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NEL TEMPO CHE PRECEDE, SETTIMA RACCOLTA POETICA DI UMBERTO PIERSANTI |
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Nel tempo che precede (2002) |
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La prima parte del libro reperta nomi molti, nel gergo locale: complementi evocativi insostituibili immagini, leggende, miti che, trasfusi nei versi, si accrescono di potere suggestivo e antagonista rispetto allazione fagocitante di una modernità immemore. In questa poesia, unaura di bellezza edenica e lintensità dellevocazione testimoniano non solo il ricordo trasognato di un mondo ormai in parte perduto ma, di riflesso, la possibilità di un percorso salvifico dunque, non solo consolatorio proprio verso la bellezza, la pervicace memoria della bellezza, in fuga dai dolori dellumana condizione, dallimbruttirsi crescente del mondo, dalla crisi dei valori fondanti la nostra civiltà millenaria: letà delloro è come Nella seconda parte del libro, le figure care al poeta (in particolare, il figlio Jacopo, la madre e il padre) affiorano dal passato nella loro umanità semplice, nella quotidianità dei gesti di cui pure cogliamo forse proprio per questo la struggente irripetibilità. Affiorano di tanto in tanto anche i sentimenti, nellacme del preciso contesto di tempo e di luogo, scintillando intermittenti nella narrazione proprio come avviene nella nostra coscienza: io la vita conosco Il tempo immoto di Jacopo diviene doloroso controcanto a quello che precede: sei cresciuto Jacopo I luoghi, la natura anche nelle ultime due sezioni: Damore e daltro e Tra cronaca e memoria , caricati talvolta di valore metaforico, sintrecciano col sentimento del poeta, con la sua meditazione accorata sul senso ultimo delle cose, approdando più a disilluse risposte che a interrogativi aperti. Libro ricco di qualità, Nel tempo che precede. A cominciare dalla pregevole tessitura dei componimenti, coi suoi versi intensi ma leggeri come farfalle nel descrivere lepopea vissuta in quellangolo di mondo. E poi, la malìa delle immagini e delle visioni vivide, originali concatenate in un racconto che sintreccia con la riflessione e il sentimento del poeta, entrambi acuti e persuasivi. È curioso come ci si senta un poco figli delle Cesane di Piersanti superando confini geografici e temporali accomunati, forse, dal senso di perdita, di lutto, che lo svolgersi naturale dellesistenza, almeno in parte, in tutti noi determina il crescere inarrestabile del vissuto che diviene, appunto, tempo che precede. Questopera, felicemente inattuale, col suo radicamento nella migliore tradizione letteraria sono stati fatti i nomi di Virgilio (Georgiche), Leopardi, Pascoli, Montale, Luzi, Pavese non lascia dubbi sulla buona salute della poesia: quella che sa farsi ascoltare e apprezzare, deliziando il lettore, commuovendolo. A cura della Redazione Virtuale Milano, 15 luglio 2003 |
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I commenti dei lettori
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