GLI OCCHIALI D'ORO, DI GIORGIO BASSANI, DESCRIVE L'INIZIO DELLA FOLLIA CHE CONDURRA' IL MONDO ALL'ORRORE DELL'OLOCAUSTO

ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE


Gli occhiali d'oro (1958)


AUTORI A-Z
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z

OPERE A-Z
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z



Giorgio Bassani, Gli occhiali d'oro (1958)
Mondadori, 2001
Oscar classici moderni
Euro 7,40

errara e Athos Fadigati: l’inizio della follia che condurrà il mondo all’orrore dell’olocausto. Gli occhiali d’oro apparve nel 1958 come romanzo breve appartenente al nucleo Il romanzo di Ferrara.

Sul palcoscenico di questa piccola città di provincia, i protagonisti si muovono come sospesi, come figure e figurine di un’età che sta per smarrirsi. Non ci sarà più l’ambulatorio di via Gorgadello, le pigre domeniche in bicicletta, gli occhiali d’oro del professionista stimato dall’alta borghesia del luogo, che brillano nell’oscurità della platea di uno dei quattro cinema cittadini; quegli stessi occhiali d’oro che «incorniciano il vago sorriso che gli spianava il volto».

Gli occhiali d’oro rappresentano una diversità dapprima tollerata e poi sempre più invisa, fatta precipitare dalla scandalosa relazione fra Fadigati e il giovane, molle e spregiudicato, Deliliers. Sarà sempre meno tollerata anche l’appartenenza alla comunità ebraica dell’io narrante. L’introduzione dell’io narrante è un'innovazione stilistica dirompente, vivacizza il romanzo di Bassani, rendendo scorrevole e fluente la lettura, arricchita da dialoghi diretti che misurano la caducità, l’instabilità del momento storico.

L’introduzione dell’io narrante, dunque, la narrazione asciutta e oggettiva, la coralità lasciano luogo a una lettura coinvolgente e, a tratti, tragica. I dialoghi serrati scoprono il volto borghese e conformista della piccola città di provincia, evidenziano il motivo dell’esclusione, dell’emarginazione, si avvolgono sui temi decadenti dell’omosessualità e dell’ebraismo affrontati da Bassani senza alcuna partecipazione ideologico-politica, ma con l'unica intenzione di definire una realtà storicamente ben precisa.

Il tentativo di raggiungere l’eguaglianza per e di tutti, unitamente a un’affannosa normalità struggentemente ricercata — nonostante gli echi della tragedia siano oramai prossimi — sembrano mestamente viaggiare sulle note del Tristano wagneriano, «mentre la campagna scorre fresca e luminosa nel riquadro del finestrino», come se le vite dei protagonisti fossero tutte lì in quel riquadro, senza alcuna soluzione di continuità, come fissate in uno spazio inamovibile, così come fissi e immobili sono i loro destini.

L’appartenenza a mondi diversi emargina e ghettizza Fadigati e il narratore ai confini della società borghese, proscenio dell’imminente tragedia ove si incontreranno non solo i deuteragonisti, ma anche compassione e comprensione, sino al gesto di estremo dolore quale il suicidio del medico veneziano, un suicidio che la virile società del tempo non gli riconoscerà neppure:

«Noto Professionista Ferrarese Annegato nelle acque del Po presso Pontelagoscuro»

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 16 settembre 2004
© Copyright 2004 italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net





Novità in libreria...




Per consultare i più recenti commenti inviati dai lettori
o inviarne di nuovi sulla figura e sull'opera di
Giorgio Bassani

|
|
|
|
|
|
|
I quesiti
dei lettori




I commenti dei lettori


I nuovi commenti dei lettori vengono ora visualizzati in una nuova pagina!!



http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 6 set 2006

Autori | Opere | Narrativa | Poesia | Saggi | Arte | Interviste | Rivista | Dossier | Contributi | Pubblicità | Legale-©-Privacy