NON TI MUOVERE, DI MARGARET MAZZANTINI. L'ANGOSCIA DEL CHIRURGO TIMOTEO, AL CAPEZZALE DELLA FIGLIA REDUCE DA UN GRAVE INCIDENTE STRADALE

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Non ti muovere (2001)


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Margaret Mazzantini, Non ti muovere
Mondadori, 2001
Scrittori italiani e stranieri, 295 pp.
Euro 16,53

n libro incredibile, un’opera rara scritta con classe. Riesce a imprigionare il lettore, lo costringe a fare i conti con i più reconditi sentimenti dell’anima. Una storia triste, una storia come tante. Un racconto per mezzo del quale ci possiamo misurare, riconoscere, e disperare.

Timoteo, stimato chirurgo e padre amorevole, a seguito di un grave incidente stradale occorso alla figlia Angela, viene catapultato in una dimensione nuova, estranea ai suoi canoni di vita e di pensiero, che lo porta a prendere coscienza del fatto che il dolore va più in fretta della vita. Mentre la figlia viene operata al cervello, Timoteo sprofonda in riflessioni e ricordi sulla propria vita, in particolare comincia un racconto, sepolto da anni nella sua mente. Mentre continua a raccomandare ad Angela di non mollare, di non farsi sfuggire la vita, ripetendole «non ti muovere», inizia il suo viaggio nei ricordi, vuole raccontarle tutto. Anche dell’esistenza di una donna, un amore che lo ha cambiato profondamente, lo ha messo a nudo, gli ha fatto capire quanto gli uomini possano essere vili dietro l’apparente perfezione delle loro vite.

È un viaggio anche per il lettore, che da questo punto in poi si lascia andare all’identificazione con il personaggio nella riflessione sulla propria storia.

La struttura del racconto è altalenante, come è proprio del ricordare, fra passato e presente; ricordi di gioia e dolore; il lutto per la fine di un amore e il terrore di una nuova perdita ancor più ineluttabile e definitiva.

L’amore descritto dall’autrice è un morbo dell’anima, insaziabile, eccitante e travolgente, ma anche cupo e insopportabile; e se un fato impietoso ci illude sull’eternità dell’amore (come su quella della nostra progenie), è proprio misurandoci con esso che viene svelata la nostra realtà di vili, egocentrici e spaventati esseri mortali.

Con questo libro, Margaret Mazzantini si è aggiudicata il Premio Strega 2002

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 12 febbraio 2003
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Lucia Bianco, Putignano (Bari), 11/10/'04

Ho finito nei giorni scorsi di leggere il libro NON TI MUOVERE,ieri ho anche visto il film,entrambi fatti bene,ma ero curiosa di vedere se entrambi lasciavano la stessa emozione.Ebbene si,anche se in modo differente,ma entrambi ricchi di un grande sentimento e emozione.Il libro mi ha lasciato senza parole,la MAZZANTINIè riuscita a mio parere,a raccontare,con parole semplici,molti apetti della vita reale,un racconto molto profondo,riflessivo,molto forte,a volte.Esi,dai miei 25anni molto spesso ho pensato,ho capito , il perché di molte situazioni di vita reale,è un libro coinvolgente,belo davvero bello,non trovo neanche le parole per esprimere quelo che mi ha lasciato dentro,spero di rileggere un libro cosi bello.

Valentina Camarda, Randazzo (Catania), 12/09/'04

Sono rimasta senza parole quando ho letto il libro: non credevo che si potesse riuscire a rendere l'intensità di un sentimento in una tale maniera, Margate Mazzantini è straordinaria, la lettura del libro e scorrevole nonostante le attente descrizioni delle persone e dei luochi; la trama è stupenda e commuovente e ci fa capire che l'amore va oltre l'aspetto, è più una questione spirituale e non razionale, e come dice la stessa Margaret : "chi ti ama c'è sempre. C'è prima di conoscerti, c'è prima di te."

Gabriele Macorini, Milano, 4/09/'04

Ieri sera ho letto le ultime 60 pgg. di questo romanzo: inizialmente, ho fatto fatica a leggerlo, non mi ero lasciato coinvolgere abbastanza dallo stile e dalla storia: poi con il passare delle pagine la vicenda mi ha coinvolto e volevo proprio scrivere una recensione: ho pensato a tante mie letture leggendo questo libro, magari che l'autrice non ha affrontato, ma che dimostrano una grande sensibilità: la scelta che un'autore di sesso femminile descriva una confessione di un uomo mi ha fatto pensare a Marguerite Yourcenar con la lunga confessione de IL TRATTATO DELLA LOTTA VANA, in cui un uomo confessa alla moglie la propria omosessualità; ho pensato a Bukowski, che sa dare valore letterario anche alle parolacce; ho pensato alla letteratura sudamericana, qui non è popolato di tanti personaggi, ma anche ciò che è brutto e maleodorante acquista valore magico. Ho pensato a VA' DOVE TI PORTA IL CUORE, dove una nonna poco prima di morire deve fare i conti con il proprio passato per sua nipote, la persona più cara che ha, mentre qui un uomo deve fare i conti con il suo passato con una figlia giacente in una sala operatoria; ho pensato alla FOSCA di Igino Ugo Tarchetti: il contrasto tra la brutta e profonda Italia e la piacente e un po' superficiale Elsa ricorda il contrasto tra la bella e infida Clara e la brutta e sinceramente innamorata Fosca. Penso che il premio Strega sia stato meritato già per avermi fatto venire in mente così tanti autori diversi tra di loro. Complimenti all'autrice, penso che in futuro comprerò un altro delle sue opere.

Lorella Belforte, 6/08/'04

Ho letto il libro in questione e lo trovo praticamente unico, ben scritto, formidabile nelle descrizioni-precise e taglienti, di qualità "fotografica" insomma-. La storia è semplice, con qualche colpo di scena, e avvince da subito; ma, mi ripeto, ciò che mi ha subito colpito è quella prima incredibile descrizione che è poi seguita da mille altre: "..indossava una maglietta viola e una gonna corta verde ramarro, ai piedi un paio di sandali di fettucce variopinte a tacco alto, sopra ai quali le sue gambe magre si affannavano sgraziate..." .gambe viste dal basso, arrampicate su tacchi alti... Mi piacerebbe scrivere così.

Nicola, Agrigento, 30/07/'04

Ho già letto due volte il libro e lo sto rileggendo una terza volta.E' fantastico, ti lascia solo a bocca aperta.Tutti i sentimenti vengono messi in scena, sentimenti che talvolta non percepiamo o rifiutiamo, sentimenti che ci fanno stare bene o ci fanno anche soffrire, ma insomma qualcosa che ti fa vivere la vita. E' facile identificarsi con questo o quel personaggio, in vicende simili per lo meno se nn identiche.Forse anche per questo è cosi coinvolgente e cosi interessante.Un consiglio: rileggetelo!!! Coglierete alcuni aspetti che prima non avevate colto!

Jole Fontana, Taranto, 26/07/'04

Unico,bello,travolgente,una storia veramente straordinaria da non dimenticare,ho letto il libro tutto di un fiato.Complimenti alla mazzantini!non avevo letto mai niente di questa straordinaria scrittrice,adesso sono alla ricerca di tutti i suoi libri.BRAVISSIMA!!!!

Ilaria Finamora, San Vito dei Normanni (Brindisi), 21/07/'04

Ho finito da pochi giorni di leggere il libro e di frequente mi capita di avvertire il bisogno di aprirlo e di rileggere alcune parti indifferentemente dalla loro collocazione. Perché è indubbiamente un libro dhe ti porti dietro e soprattutto dentro. Emblematica è la figura di Timoteo, quest'uomo che, figlio del suo tempo, cerca di sfuggire alla mediocrità per il bisogno di sentirsi vivo, e questa donna, Italia, vulnerabile vittima della prepotenza, allo stesso tempo fragile e coraggiosa nel suo piccolo. E poi Elsa,la donna evoluta,conformista,di classe, che all'inizio potrebbe sembrare lontana, distante, ma pienamente calata nel suo ruolo di madre. Perché è difficile non commuoversi davanti a questa madre che, come dice la Mazzantini per bocca di Timoteo, quando alla figlia sarebbero ricresciuti i capelli lei li avrebbe tagliati,e d'estate avrebbero fatto insieme una foto con i capelli corti e gli occhiali da sole. E' un libro fatto di queste piccole cose che rimangono al lettore e di verità cruente e travolgenti. E poi questo ricorrente "non ti muovere" come per immobilizzare il tempo, la storia, la verità nei loro attimi di completezza, di insolita perfezione. Un libro attuale non per il semplice fatto di essere stato scritto di recente,ma per contenuti e messaggi. Senza dubbio un capolavoro.

Fabrizio Peronaci, 20/06/'04

Romanzo straordinario, con una mirabile capacità di introspezione, forte nella denuncia della grettezza e del conformismo di un intero ceto professional/dirigente, ricco di invenzioni efficacissime, a cominciare dall'incredibile ultimo viaggio nel cimitero di Italia assieme al becchino vedovo e con il colletto inamidato, ma... Sì, c'è un ma: ravviso un cedimento nel finale. L'intensità emotiva dell'incidente di Angela, talmente deflagrante da indurre il padre a confrontarsi senza infingimenti con sé e la sua storia privata, non meritava qualcosa di più nello sviluppo narrativo? E' da lì - dallo schianto della testa sul lungotevere, dalla corsa in ospedale, dallo sgomento di un padre davanti al cranio aperto della propria figlia sotto la lampada della sala operatoria - che scaturisce la storia di un amore che rappresenta il perfetto emblema di un'epoca. Timoteo-Italia-Elsa: un trio destinato a restare nell'immaginario. Ma allora, se così è, se il nesso/innesco rappresentato dalla sciagura stradale (un'altra cifra dei nostri tempi) è fuori discussione, non si avverte uno squilibrio nelle poche pagine finali? Non c'è troppa fretta nel fare uscire Angela (viva) dalla sala operatoria, lasciando solo immaginare un incontro felice con la madre non più in carriera? La costruzione dei personaggi, in crescendo nella prima metà del libro, meritava un approfondimento in più, uno slancio ulteriore, forse anche un ultimo colpo di scena, al di là dell'improbabile ingresso dell'ultima donna con cui (peccato) si chiude il romanzo.

Giulia Marino (marino.gaspare@libero.it), Moncalieri (To), 19/05/'04

Ho letto questo libro quando era appena uscito.Ho 13 anni, mia zia diceva che era una storia forte,ma io testarda non l'ho voluta ascoltare.Appena ho finito di leggere il libro sono rimasta stupita,andavo a scuola e avevo in mente il personaggio di Italia.Il suo modo di camminare,il suo modo di vestirsi,il suo modo di parlare.Ho scoperto che anche io sono come lei,fragile.E sono rimasta ancora più scioccata,bloccata quando ho visto la proiezione del film.Grandi attori rappresentano Italia,Timoteo e Elsa.Vado a scuola e sono come Italia,cammino come lei,mi è rimasta in mente.Questo è il caso letterario e cinematografico più eclatante degli ultimi anni secondo me,intenso forte e tagliente come un pezzo di vetro.Lo amo.

Margaret (maggiebello@tiscali.it), 8/05/'04

E' un bel film, non metto in dubbio questo ma mancano parecchie cose essenziali come le sensazioni, i turbamenti intimi di un uomo, quando ama o violenta, promette o tradisce... faccio riferimento ai pensieri di Timoteo che toccano l'animo e che ti fanno riflettere tanto! Non mi ha convinto l'interpretazione di Castellito soprattutto nella prima parte del film...forse proprio perché mancano quelle parti (citate prima) che ritengo essenziali...bravissimo nelle scene "dolorose", meno in quelle "erotiche" (tranne in una) se si possono definire così! Mi sono commossa quando a tavola Italia (interpretata dalla FANTASTICA Penelope Crùz) dice: 'la mia vita è stata tutta così... piena di piccoli segni che mi vengono a cercare' Ritengo che sia un capolavoro letterario(non a caso è stato premiato)... penso di non aver letto niente di più vero di più intenso e struggente. Ho provato veramente sensazioni profonde durante la lettura. Ho amato questo libro che mi ha fatto provare disgusto, passione, speranza e dolore... cosa che ho sentito poco guardando il film... E' struggente, intenso ed amaro; riesce a parlare d'amore senza risparmiarci le bassezze dell'animo umano. Anche io ho preso a cuore questa storia rispecchia tantissimo la realtà anche se credo che oggigiorno sia difficile trovare una 'Italia' così umile e dall'animo buono che riesca ad amare in questo modo anche in silenzio alcune volte... accontentandosi di quel poco che l'altro può offrire... come quando durante un loro abbraccio Italia dice:"Tienimi...vieni anche tra un mese, un anno..ma tienimi!" L'ho sentita così vicina che avrei voluto abbracciarla... credimi! Al contrario.. di persone come Timoteo ce ne sono parecchie! Sappiamo bene che l'amore riesce ad entrare in noi dal lato più impensabile...e che la mente a volte esce fuori dai canoni rigidi della quotidianità, si fa' travolgere dalla passione.. e ti permette di amare cio' che gli occhi disprezzano, anche se per poco... o magari semplicemente come una sorta di distrazione,trasgressione etc. Per Timoteo credo che sia stato l'istinto a prendere il sopravvento seguito dalla passione e Italia la sua vittima che inaspettatamente per entrambi si è trasformato in un legame che va al di là di ogni cosa! Qualche citazione tratte dal libro 'E quando quella mano fredda, come la pietra dov'era posata, si ferma sulla mia guancia, io so che la amo. La amo, figlia mia, come non ho mai amato nessuno. La amo come un mendicante, come un lupo, come un rapo di ortica. La amo come un taglio nel vetro'. 'Tanto ammasso ci separa, muri su muri, esistenze rannicchiate nel sonno. E' bene che sia così, È bene che io riprenda il mio fiato. Non crucciarti, Italia, la vita è questa. Attimi superbi di vicinanza e poi gelide folate di vento. E se tu soffri laggiù, oltre l'ultimo faraglione di cemento, la tua sofferenza mi è ignota in questa distanza, ed estranea. Che importa se sei gravida di un mio sputo sporco? Stanotte sei sola con il tuo bagaglio sotto la pensilina di un treno che se ne va, che hai perduto' Chi ha letto il libro...durante la visione del film nota che dietro agli sguardi, alle smorfie, e agli occhi lucidi ci sono i pensieri dei personaggi che affiorano alla mente, rendendo più completa ed emozionante la scena. Ad esempio quando nel finale Timoteo chiede a Italia 'Cosa guardi?' e poi tutti e due sul letto dell'ospedale guardano il soffitto... Solo chi ha letto sa benissimo che Italia guardava il figlio che non ha mai avuto, che la stava venendo a prendere. Credo che ci sia una parte di Timo e di Italia in ognuno di noi! Bellissimo il brano di "Vasco - Un senso" che fa da colonna sonora scritto appositamente per il film. (Non faccio altro che ascoltarlo ultimamente) Concludo complimentandomi con l'autrice Margaret Mazzantini che è riuscita ad entrare nella mente e nello stomaco degli uomini in un modo così forte e... "tagliente come un pezzo di vetro" che quasi mi spaventa! Grande Margaret... continua a scrivere !!! Maggie commossa!

Simone Marziali, (mavors@infinito.it), Firenze, 18/04/'04

Ho rimesso " non ti muovere" nella mia libreria piena di libri letti a meta'. Dopo averlo finito di leggere l' avevo lasciato sulla scrivania ad osservare il mio viso stupito dalla desolazione e da quel tripudio di vita che mi aveva lasciato; l' ho dovuto mettere nella libreria con la forza, non mi capacito nemmeno del perche' sia dovuto finire...stava vivendo cosi' profondamente la mia vita! E ora che e' finito? Bastera' rileggerlo, bastera' riviverlo in chi lo leggera' dopo di me? Perche' mi lascia da solo a " pisciare" contro quel muro, silenzioso compagno di strada, che non mi conosce nemmeno troppo bene? Perche' poi tutti quei " troppo"? Quasi che solo questo libro riesca a farci comprendere le nostre singolari e silenziose esistenze?!Credo che se ognuno di noi, nel profondo della sua anima, avesse voluto scrivere un libro...l' avrebbe voluto scrivere cosi'.

Mariella Mureddu, (mariellamureddu@inwind.it), Roma, 17/04/'04

Ho letto il libro non appena pubblicato, fidandomi a scatola chiusa della Mazzantini perchè già mi aveva colpito con il bellissimo "Il catino di zinco". "Non ti muovere" è un libro straordinario, scritto con una prosa perfetta e che soprattutto consegna alla storia della letteratura un personaggio intenso che rimane nel cuore di qualunque lettore : Italia. Io l'ho adorata e trovo che la Mazzantini abbia dimostrato di essere una grande scrittrice proprio nel raccontare lei. Sarebbe bastato pochissimo per renderla poco credibile,invece è vera quanto derelitta e lo rimane anche nel contrasto con il borghese e possibilissimo Timoteo. Italia è un personaggio talmente bello che sono riuscita ad amarlo anche quando le ho visto un viso e un corpo diversi da quelli che io le avevo dato: quelli di Penelope Cruz, credibilissima in un film da vedere se si accetta che il linguaggio cinematografico è diverso da quello letterario.

Francesca Gnecchi, (chicca325@supereva.it), Piacenza, 07/04/'04

Sono una di quelle persone che leggono tutto, dopo "Non ti muovere" è difficile per me trovare un'altro libro cosÏ intenso e pieno di significati.Ben scritto, non ti annoia in nessun momento, hai sempre voglia di andare avanti nella storia. Consiglio di leggerlo per l'emozione che suscita questa tormentata storia d'amore dove alla fine non puoi non stare dalla parte di Italia. Struggente.

Valentina Lombardo, (valelombardo@hotmail.com), Reggio Calabria, 06/04/'04

Non ti muovere....bello, travolgente , struggente e appassionante. Il racconto ti porta a capire quanto forti possano essere i sentimenti e quanto questi possano convincerti che cio' che spesso nella vita non accetti e quasi disprezzi sia a volte cio' che in realta' vorresti e cio' che realmente ti renderebbe felice...ma solo quando cio' che hai sempre rifiutato lo stai perdendo allora li' ti rendi conto di quanto in realta' fosse essenziale per te

Maria Sofia, Messina, 02/04/'04

Il suo romanzo mi ha permesso di sognare e viaggiare tra le note di una melodia che,seppue apparentemente triste, rivela in sè tutta la magia possibile...E' un romanzo oltre il tempo e lo spazio,si colloca in un posto piccolo e riservato:il nostro cuore!E vi rimane saldamente. Mi ha permesso di capire la fragilità umana e l'importanza che l'amore riveste nella ruota del mondo...QUESTO ROMANZO È VITA; QUELLA PURA!!!Grazie Margaret,ti stimo molto!

Roberta Lacerenza, (robbyla84@libero.it), Bologna, 02/04/'04

HO APPENA FINITO DI LEGGERE QUESTO STRAORDINARIO LIBRO, MI E' PIACIUTO MOLTISSIMO, UN PO' FORTE PERO' COINVOLGENTE...MI HA FATTO RIFLETTERE SULL'AMORE, CHE VINCE SU TUTTO E CHE BISOGNA LOTTARE PER QUELLO CHE SI VUOLE...

Ilaria La Sala, (toffee_ila@yahoo.it) , Ponte di Piave (Treviso), 30/03/'04

Non ti muovere, lasciati amare...non ti muovere, resta ferma, seduta nel mio cuore...struggente da perdere il fiato...un amore nato dal nulla ma che si è trasformato in tutto...un amore che era scritto nel destino prima d'essere consumato "chi ti ama c'è sempre,c'è prima di conoscerti, c'è prima di te".le parole più belle che abbia mai letto.le rivelazioni di un uomo forte in apparenza ma così fragile d'animo e pieno d'amore verso l'unica donna che abbia mai desiderato...ma che è costretto a perdere...mentre l'altra donna più importante della sua vita, Angela, si trova in bilico tra la vita e la morte lui racconta di una vita passata, una vita vissuta fino all'ultimo respiro di Italia. Timoteo sta cercando un senso a tutto...e lo troverà...nei gesti della figlia che "muovendosi" gli stringerà la mano...grazie margaret mi hai regalato un'emozione fortissima che ancora sento...

Enza Bonadonna, (enzabonadonna@tiscali.it), Messina, 29/03/'04

Ho letto il libro. Ho visto il film. Due grandi e importanti lavori. Con una differenza: sia nel libro che nel film ami Italia nella medesima maniera, grandemente. Timoteo invece no; il Timoteo del libro lo abbracci col pensiero, lo stringi nel suo male di vivere, nelle sue occasioni mancate, nella sua non-vita fino a questo giorno tragico in cui la sua vita ridiventa sua. Mentre il Timoteo del film lo schiaffeggeresti volentieri più di una volta per la sua viltà, soprattutto quando saluta Italia alla Metro e invece dovrebbe stringerla a se da quel momento e per sempre. Mi ha lasciato molta VITA "Non ti muovere", mi ha insegnato tante cose. Non lo dimentico di certo.

Laura, Bergamo, 24/03/'04

Sinceramente il libro non l'ho ancora finito e non perchè non mi andasse di farlo, ma perchè è talmente bello che vorrei poterlo leggere ancora e ancora. E' una storia semplicissima e fa sognare. Commovente, nel giusto. La motre di Italia è stata una fortuna. O no?

SilvanaTecce, (teccesil@yahoo.com), Roma, 22/03/'04

Mi sento ancora come se fossi sotto l'effetto di una droga...non so spiegare cosa mi sia successo dopo aver letto questo capolavoro, ma mi sento male, bene, felice, straziata, distrutta...Mi ha sconvolto come nessun libro aveva mai fatto e ne ho avuto paura, tanta paura...al punto da voler andare a vedere il film subito, appena chiuso il libro che ho letto in poche ore...sono andata al cinema per distruggere ciò che aveva creato nella mia mente, nel mio cuore...volevo dilaniare con le immagini del film quelle che la mia mente aveva creato dentro di me. Sapevo che ne sarei rimasta delusa...e così è stato...un film non può e non deve rappresentare i sentimenti provati nel leggere un libro. Sapevo questo e ho cercato la delusione per mitigare il male che sentivo dentro dopo aver letto il libro...Sono uscita piangendo come un'adolescente...sto ancora male.Questo libro mi ha lasciato una cicatrice profonda...

GIOVANNA GIANI, VENEZIA, 19/03/'04

UN LIBRO DAVVERO SPETTACOLARE,SENZA DUBBIO DIFFICILE DA DIMENTICARE, ANZI, IMPOSSIBILE!PENSAVO IL FILM FOSSE, COME SEMPRE, AL DI SOTTO DEL LIBRO, INVECE HO POTUTO VEDERE UN CASTELLITTO E UNA PENELOPE CRUZ DAVVERO STRAORDINARI, UN CASTELLITTO UN PO' DA INNAMORARSENE....FA VENIRE VOGLIA DI VIVERE EMOZIONI DAVVERO FORTI,TROVARE UN SENSO A QUESTA VITA, PROPRIO COME DICE VASCO NELLA SUA NUOVA CANZONE, PERFETTA COLONNA SONORA DEL FILM!COMPLIMENTI A MARGARET E A SERGIO PER LO SPLENDIDO LAVORO!

Stefania De Cesare, (mario.decesare@tin.it), 10/03/'04

E' un'opera straordinaria!!!ho scoperto il libro solo quest'inverno e me ne sono subito innamorata.E' incredibile come sia riuscito a coinvolgermi in questo modo.la cosa buffa e che appena ho finito di leggerlo la prima cosa che ho pensato è stata:"mah,potrebbero farci un film!" cmq non vedo l'ora che esca un'altra opera della grande margaret,l'unica che riesca a raccontare una storia cosÏ unica come se stesse narrando una fiaba ad un bambino.unica!!!

Giorgio Poladas, (giorgiopoladas@tiscali.it), Roma, 04/03/'04

E 'semplicemente un capolavoro. Andrò a vedere il film di prossima uscita con curiosita',ma penso che non mi potra' emozionare come il libro che ritengo un'opera di assoluto rilievo. Complimenti,Margaret Mazzantini.Ricordo con vivo piacere il suo libro di esordio che lessi 10 anni fa

Lucia Intartaglia, (lucia.intartaglia@aliceposta), Torino, 02/03/'04

Timoteo è un chirurgo, è abituato al sangue, ai bip delle macchine, ai tubi che escono dal corpo per passaggi diversi da quelli in cui sono entrati. Non questa volta perchè questo sangue che scorre gli appartiene: è quello della figlia quindicenne col sedere un pò grosso e il viso largo e placido di una bambina. Questo è un dolore già conosciuto, tagliato e ricucito tante volte come una ferita.E' una morte che lo guida in fretta, come durante una fuga affannosa, dentro la sua vita già consumata e lui corre con lei, si lascia tirar per mano dentro gli errori e le illusioni e la pietà e il nulla che è poi la vita di ciascuno di noi. Questo è l'amore, l'ago sottile e cruento che ci cuce dentro e ci muove avanti i passi. E che, mentre ci cuce, ci strappa piccoli lembi di pelle, parti di noi che sentiamo, nel dolore, per la prima volta, mentre le stiamo perdendo. Se l'amore ci rende a tratti ciechi, il dolore ci fa consapevoli. C'è un intervento in corso, di là nella sala operatoria di cui è primario, in cui ha salvato e perduto vite innumerevoli volte, e c'è un dolore senza anestesia in questa saletta díattesa dove si consumano i suoi passi dentro se stesso. C'è un sacrificio consumato da qualche parte, che merita il premio di questa vita che sta correndo il rischio di perdersi. Margaret Mazzantini ci offre un ritratto di donne forti e fragilissime, tragiche e dolcissime che sfidano la vita e superano la morte e di un protagonista maschile, Timoteo,che le ama tutte e le vuole tutte nella propria vita , così come nel cuore, fermate, come in una fotografia, da quel "Non ti muovere"- che è un comando e una supplica insieme. Solo un uomo può dire così a una persona che sta uscendo dalla sua vita. Noi donne non ce lo sogneremmo mai. Il nostro modo di amare è di lasciare andare quelli che amiamo , di non lottare contro il tempo ma di appartenergli, di controllare il nostro respiro, come facciamo in sala parto, finchè il nostro ultimo grido sia il primo di uníaltra vita. Così non le perdiamo mai le creature! e a noi care , anche se a volte sono loro a perdere noi.

Alessandra Pagliari, (axl.83@inwind.it), Milano, 29/02/'04

L'ho letto in dieci ore senza mai fermarmi, solo per mangiare; non riuscivo a staccarmi dalle pagine, dal quel racconto che mi ha lasciato così tanto e che vorrei subito rileggere. E' il primo libro che riesco a portare a termine perchè è semplicemente meraviglioso, scritto in maniera sublime. Al solo pensiero mi percorrono ancora i brividi lungo la schiena; mi ha fatto piangere, sentire lo stomaco che faceva male, un libro incredibile che tutti dovrebbero leggere.

Bianca, Taranto, 28/02/'04

La vita così com'è, come scorre. Uomini fragili,vittime delle regole della società.L'amore Vero,Puro come quello per Italia...Raro davvero,e se esplode,lo fa in silenzio.Perchè ci si innamora di quello che si può diventare grazie a quell'altra persona,non di quell'altra persona,ma di quello che rappresenta.Per Timoteo Elsa è stata un salto di qualità,nient'altro.E una sensibilità spiccata porta a capirlo,prima o poi.E tutto diventa molto triste.E' molto più semplice restare in superficie. "Non ti muovere"la squarcia,la superficie.

Laura, (acegeca@yahoo.com), Roma, 26/02/'04

E' un libro incredibile, l'ho letto per la prima volta due estati fa, e l'ho riletto a intervalli regolari, quando volevo rivivere alcune emozioni particolari. E' un libro che mi ha dato tanto e aperto la mente. Perche' l'ho letto in un momento in cui il mio ruolo era quello di Italia, e la storia era incredibilmente simile alla mia vita in quel momento. Mi ha aperto gli occhi, mi ha fatto capire che l'amore non puo' sempre prescindere da tutto, anche se poi Timoteo decide di seguirlo...ma troppo tardi. Grazie Margaret, perche' il tuo libro mi ha dato il coraggio e la lucidita' di lasciare quell'uomo nel momento in cui lo amavo piu' di me stessa...perche' dopo aver letto l'ultima pagina mi son guardata allo specchio e ho visto Laura...non Italia.

Lea Piera, (fufi1976@libero.it), Palermo, 24/02/'04

Fantastico, qualcosa che puÚ insegnarti come andare avanti.

Pamela Stranieri, (pamelastran@freemail.it), Roma, 24/02/'04

Scopro con entusiasmo che l'anima non ha smesso di parlare agli uomini dell'amore e delle sue verità. Ho letto tanti libri ma pochi come questo della Mazzantini hanno lasciato una traccia dentro, in profondità. E ritrovarsi nei silenzi dignitosi e nelle lacrime nascoste di Italia è scoprire con dolcezza di essere ancora capaci di amare.

Mily, (mad.mauro@tin.it), Livorno, 14/02/'04

Ho 17 anni e fino a un mesetto fa mi definivo una "lettrice a comando". leggevo un libro solo perchè me lo dicevano i prfessori e perchè cosi facendo mi sarei conquistata un bel voto. ma leggere non significa questo!!!!!!!! leggere vuol dire ampliare i propri orizzonti, conoscere cose nuove e fare nuove esperienze immedesimandosi nei peronaggi e affrontando le avventure con loro pagina per pagina.leggere è emozione,sensazione,è un brivido che ti pervade dentro impedendoti di staccare gli occhi dal libro,leggere è vita!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! non credevo che da un libro solo si potessero capire tutte queste cose. grazie Margaret!

Mary, (Maery@gmx.ch), Svizzera, 08/02/'04

La mia famiglia vive nella svizzera tedesca e per esercitare la lingua italiana mi hanno consigliato di leggere il libro: non ti muovere.Sono rimasta entusiasta Ë incredibile la capacit‡ didescrittiva della Mazzantini.Il racconto mi Ë entrato nell`anima,mi sono commossa, forse anche scioccata, ma mi ha insegnato tante cose.Ora aspetto solo di vedere il film. Ho consigliato il libro a parecchie persone.

Manuela Stingo, (manustingo@libero.it), 28/01/2004

"Gli occhi dietro alle lacrime come due pesciolini in un mare troppo stretto". E' brava questa scrittrice che non conoscevo. Non mi sono mai fidata troppo dei contemporanei; affido di solito le mie aspettative di buon libro ai classici. Ma questo libro é davvero di una densità poche volte incontrata. Una cosa é certa: non é veritiero. C'é una donna che parla mascherata da uomo e questo a tratti nel libro si sente. La vivisezione delle emozioni e degli avvenimenti non é roba degli uomini. Un uomo può sì certo vivere tutte quelle emozioni ma non so se può avvertirne la lucida consapevolezza, così analitica, così ansiosa e spasmodica come é descritta. Forse per questo é un personaggio così pieno di fascino e contraddizioni. Ci turba e ci disorienta perché é uomo e donna insieme.
Cmq un bellissimo libro. Torno ai miei Fratelli Karamazov ma.. un punto a favore dei contemporanei.


Carmine Martusciello, (martuca@inwind.it), Napoli, 24/01/2004

L'ho già riletto due volte, mia moglie anche ! Come fa la Mazzantini a scrivere così ? Scrive e conosce cose che solo un uomo adulto e vissuto può sapere !Leggendo il libro ,sembra quasi di vedere il film e toccare con mano i personaggi ! Aspettiamo il film con ansia !!! Complimenti vivissimi e di vero cuore ! Carmine e Annamaria


Anto, (antomarg@yahoo.it), Roma, 09/01/2004

Ho finito oggi le ultime 175pagg che terminavano il libro, complice un'influenza che mi ha costretta a letto. E complice la Mazzantini che ti rapisce, ti strappa l'anima per incollarla alle sue pagine, insinua i tuoi sguardi tra le sue parole....No, non riesci a staccartene, non riesci....resti fissa, ansimante, appesa alle vite di Timo,Gramigna,Elsa e l'ignara Angela che a sua insaputa é riuscita a cambiare i destini delle persone che la circondavano, suo malgrado, senza sapere..... E ti affezioni a queste persone che hai accompagnato per un bel pezzo della loro vita, senti che, non sai come, ma in qulche modo ti appartengono.....e quando il libro inevitabilmente si chiude ti senti "orfana", monca di qualcosa, come un senso di solitudine opprimente, come di qulcuno che ha deciso di andarsene contro la tua volontà. Ringrazio la Mazzantini per avermi regalato questo soffio dell'anima, é stato un vento forte, gelido a volte, ma vitale sempre!!! Vorrei averla di fronte semplicemente x stringerle la mano e ringraziarla. E' incredibie la sua capacità descrittiva e ancor di più il suo penetrare un mondo cosÏ imperscrutabile (almeno x noi donne) qual'é quello maschile. Lo consiglio vivamente, é per tutti (anche per chi crede di non averne bisogno) una straordinaria lezione di vita!!!!


Jessica Burruano,(jessibur@libero.it), Agrigento, 04/01/2004

"Non ti muovere"Ë un libro pungente, di quelli che li leggi e ti senti inequivocabilmente coinvolto moralmente e sensualmente.E'un'analisi forse spietata, ma che non giudica, non critica,non colpevolizza...riesce a coinvolgere lo stato d'animo del lettore che, uomo o donna che sia,si rispecchia nelle sensazioni e nelle emozioni più recondite dei protagonisti. E' sorprendente come una donna riesca a scrivere realisticamente di uomini presi dalla disperazione...Sono curiosa di sapere se ad ispirarle questo romanzo sia stata una reale esperienza di vita.


(timby88@supereva.it), Ravenna, 04/01/2004

un'emozione continua...sono le sole parole che che possono descrivere il libro. l'ho letto in un periodo difficile: esattamente pochi giorni dopo la morte di un amico per un incidente in motore e non sapevo di cosa parlasse la storia. sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla lettura del libro: interessante, coinvolgente, vero e...Italia!esiste un personaggio caratterizzato meglio?? io sono giovane ma leggo molto e voglio fare i complimenti a Margaret. spero che il film non rovini le emozioni del libro.


Federica, (loupsunny@yahoo.it), 28/12/03

La Mazzantini sa usare parole che toccano l'anima, la amano e la graffiano. Spietata e tenera. Bel libro, non c'è che dire.

Bernardino Mattioli, (benna72@libero.it), Bologna, 18/12/03

Ogni tanto rileggo qualche pagina e mi ricordo come stavo in quei tre giorni in cui l'ho letto.Un mio caro amico era andato in coma tre anni prima.Ho vissuto la trafila dei tubi in gola, dei cerotti ovunque, di cicalini costanti che segnalano niente, dei camici cerati, degli odori di ammoniaca, della mano che si muove..ma è un riflesso nervoso. Non sapevo chi fosse Margaret mazzantini, l'ho vista alle due di notte in tv un estate di 2 anni fa che ritirava un premio,ho visto i suoi occhi, lo sguardo, lei che leggeva due righe del suo libro e mi è arrivata quella cosa che non si spiega.L'Ho comprato e me ne sono innamorato.Una storia che insegna, un padre che non cerca il difetto nell'accaduto, ma che vive a pieno anche ogni secondo di dolore a testa alta, ma non da eroe,semplicemente da padre che sa amare.Una storia come tante che ne accadono.Una storia normale che questa donna ha trasformato in un pianeta pieno di intensa vita, di concetti che te la fanno riamare, e baci di nuovo tua madre per niente. E seppure piangi mentre lo leggi, alla fine sorridi e hai voglia di abbracciare un amico,solo perchè si può, solo perchè è bello averlo davanti e poterlo toccare e riprendere a farsi conoscere.Sono geloso di quel libro. Lo difendo, mi ci addormento sotto a volte, mi faccio coccolare e lo coccolo. E' riduttivo ogni commento sul quel libro. Chi l'ha letto ed ha provato "cose" non ha più molto da dire credo, io potrei parlare per ore e non c'entrare il punto di quello che sento,sono emozionato anche ora che provo a parlarne. Il finale poi, quando arriva la madre e saprà esattamente cosa fare domani, sarà più brava di Ada e.... Una semplicità che regala emozioni fortissime ed indelebili, un modo di scrivere curato ma non ricercato, credo che sia questo poi il talento. Un abbraccio a Margaret e a tutti quelli che l'hanno letto rimanendo pieni. Benna

Vincenzo Gentile, (vincent2002@jumpy.it), Mottola, (Ta), 06/12/03

anche se qulcuno storcerà forse il naso, anch'io dirò ke questo è il libro più bello che abbia mai letto..l'ho trovato per caso, e per caso l'ho letto..un'emozione infinita, un treno di pensieri..e la voglia di catapultarsi nella storia per aiutare italia, per abbracciare timo..già, xkè questo libro non l'ho letto, l'ho vissuto..ero là, nascosto tra la folla quando angela cade, ero in un angolo nella casa di italia, ero nella sala operatoria di quell'ospedale desolato, ero tra i vestiti, ero tra le parole..molti penseranno che sia pazzo...beh, a me non importa. il libro mi ha regalato emozioni stupende, di quelle che scavano dentro e ti fanno crescere..chissà, magari stona al giorno d'oggi un'emozione..mi piacerebbe sapere come la pensate voi che avete condiviso forse le stesse mie emozioni....sarei davvero felice di ricevere qualke vostra mail....grazie x avermi letto...un saluto

Silvana Luongo, (pi.perrotta@tiscali.it), Napoli, 04/12/03

Vorrei trovare le parole giuste per parlare di questo libro al quale sono molto legata. Di esso mi parlò nel luglio 02 telefonicamente mio fratello Bruno, dopo averlo letto tutto d'un fiato; aspettava di vedermi per regalarmelo e parlarne poi con me. Quel ns. incontro telefonico, però, fu l'ultimo: dopo pochi giorni Bruno lasciava drammaticamente questo mondo ed io sprofondavo in una realtà dove la fragilità del "ns. esistere" emergeva in maniera travolgente. Il libro mi fu poi consegnato da sua figlia in agosto ed anch'io lo lessi molto velocemente ma, distrutta e molto coinvolta, non riuscii a focalizzare i punti salienti di esso. Ho sentito il bisogno di rileggerlo ed ho cercato di coinvolgere altre persone, specialmente uomini, per avere, poi, la possibilità di confrontarmi con loro. L'ho finito da qualche giorno ed ora non riesco a "staccarmi" da questa storia e dal libro che è ancora sul comodino! Sono stata invasa da una miriade di sensazioni, emozioni forti, l'ho stretto più volte sul petto: dolore, rabbia, rancore, attimi di gioia, sconforto, dolce malinconia. Pensando ai personaggi, ho provato dapprima disprezzo per Timoteo per la sua "bestialità"; poi, ho provato nei suoi confronti qualcosa di indescrivibile per la sua fragilità, il voler scappare da quel mondo perbenista che lo circonda e poi l'amore che gli esplode dentro verso una donna tanto diversa e lontana dal suo vivere! In alcuni momenti mi è apparso un personaggio irreale, nè credo che la Mazzantini volesse farci intendere che il genere umano maschile nel suo insieme sia tutto uguale a Timoteo. Molto più reale Italia, la sua umiltà, una vita fatta di poco e niente, piena di dolore; di donne così ce ne sono tante: lei è l'incarnazione di chi dà tutta se stessa senza chiedere nulla in cambio. Italia mi è "entrata dentro" ed alcune volte mi sono ritrovata in lei...Che aggiungere? Ho lasciato tanti discorsi a metà con Bruno e, tra le altre cose, avrei voluto dirgli: "Grazie, è un libro che mi ha lasciato l'amaro in bocca, trasmettendomi pathos pagina per pagina, ma, quando l'ho richiuso, un'emozione grande si è impossessata del mio cuore."

Elisa Lampis (selfint@tiscali.it), Nuoro, 21/11/'03

Splendido il romanzo della Mazzantini. Autrice scoperta proprio da quest ultimo libro! straordinario il modo in cui descrive il dolore di un padre al capezzale della propria figlia ke si trova a riaffrontare e a rivedere con difficoltà e tristezza la sua vita! Quello che descrive è per me un uomo insensibile ed egoista nei confronti della sua amante,la povera Italia viene sfruttata e usata da lui in modo così triste e meschino! Ma mi è piaciuta tanto la dignità di questa donna ke affronta passivamente il suo dolore. E' lei secondo me la vera protagonosta di questo romanzo!

Adriana (treppalle@hotmail.com), 19/11/'03

Bel libro, bellissimo, e non poteva che essere scritto da una donna. Nessun uomo ammetterà mai che ama solo se' stesso o l'immagine di se' stesso che gli viene data da un altra persona; quanto più è allettante questa immagine, quanto più "ama".La donna che gli si pone alla pari, che lo ama, non ostante, che non gli è dipendente, ed è pure bella, è da tradire umiliando possibilmente la sua bellezza, la sua intelligenza e la capacità di essere autonoma. In più la Mazzantini ha il "dono" dello scrivere attanagliando il lettore.

Serena Colonna (serena.colonna@libero.it), Roma, 14/11/'03

Ho finito di leggere il libro poco fa... forse sono l'unica che ha provato RABBIA verso Timoteo, dall'inizio della sua narrazione, con lo stupro, fino quasi alla fine... non so se la Mazzantini abbia messo anche in conto che un uomo del genere, pur con le sue debolezze e le sue incertezze, possa risultare in qualche modo deprorevole e profondamente egoista. la descrizione di Italia e di quell'equilibrio della vita sui suoi tacchi alti è angosciante, ma è proprio per questo che ho apprezzato il libro, brillantemente realistico nei suoi momenti di silenzio che si fanno sentire tra le parole. ed è strano leggere (e immedesimarsi) la storia di uno stupro che si trasforma, dal basso del suo squallore, in un amore che va al di là di ogni convenzione; amore che forse è solo espressione di egoismo e della disperata ricerca di un posto nel mondo, ma è anche filo conduttore degli istinti e di quella voglia di imparare ad amare se stessi attraverso l'amore silenzioso degli altri.

Emilia Caput (emilia862@virgilio.it), Cagliari, 12/11/'03

Il libro più bello che abbia mai letto, un viaggio interiore alla scoperta del proprio "io", un'immedesimazione obbligata che ti cattura e ti trascina in un altro mondo, la riscoperta di una nuova conoscenza di se stessi, di una totale confessione della propria personalità

Simona (simona75_c@libero.it), 10/11/'03

Era tanto tempo che non leggevo un romanzo italiano. L'ho gustato fino alla fine. Mi piace il tuo stile Margaret Mazzantini, mi piace il tuo modo di scrivere. Mi hai ricordato Leopold Bloom dell' Ulysses joyciano. E il tuo stile espressionista mi e'piaciuto molto. Grazie

Angela Costanzo (angelacostanzo@katamail.com), Cosenza, 30/10/'03

Sento questa storia dentro come un respiro sul punto di fuoriuscire..mi ha coinvolta e spaventato....mi ha incuriosito e avvinto con un laccio sottile ma forte fatto di parole vere, crude, che hanno il sapore e l'odore di corpi, di pioggia, di strade, di destini che s'incrociano e si perdono senza una parola, senza un rumore...l'idea dell'altro, del diverso da noi, del desiderare un qualcosa lontano anni luce dal nostro quotidiano è un frutto proibito ma proprio per questo più dolce e più languido...un'avventura affascinante ma pericolosa le cui conseguenze le si avvertono dentro per sempre...

Paola Chiaramonte (paolachiaramonte@libero.it), Palermo, 29/10/'03

E' la prima volta che finito di leggere un libro, ho cominciato a rileggerlo immediatamente.

Antonella (gardeniablu@vivacity.it), Torino, 28/10/'03

Non mi piace la Mazzantini, ho preso il libro casualmente in biblioteca pensando che dopo poche pagine avrei chiuso, come mi accadde per il suo precedente "Il catino di zinco". Ma questo lungo e sofferto racconto è sconvolgente, spietato, stupendo e doloroso come un canto antico. Grazie Margaret.

Maurizio (morrisonline@excite.it), 24/10/'03

Giro per la rete in cerca di notizie sulla Mazzantini e scopro da voi, dai vostri commenti, che sta per uscire un film sul libro. Ho terminato di leggerlo ieri. Difficile esprimere pensieri, giudizi su qualcosa che ti scuote l'anima. Mi sento solo di dire che l'autrice è riuscita a calarsi "nei panni" di un uomo con sorprendente sensibilità. Sogno e temo allo stesso tempo d'incontrare una donna che sappia leggermi dentro allo stesso modo.

Elisabetta (elisaguess@libero.it), Padova, 24/10/'03

Ho finito di leggere il libro ieri notte e per quanto mi sforzi non riesco a togliermi dalla testa Timoteo e Italia..una storia d'amore bellissima, strana ma piena di passione. La rievoco quasi come una storia realmente accaduta e provo un senso di malinconia, mischiata a triestezza per come è finita. Il libro mi è entrato dentro, nell'anima e penso che lì sia nato. Amo Italia per la figura che rappresente: una donna che ama, non disturba, non chiede nulla, rimane in silenzio... anche quando la morte la sta chiamando non privandola di dolore... Avrei desiderato un finale a lieto fine, l'avevo già ideato a metà del libro...ma forse la storia non sarebbe stata così bella...Bravissima Margaret!

Carlotta (pseca7@yahoo.it), Roma, 17/10/'03

Ho letto il libro parecchio tempo fa e che dire??mi è rimasto dentro....non è un libro che colpisce per un aspetto soltanto,è sconvolgente nel suo insieme,io sono stata trasportata all'interno della narrazione,ho sofferto con Timoteo,mi sono commossa,sono rimasta scioccata dalla vividezza delle immagini....mi sembrava di percorrere le stesse strade,di sentire gli stessi odori e questo perché la Mazzantini (a mio parere) è un'ottima scrittrice!! Ora aspetto con impazienza il film,spero sia all'altezza del libro...

Manu, 3/10/'03

"Cosa vuol dire amare,figlia mia?Tu lo sai?Amare per me fu tenere il respiro di Italia fra le braccia e accorgermi che ogni altro rumore si era spento...Te lo giuro,Angela,era di Italia il cuore che batteva dentro di me." Questo libro e parole come queste hanno davvero mutato il mio modo di vedere le cose,di concepire l'amore,il tradimento e la vita stessa...mai mi era successo di essere così coinvolta da un libro,ho pianto e sofferto,immaginando di essere amata così come Timoteo ama Italia...Ho quasi paura di vedere il film,non vorrei essere delusa...

Melania Landini (smelens@hotmail.com), Milano, 30/09/'03

Perplessa. Il libro mi ha coinvolto fin dall'inizio, l'ho letto tutto d'un fiato, mi sono anche commossa, lo darò a mia sorella. Ma non mi sento di dire che è un libro bellissimo. Non sono ancora riuscita a localizzare cosa non mi convince, ma non mi è entrato dentro. Non capisco. Forse, anche se scritto benissimo, è poco sincero. Melania

Antonio Tripaldi (patcoss@tin.it), Trieste, 22/09/'03

Sicuramente un bel libro. L' autrice ha solo immaginato, e molto bene descritto, le reazioni di UN uomo difronte ad una situazione contingente e"in cui una donna racconta la storia ed i sentimenti di un uomo". Su questo sono sicuramente d'accordo ma definirlo "il libro piu' bello che abbia mai letto" o che "analizza profondamente la psicologia maschile"..(di tutto il genere maschile?!?!)mi sembra un po troppo !!!. Pur potendomi facilmente riconoscermi nella situazione, francamente non credo che, con una figlia che sta morendo, userei certi toni per revocare situazione vissute o colpe da espiare. Comunque un bel libro.

Maria Elena Iritale (meiritale@interfree.it), Firenze, 18/09/'03

Bellissimo e coinvolgente;ho sperato fino all'ultimo che le pagine non finissero mai. Bravissima Mazzantini; strepitoso il modo in cui una donna racconta la storia ed i sentimenti di un uomo.

Ilaria (east_wind@libero it), Palermo, 17/09/'03

Ho sentito le vibrazioni dell'anima del protagonista,il suo desiderio di evasione dal mondo impeccabile e perbenista nel quale vive e nel quale ha costruito il suo personaggio di marito, padre, amico, medico perfetto. Ho sentito tra quelle pagine la voce di un cuore puro e sincero.

Francesca, 16/09/'03

È il libro più bello che io abbia mai letto nella mia vita. e mi ha fatto piangere, soffrire e riflettere.... lo consiglio vivamente!

Italia Bu (italiabu@hotmail.com), Napoli, 16/09/'03

Mi chiamo Italia, da piccola ho quasi sofferto per avere questo nome cosi bizzarro e raro...poi ho imparato ad amarlo ad esserne fiera proprio per la sua unicita'.. Quando quasi a metà libro viene svelato il nome della donna amata da Timoteo giuro ho avuto un colpo,ero stesa comoda sul letto rapita dalla mia lettura e mi sono messa seduta ho kiuso il libro e l'ho stretto. Mi sono emozionata e ogni volta che leggevo il mio nome sorridevo e sognavo un amore cosi distruttivo ma allo stesso tempo nettare della vita.

Marco, Perugia, 15/09/'03

Forse sono io che non capisco. Ma questa uniformita' di parere sul libro della Mazzantini e' sconvolgente. Il libro, a mio parere, no. Brava, e' brava. Ma dire che il libro ha qualcosa a che fare con la realta', proprio no. "Il libro piu' bello che abbia mai letto" dicono in tanti. Il libro piu' ruffiano che abbia mai letto, dico io. superficiale. Un uomo che parla come una donna: no, Margaret, non basta dire "cazzo" ogni tanto per parlare come un uomo. La bravura, la perfezione stilistica a volte risulta stucchevole. E' per evitare questo che alcune metafore, alcuni toni sono da libro rosa? L'unica cosa straordinaria e' la caratterizzazione di Italia, uno dei personaggi piu' vivi e cupi degli ultimi anni. ma forse sono io che non capisco. ciao

Mariagrazia Silvestro (marysil@inwind.it), Siena, 15/09/'03

Era tanto tempo ch non mi sorprendevo a piangere leggendo un libro, che non mi chiedevo quali fossero le vite ulteriori, non descritte nelle pagine, dei personaggi, che cosa pensassero, come soffrissero. "Non ti muovere"mi ha messo davanti ad aspetti di me che voglio a tutti costi dimenticare, che rifiuto quasi non mi appartenesero, proprio come succede a Tomoteo quando cerca di strocare la sua storia con Italia...c'è sicuramente una parte di lui in ognuno di noi!

Laura Alesci (marcopolo24@libero.it), Roma, 11/09/'03

Sconvolgente...peculiare sin troppo...veritiero...affascinante...coinvolgente...profondo...scorrevole...prende e estremizza e analizza profondamente la psicologia maschile...ottimo aiuto per le donne nel capire i propri uomini...sviluppa fortemente quel senso di miseria che si trova in ognuno di noi così da far comprendere sicuramente meglio il proprio fratello...IL LIBRO PIÛ BELLO CHE IO ABBIA MAI LETTO!

Valentina Visaggi (vvisaggi@yahoo.it), Bari, 10/09/'03

Ho finito di leggere il libro ieri! ...e non ti stupisce capire come mai abbia vinto il premio Strega! Io leggo molto, senza preferenza d'autori...ma credo che "Non ti muovere" sia fin'ora il libro più bello mai letto!Meglio di Coelho!...Così introspettivo,così decrittivo, crudo e reale!Veloce e lento al tempo stesso...è difficile trovare libri dal ritmo giusto! Passare ad una altro libro adesso sarebbe troppo complicato...sento che qualcosa in prima lettura non è stata colta perché quest'opera e da leggere e rileggere!

Giorgio, 5/09/'03

Dio come ho amato Italia... l'avrei sposata io che faccio lo stesso mestiere di Timo... In bocca al lupo Sergio.. non e' impresa facile tradurre sullo schermo le emozioni del libro e ci vorra' anche una grandissima "Italia". Erano anni che non mi commuovevo cosi'. Brava Margaret, ma con la prossima opera, ti prego, facci sorridere!

Annalisa (annabu62@interfree.it), Pisa, 5/09/'03

Ho provato veramente sensazioni profonde durante la lettura....una storia vera,come tante..i sentimenti monodose di un uomo raccontati da una donna...le descrizioni emotive dell autore mi hanno fatto pensare per un attimo a Joice con i suoi personaggi a CERVELLO APERTO..complimenti!!!!!!

Marina Albalustro (marina.albalustro@virgilio.it), Seregno (Mi), 1/09/'03

Compliamenti all ' autrice per la capacita' di narrare in modo veloce e crudo, una vicenda che tocca tutto l'animo umano e percorre ognuno di noi, conscio dei propri limiti ed infelicita' anche struggenti, Marina

Alessandra Cuccagna (alessandracuccagna@inwind.it), Capodimonte (Viterbo), 1/09/'03

Ho letto questa storia tutta d'un fiato, in una notte. Mi ha toccato profondamente, sicuramente perché anch'io come il protagonista sto vivendo un momento difficile accanto alla malattia di mio figlio. Il protagonista sente il bisogno di confessare la parte più nascosta ( ed autentica ) di sé proprio nel momento in cui la figlia è in grave pericolo, esattamente come è capitato a me che ho sentito il bisogno di rivolgermi ad uno psicoterapeuta quando abbiamo scoperto la malattia di mio figlio.... Perché ci accorgiamo della parte inespressa dentro di noi soltanto quando rischiamo di perdere qualcosa di molto caro ?

Stefania De Angelis (stefaniadeangelis@yahoo.it), Roma, 30/08/'03

Uno dei libri più intensi che abbia letto negli ultimi dieci anni. Aldilà della superba capacità descrittiva dell'autrice, quello che maggiormente mi ha colpita è stato come sia riuscita a raccontare sentimenti, emozioni, sensazioni tipicamente maschili...Ogni tanto mi fermavo a pensare: "ma chi scrive è una donna,...come può conoscere così a fondo il sentire maschile (in tutte le sue sfumature). Ho apprezzato l'umanità di Tomoteo e il suo disperato tentativo di "barattare" il suo drammatico e vietato vissuto con la vita della figlia. E' vero! Per i figli tutto si può fare: anche rischiare di perderli definitivamente con una cruda verità come quella del caro "Mr. Hyde"... Ho amato Italia. Una donna dolce. Lei ha davvero un animo nobile e sa come rendere felice un uomo: Timoteo ne è l'esempio. Lei con la sua disarmante semplicità e umiltà. Ho letto questo libro in 2 giorni (lavoro, ho due figli, una casa da mandare avanti e durante le vacanze tutto ho fatto tranne che riposarmi e dedicarmi alla lettura) l'ho fatto di notte mentre tutti dormivano, con una piccola torcia...in quel silenzio notturno ho sentito la passione, l'audacia e tutta la fragilità degli uomini. Ogni pagina mi trascinava alla pagina successiva, "non potevo muovermi"; solo la stanchezza estrema mi faceva smettere. Ora, con più calma, lo sto rileggendo e sto riprendendo su un quaderno i passi che maggiormente mi sono entrati nel cuore. Grazie davvero Margaret Mazzantini, in me hai lasciato un segno indelebile.

Daniela, Modena, 25/08/'03

Un libro veramente sconvolgente. Ho finito di leggerlo ieri sera, non riesco a smettere di pensarci, forse perché ognuno di noi ha provato sentimenti simili almeno una volta nella vita ma, come Timoteo, non ha saputo viverli fino in fondo... fa soffrire rendersene conto. Un libro che ti fa fare i conti con te stesso, che ti dice chi sei ora e ti ricorda chi invece volevi diventare. Non ho parole per esprimere l'abilità di questa scrittrice nel parlare di ognuno di noi con tanta verità, a volte spietata. E' un libro che fa soffrire, ma da leggere.

Chiara (kattiva75@virgilio.it), Roma, 23/08/'03

Ho desiderato di essere amata come Timoteo ama Italia. Di amare, come Timoteo ama Italia. Potessi amare come un mendicante, e così essere amata...come un lupo..come un ramo di ortica. Come un taglio nel vetro. Leggi il libro e il cuore si fa grande...poi piccolo e duro come la pietra e in fine affamato. Chiara

Martina, 22/08/'03

E' un libro che non vorresti chiudere fino a quando non lo hai finito di leggere, ti ipnotizza, ti coinvolge, non ha eta' e non ha genere,e' una vera opera dei nostri tempi...

Principessa, 21/08/'03

Non ho parole,è bellissimo.È la prima volta che piango leggendo un libro.

Giuliano Corrado (gcorrado@logicatecno.it), Prato, 13/08/'03

E' un libro coinvolgente, di cui parlare, su cui riflettere. Va a toccare aspetti comuni della vita in modo raffinato ed elegante. E' ricco di frasi spettacolari che con poche parole danno forti emozioni. Anche se lo sforzo della scrittrice, di entrare nella mente di un uomo è notevole, a tratti mi lascia smarrito. Mentre sono raccolti con dovizia di particolari vestiti, colori e oggetti non sono presenti i movimenti, i suoni, gli occhi, il desiderio di conoscere, l'autostima. Non è tipico degli uomini ma sicuramente racconta molto delle donne.

Nik (ingnik@hotmail.com), Arezzo, 11/08/'03

Lo stile è bello, graffiante ed intenso; scorre via tramite questa scrittura agile e nervosa, lasciando però tracce visibili e talvolta profonde. E' talvolta retorico a mio parere, sconfinando in questi casi in descrizioni od immagini stantie e tipiche della psicologia (o psicanalisi?) della vita di oggi. Possibile che nessuno possa accontentarsi delle piccole cose di ogni giorno?!? Timoteo capisce di vivere in un ambiente in crisi, ma si tuffa ancora di crsi in crisi andando a scoprirsi stupratore, amante (fallito), professionista (fallito)e chi + ne ha + ne metta: sembra un sessantottino ai giorni d'oggi. Questo Romanzo scrive proprio quello che la gente (noi)vuole sentirsi dire di come gli va la vita in questa società. E' comunque un bel contributo per crescere.

Rita, 07/08/03

Ancora una volta l'uomo forte, nella sua viscerale fragilità......ancora una volta la donna fragile nella silenziosa forza prorompente......

Raffaele Ludovico Pellicani (ludovicovvaann@yahoo.it), Taranto, 07/08/03

Ci è nota la curiosità delle mani che giocano con lievi pressioni dei pollici attorno al collo della nostra compagna che gode, assente ed indifesa; è la bava che fuoriesce da quel terrificante punto di congiuntura tra viscere e intimità e che sporca i nostri talami. la dichiarazione dí amore definitiva di Timoteo ad Italia è il prologo allo squartamento di lei; il Ti amo introduce l'incisione col bisturi e sa di ode perversa e terrificante ('ti amo, pensai, amo le tue orecchie, la tua gola, il tuo cuore'). intuiamo che la verità cruda di alcune pagine appartiene alla nostra intimità; e che i pensieri di Timoteo rivolti al padre morto hanno la stessa natura di quelli contro cui ci ribelliamo; cercando di scacciarli chiudendo gli occhi e scuotendo forte la testa come se potessimo davvero scrollarceli di dosso. e restiamo imbarazzati e avviliti. apparentemente troppo ricercato, il simbolismo di alcune pagine e il continuo spietato infierire sulla fragile figura di Italia possiedono una efficacia straordinaria; la scrittura è memoria ed oblio e nel ricordo avremo tutti il modo di rendere solenne ciò che ora appare inutile, squallido,imbarazzante ed avvilente; e nel feroce ed inevitabile disincanto è questa la nostra salvezza.

Marina Santarelli (msantarelli@europarl.eu.int), Bruxelles (Belgio), 05/08/03

È stato come leggere un libro e vedere un film allo stesso momento, sensazioni e sentimenti che toccano il punto dell'animo che è sempre scoperto, sempre indifeso, dove la vita si confronta co se stessa, con le sue viltà e soprattutto con le sofferenze. I protagonisti siamo tutti noi, ritratti nelle descrizioni dei protagonisti. E' il dolore e la tristezza di esperienze che abbiamo vissuto o che vivremo, che ci fanno riflettere e commuovere, mmentre leggiamo . E poi per una donna è il riconoscere la forza interiore che ci conduce, che ci spinge sempre ad essere presenti anche nei momenti più difficili...Memorabile l'ultima pagina di questo libro, la descrizione della vicinanza della madre a sua figlia, finalmente fuori pericolo, è tutte la madri e tutte le figlie del mondo...E'davvero un libro bellissimo!

Giovanna, Torino, 03/08/03

no ! non mi riconosco nelle recensioni precedenti e mi stupisce molto che queste siano solo positive, A ma non è piaciuto a pelle ......non ho analizzato ancora a fondo il motivo - l'ho terminato ieri sera - ma mi aspettavo molto molto di più. Un senso di amaro pensando ad Italia , e rabbia per Timoteo che si crede di fatto al centro del mondo per il potere che ha come uomo e come medico ......so aolo che non consiglierò a nessuno la lettura o forse solo per capire cosa ne pensano gli amici ma so di certo che farne un bel film sarà un'impresa improba davvero!!!

Maria Giovanna, Gruaro (Ve), 03/08/03

Il libro si legge tutto d'un fiato mentre l'adrenalina sgorga e ti percorre dentro... Non puoi richiudere il libro se non alla fine... così anche Timo stanco di un'esistenza equilibrata cerca l'adrenalina che scaturisce da una storia impossibile... non è amore il suo ma bisogno di "possedere" una persona ...

Paolo Minotti (pminotti@yahoo.it), Campobasso, 02/08/03

Elegante e mai banale, a tratti poetico, è un libro che ti scava nello stomaco, ti sviscera. La psicologia dei personaggi è rese in modo efficace e pieno, tanto da sconvolgerti. La Mazzantini pare conosca analiticamente i moti dell'animo e della psicologia di ognuno dei suoi personaggi.

ANNALISA (PICCOLINA5@LIBERO.IT), Pomigliano d'arco (Na), 31/07/03

E' UN' OPERA CHE SCONVOLGE I SENSI:RIESCI A TROVARE IN OGNI PAGINA PARTE DI TE, DELLA TUA VITA. RIESCI AD IDENTIFICARTI IN OGNI PERSONAGGIO TROVANDO UN PO' DI TE E DELLE PERSONE CHE TI SONO VICINE. MI HA EMOZIONATA, TORMENTATO, AGITATO, COINVOLTA E SCONVOLTA! E' UN LIBRO FORTE E SPERO CHE IL FILM RIESCA A TRASMETTERE LA STESSA PASSIONE.

GIULIA GIONFRIDDO (giuliagio@katamail.com) , Costabissara (Vi), 30/7/03

Non è emozionante, non è struggente, è felicità, è amore, è vita. Un libro che vibra ancora dentro me.

Mellina Meli (unanuvolina24@hotmail.com), 29/7/03

Semplicemente....bellissimo!


Letizia Venerucci (1specchio@libero.it), Pesaro, 29/7/03

Complimenti! Un bellissimo libro, una storia carica di emotività! Qualche volta ho sorriso ma ho pianto, tante volte ho pianto, ma non solo per la condizione della donna, ma per il tormento interiore che ogni essere umano si trova a vivere, chi più chi meno! Faccio tanti auguri a Castellitto per la realizzazione del film ma deve essere molto attento a non lasciarsi sfuggire nulla perché alcune riflessioni del protagonista sono così profonde che non credo siano facili da trasmettere allo spettatore. Vorrei rispondere alla sig.ra che afferma che 'quello' non era amore ma solo tormento, non è vero l'amore ha diverse sfaccettature e che non si ama solo attraverso i sensi ma con gli occhi del cuore. E se è stata male è perché si è riconosciuta nel protagonista che indossa le maschere che portiamo tutti. Letizia

Nadia, (BTTNNN@VIRGILIO.IT), Milano, 29/07/03

Leggendo mi sentivo in quella casa accanto ad Italia sola, brutta, sfortunata ma cosi' forte ed orgogliosa Un personaggio drammatico con una dolcezza cosi' profonda che non si può non amarla.il dramma nel dramma, due vite che soffrono in tempi diversi, ma forse con la stessa intensità. Non c'è ceto o cultura o sesso nel dolore. Esiste solo il dolore. Questo dolore che senti leggendo, che ti fa guardare con benevolenza anche l'atto della violenza su un essere indifeso, che ti fa capire che simo tutti manichini nelle mani di noi stessi. Bello!!!

Cristina, Ferrara, 27/07/03

È un libro che mentre lo leggi provoca in te una serie di emozioni diverse, ti fa pensare a tante cose, ti fa riflettere, e poi all'interno del libro trovi delle frasi che sono di una rara bellezza e poesia. E' un libro commuovente, forte che ti lascia una scia e ci ripensi a quello che hai letto e ti chiedi se in fondo anche tu non sbagli e forse ti aiuta a cambiare e a cercare di capire le persone che ami.

Sissy, 26/07/03

Incredibile, totale, penetrante, ti lascia un senso agrodolce in bocca che non va più via, neanche dopo litri di vino.Semplice e geniale, perché la vita è così...non ti muovere per non perdere ciò che di meglio può offrirti

Nadia Krassi (nadiakrassi@libero.it), Torino, 22/07/03

Sono stata troppo male.La condizione della donna è ancora cosi difficile. La donna è sempre pronta a subire. La realta è cosi cruda. Tanti si riconoscono in questo libro ma era necessario? Non andrò mai a vedere questo "futuro" film. Non era amore, era il bisogno del pesce grande a mangiare quello piccolo e quanti pesci piccoli ci sono. Il cuore non potrebbe mai amare cio che occhi la disprezzono! E solo un tormento.

Simona Dei (s.dei@usl11.toscana.it), S.Gimignano (Si), 15/07/03

Forte, pieno di odori, caldo, opprimente, intenso, vero, appiccicoso, soffocante, penetrante, squarciante, invadente, folgorante, bello.




http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Gio, 2 ago 2007

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