniscono e marciano per tenere vivo il ricordo dei loro cari e perché coloro che agirono tanto spietatamente non possano dormire tranquilli. «In quella piazza l’Argentina aveva festeggiato l’indipendenza, osannato Perón, pianto Evita, inneggiato alla guerra delle Malvine e salutato il ritorno della democrazia, ma, ormai da tempo, apparteneva a quelle donne e alla loro ostinata richiesta di verità e giustizia…si respirava un’atmosfera particolare, densa, quasi palpabile, struggente, devastante e irreale allo stesso tempo. Poi capii: l’intensità dell’amore con cui le madri pensavano ai loro figli scomparsi li rendeva in qualche modo presenti…»

In maniera completa e precisa viene raccontato qui il modo in cui le persone sparivano, cosa ne era di loro dopo il sequestro, dalle torture fisiche e psicologiche, alla morte, alla sepoltura nelle fosse comuni, in luoghi segreti nei “voli della morte”. Si parla anche del traffico di bambini, figli delle donne sequestrate, che venivano ammazzate subito dopo aver partorito e del ruolo ambiguo, se non addirittura immorale, della Chiesa in tutta la vicenda.

È difficile non scoprirsi indignati e commossi leggendo la scrittura fluida, asciutta eppure piena di Massimo Carlotto. Pur nella disillusione della sua generazione, quella del ’68 ( «…L’enormità della sconfitta della nostra generazione si misura sul numero di promesse fatte e mai mantenute.»), il libro si chiude con un messaggio a chi resta, a chi resiste, un appello a “non mollare” mai, a continuare nella lotta per la difesa dei diritti umani e per la giustizia nel mondo.

Il Buenos Aires Horror Tour è un viaggio attraverso il tempo, perché coloro che furono portati via, rubati alla vita, vivano ancora, almeno nel ricordo di chi c’è ancora.

«Scendendo mi fermai sul secondo gradino: «Quanto è lungo questo tour?». Il conducente alzò le spalle: «Non ti basterebbero tutte le notti della tua vita. Buenos Aires non finisce mai».

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 5 settembre 2005
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