ORIANA FALLACI INTERVISTA ORIANA FALLACI, UN ALTRO LIBRO CONTROVERSO, CHE TRASMETTE IL TESTAMENTO POLITICO DELL'AUTRICE

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Oriana Fallaci Intervista Oriana Fallaci (2004)



Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci
Corriere della Sera, supplemento del 6 agosto 2004
pp. 126, Euro 4,00

«Faremo un'intervista politica, amica mia. Lo sa?»

orse Oriana Fallaci è ormai la sola persona al mondo in grado di raccogliere un'intervista da Oriana Fallaci. La sola persona che la scrittrice ritenga sufficientemente preparata e seria per trasmettere il suo pensiero correttamente, senza travisamenti, senza successivi imbarazzi e querele. Nasce così questa intervista, del genere delle "interviste impossibili", ma con un distinguo fondamentale: è l'intervistato che sceglie l'intervistatore. Nell'ambito del «tutto è possibile», non solo sceglie se stessa, ma si sceglie "delle annate migliori".

«Lei — dice Oriana Fallaci alla sua intervistatrice — appartiene al mio passato. Io appartengo al mio presente. Mischiandosi ad esso subirebbe traumi per cui non è preparata». Affida insomma un'intervista, forse l'ultima, alla Oriana Fallaci di Interviste con la Storia, con il doppio obiettivo di chiudere il ciclo e di entrare in extremis nella Storia scritta dalle persone più significative del Secondo Novecento che hanno condiviso, oltre all'epoca, il fatto di essersi lasciate intervistare da Oriana Fallaci. Anche se, dice l'intervistatrice, «questa intervista non avrà nulla in comune con quelle che facevamo ai potenti della terra».

Partendo dalla propria malattia, il tumore che l'ha colpita alle vie respiratorie e che estende ad attanagliare «l'Italia, l'Occidente, l'Europa», la scrittrice ripercorre i temi sviluppati nel suo passato più recente, che la data dell'Undici Settembre separa dai fatti che appartengono al passato più remoto.

Delle torture del carcere di Abu Graib, che evidentemente le creano qualche imbarazzo, afferma: «Volevo lasciare la mia casa di New York e restituire a Rumsfeld la mia Permanent Resident Card». La distinzione tra Destra e Sinistra non esiste più: «Un'unica squadra che combatte se stessa. La Destra laida, la Destra reazionaria ed ottusa, feudale, in Occidente non esiste più: graziadio. O esiste soltanto in Islam. È l'Islam». Rispetto ai messaggi di stima e di riconoscenza che le pervengono si stupisce: «Perbacco, io credevo che in gran maggioranza gli italiani fossero degli Alberto Sordi, e invece...».

Alla domanda «Per chi vota?» risponde: «Non mi riconosco in nessuno e non delego a nessuno l'arduo compito di rappresentarmi» «E se le offrissero un seggio [...] di senatore a vita?» «Impensabile. Inconcepibile. [...] [il Presidente della Repubblica] Ciampi mi preferisce Mike Bongiorno o Stefania Sandrelli».

«A Lei piaceva Berlinguer [Enrico, segretario del PCI dal 1972 al 1984], si sa» «Mi piaceva, sì» «Conosce Fassino [attuale segretario dei Democratici di Sinistra]?» «... un giovanotto lungo lungo e secco secco [...] che una sua antenata sia stata a letto con Carlo Alberto?» «Ma non c'è proprio nessuno a sinistra che oggi susciti in Lei un po' di fiducia?» «Temo di no. [...] e questo senza contare gli errori e le mancanze che dall'altra parte mi scorano o addirittura m'indignano» «Ad esempio?» «... il fatto che non abbiano avuto i coglioni per imporre i funerali di Stato a Quattrocchi [ostaggio italiano trucidato apparentemente da una banda della resistenza iraqena]».

Segue una carrellata di caratterizzazioni di personaggi scelti nello schieramento di Destra. «Il che porta diritto a Berlusconi [presidente del Milan Calcio e controverso Primo Ministro]» «Io non sono mai stata una sostenitrice di Berlusconi [...] ma non sarò neppure il suo Maramaldo» «Quale sarebbe secondo Lei [il suo] sbaglio principale?» «Il fatto che ritenendosi un genio [...] si circondi quasi sempre di persone che non valgono un fico [...] Un consigliere in gamba ce l'aveva [...] era Giuliano Ferrara [direttore de «Il Foglio» e, per propria affermazione, "collaboratore della CIA"]»

«Ho conosciuto più uomini al potere di quanti ne abbia conosciuti [Berlusconi] e posso garantire e cinque casi su dieci si trattava di poveri stronzi». Oriana Fallaci salva soltanto Khomeini, Deng Xiao Ping, Golda Meir e («forse») Indira Gandhi. Mentre i veri leader della nostra epoca sono soltanto Karol Wojtyla e Bin Laden. George W. Bush «non è un'aquila», John F. Kerry [candidato alla Casa Bianca] è (anche lui) «un piccolo Carlo Alberto del Colorado».

Quanto alle organizzazioni internazionali, per l'Unione Europea si tratta di «un club voluto dagli eterni padroni di questo continente cioè dalla Francia e dalla Germania [dimentica la signora Fallaci le radici italiane dell'Europa che nascono dal Manifesto di Ventotene] ... di una super nazione, di un super stato nel quale si parlano una quarantina di lingue ma conta solo il Francese, il Tedesco e l'Arabo». Quanto alle Nazioni Unite, «Che cosa ha mai fatto l'ONU, fuorché sprecare migliaia di miliardi e vivere di rendita sulle parole Pace e Umanitarismo? [...] Del resto l'ONU non ha mai condannato l'antisemitismo che appesta l'Europa».

«Le capita mai di cambiare idea?» «... sul tema della giustizia sociale non la cambiai [...] io non potrei mai schierarmi con la squadra di calcio che ha nome Destra»

C'è chi vede nei libri più recenti di Oriana Fallaci — che hanno ottenuto un seguito pazzesco e gloriosi risultati di vendita — un attacco all'Europa, orchestrato da una regia occulta.

Può essere.

Noi, in questa intervista, vediamo il tentativo estremo di un'artista di non morire del tutto. Come Luca Signorelli nel Duomo di Orvieto, autoritrattosi insieme all'Angelico in un angolo dell'affresco Storie e predicazione dell’Anticristo, o come Mozart, malato e solo, che dettò il proprio Requiem a quello che passa per essere stato il suo peggior nemico, il musicista e compositore Antonio Salieri. Ma con maggior leggerezza. La morte, dopo tutto, fa paura, ma è come il leone di Hailé Selassié, imperatore d'Etiopia: si nutriva di bistecche, ruggiva, ma la gente non la mangiava.

L'ultimo personaggio intervistato nel ciclo della Storia vissuta e testimoniata dalla giornalista Oriana Fallaci è così un simbolo dell'epoca che stiamo vivendo. L'ombra di se stesso, colpito da un male terminale, abbarbicato a ricordi eroici, ad idee contraddittorie e a giudizi che col tempo si sono trasformati in pregiudizi, è ammalato di un rancore astioso che si indovina provenire da un passato promettente, costellato di delusioni e, a lungo andare, trasformato in una vecchiaia senza speranza. Ma con la dignità e la fierezza che provengono da un'origine libertaria, colta, sprezzante, in fondo in fondo, anarchica e, nel caso personale della scrittrice, anche così tipicamente... fiorentina.

Perché andare a prendere un poveraccio che siede sul trono dell'autorità politica perché «ha vinto la lotteria», un «povero stronzo», una «nullità» come Chirac o Schröder, quando si può scendere al bar sotto casa e ottenere lo stesso, se non miglior risultato? Anzi, perché non fare tutto da soli e raccogliere le dichiarazioni spontanee di se stessa, dalla viva voce della protagonista della propria vita?

Tanto, parola di Orana Fallaci, è lo stesso.

Milano, 07 agosto 2004
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Marcella Chiara, Palermo, 8/10/'04

La presunzione della Fallaci è pari solo al suo egocentrismo e alla sua megalomania. Però non è l'unica scrittrice o scrittore a non rendersi conto che delle sue sentenze i lettori non sanno che farsene. L'editoria italiana non sa proprio cosa pubblicare, tutto fa "audience", tutto vorrebbe (e sottolineo vorrebbe) provocare e invece... che NOIA!!!


Eliana Marconi, Brescia, 1/10/'04

Carissima Oriana, solo da qualche anno mi sono avvicinata e tanto appassionata ai tuoi libri. Dopo l'11 Settembre con la Rabbia e l'orgoglio,mi hai insegnato come davvero bisogna guardare ma soprattutto vivere quetsto mondo.Da allora ogni tuo libro è stato da me attentamente letto e considerato.... Ho tante cose da dirti...da chiederti... Ma soprattutto voglio farti sapere che... SEI GRANDE ORIANA Con stima ELIANA MARCONI


Brigitte Gmahle, Roma, 29/09/'04

Ho letto la Sua autointervista circa una settimana fa e per non risponderle con lo stesso tono con il quale lei offende ed accusa mezzo mondo, ho preferito di far trascorrere qualche giorno. Voglio essere il più il breve possibile.

In difesa del muro israeliano lei dice tra altro, che se qualcuno cercasse di violare il territorio di casa sua, lei metterebbe allarmi, recinti, muri e non esiterebbe a sparare, perché questo è il sacrosanto diritto di chi è attaccato e si vede invasa casa sua. Lei mi saprebbe spiegare per quale motivo i Palestinesi da sessanta anni cercano di difendersi, incominciando a lanciare sassi ed ora, loro malgrado, non avendo altro (non hanno mica ricevuto i dollari USA per armarsi fin sotto i denti, compresa la bomba atomica, come Israele), buttandosi come bombe umane contro l'invasore? Lei crede che sia uno sport? Un passatempo? No, è un grido disperato il qual è stato elegantemente ignorato dal mondo occidentale fin dai tempi della fondazione dello stato d'Israele. Allora ciò che vale per lei e casa sua e secondo lei, per gli israeliani, non vale per i Palestinesi? Ricordiamoci chi ha e chi NON ha firmato l'accordo per la fondazione dello stato d'Israele.

La parte che 'mi brucia' di più nella sua intervista, si trova a pagina 101. Cito:

"Ovunque vi sia antiamericanismo, v'e' antioccidentalismo, v'e' filoislamismo, v'e' antisemitismo. Perbacco! In modo chiaro ed inequivocabile"

A parte che andrebbe rivisto l'espressione 'antisemitismo' perché TUTTI i mediorientali sono SEMITI… ma tralasciamo questo… Non ho mai visto fare di tutta l'erba, un fascio con tale superficialità!

Cara Signora, io sono europea, vissuta in America, non sono antiamericana e non ho 'voglia di burka', ammetto che la cosiddetta 'altra America' quella della quale fa parte un Michael Moore, la preferisco a quella del filo sionistico, perché di questo si tratta. Lei impari a distinguere tra antisemitismo e antisionismo! Posso essere credente e non essere d'accordo con la politica dell'istituzione chiesa cosi come posso non avere assolutamente niente contro una persona d'etnia e fede ebraica, ma posso essere assolutamente contro la politica di filo sionistico, si ricordi, non tutti gli ebrei sono sionisti e non tutti i sionisti sono ebrei! Volesse ulteriormente chiarirsi le idee, dia uno sguardo in questo sito degli ebrei ultra ortodossi: www.nkusa.org Ha ragione quando dice, "la gente non si alza e si lamenta", proprio perché la gente un po' ha paura ed un po' è vigliacca, non si alza e non grida ai quattro venti, ma la gente è stanca dei ricatti morali e di portare la museruola sionista (e la maggioranza americana è anche stanca di pagare), quindi, nel non saper fare meglio incominciano ad 'inclinarsi' verso il polo opposto, è per pura voglia di un'equilibrata opposizione, pur 'tappandosi il naso' come avrebbe detto Montanelli.

Potrei continuare all'infinito, ma il succo di ciò che volevo dirle sta in queste righe, non che io voglia convincerla di nulla, ognuno è libero di vederlo come li pare, ma abbia la decenza di non chiamarsi liberale,obiettiva e non di parte. Visto che distribuisce sopranomi a destra e manca, suppongo che le piacciono, ne ho uno per lei: MEGAFONO ITALIANO DEL SIONISMO

Le auguro che la sua salute le permetta ancora per lungo tempo di irritarmi. Saluti da Roma Brigitte Gmahle


Caro A.DG., a differenza di Lei ho letto diversi libri di Oriana Fallaci. Apprezzo di più le raccolte giornalistiche: le Interviste con la Storia e Niente e così sia. Negli ultimi libri non ho trovato giornalismo, ma solo le opinioni di una persona scivolata a poco a poco nell'ordinarietà.

Riconosco tuttavia alla Fallaci alcuni meriti: l'aver concentrato l'attenzione sui problemi più spinosi della nostra epoca e l'aver fatto emergere una massa di persone che coltivano opinioni che, personalmente, trovo preoccupanti; un fenomeno su cui vale la pena di riflettere. Oriana Fallaci fa delle affermazioni che sono ovvie, condivisibili da tutti, anche dalle persone a cui si contrappone nei suoi libri, anche da quelli che non l'approvano, e dice delle enormità, che vengono prese per oro colato da alcune persone che ne rimangono abbagliate, e questo è un danno.

Dato il seguito che ha ottenuto, se pensassi che è il frutto di un progetto ragionato, direi che la giornalista è un genio. Sono però propenso a credere che si tratti di un caso, di cui professionisti capaci hanno fatto un'occasione per guadagnare un sacco di quattrini.

Ieri a Milano, durante un incontro con il pubblico, José Saramago ha affermato: «Chi uccide in nome di Dio fa di Dio un assassino». Ritengo che ci sia più significato e più etica in queste dieci parole che negli ultimi tre libri di Oriana Fallaci. Non sto paragonando lo scrittore premio Nobel alla giornalista, ma... appunto.

«Per onestà intellettuale è necessario che i recensori siano onesti intellettualmente». Accetto il monito e ringrazio. Quanto ho scritto riflette il mio pessimismo ed è effettivamente una completa metaforica identificazione con il personaggio e con... l'epoca. Un autentico riconoscimento alla scrittrice. Questo è quanto spero si capisca. R.C., 21/09/2004


A. DG., 20/09/'04

Chi ha scritto la recensione di O. Fallaci ha dimenticato un dato significativo: intellettuale è cavaliere dello e con lo scrittoio. Questo archetipo-simbolo è frutto del periodo più bellicoso della storia umana: quello fra XV e XVIIII secolo. Detto questo O. Fallaci non è una storica, è una giornalista: ciò è lapalissiano. In questo scritto il recensore non ha colto lo spirito polemico che è la linfa del cavaliere dello scrittoio. Questo è un demerito per il recensore non per la Fallaci. Ecco perché la Fallaci traduce nelle lingue che conosce i propri scritti. Non penso che vi sia una regia occulta dietro di lei. Personalmente l'ho considerata un prodotto commerciale per anni, non ho voluto seguirla né lo farò. Per onestà intellettuale è necessario che i recensori siano onesti intellettualmente. O. Fallaci senatore a vita? Meglio lei di altri che in senato seggono con ombre pesantissime. Ma è vero il mio concittadino gli preferirebbe certamente qualcun altra con meno carattere e meno cervello. Questo il cancro dell'Italia, contemporanea cancro di Petrarchesca memoria: Italia senza carattere e cervello. Grazie per questo spazio.


Marta Cassibba, Vittoria (Ragusa), 14/09/'04

Sono una ragazza di appena 16 anni, una ragazza a cui non piace molto leggere e per cui vale solo il binomio lettura=noia; ma da quando mia mamma ha iniziato a leggere gli scritti della Fallaci io , cosi come ogni figlio si lascia un pò influenzare da certi modi di fare materni e paterni ,mi sono buttata in questa lettura e mi sono talmente appassionata che ogni giorno non posso fare a meno di aprire uno dei suoi libri. E cosi dopo aver letto l'ultimo suo libro "Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci", che mi ha veramente aperto la mente su ciò che stiamo vivendo e su ciò a cui stiamo andando incontro ,mi sono data subito alla lettura di "La rabbia e l'orgoglio". Se La Fallaci è razzista? Assolutamente no. Bisogna reagire,combattere non contro un popolo ma contro una religione che proclama la guerra santa: la JIHAD. La religione. Ahimè. La religione è la più grave pecca di ogni popolo. E mentre loro musulmani con quella società maschilista di merda si preparano a combattere con fucili,bombe,coltelli ecc., noi che facciamo? sventoliamo la bandiera della pace? ma dai...che ipocriti che siamo. La verità è che capiremo sul serio ciò che sta accadendo solo quando ci verranno toccati non i nostri connazionali, visto che molti sono stati uccisi ma nulla è cambiato in noi , ma quando verranno a mancare persone a noi care: figli,mariti,mogli,fratelli,sorelle ecc. Per concludere riporto volentieri una frase delLA Fallaci detta in occasione di un'intervista del 1979, di Luciano Simonelli : "Ho sempre amato la vita. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. Chi ama la vita è sempre col fucile alla finestra per difendere la vita... Un essere umano che si adegua, che subisce , che si fa comandare , non è un essere umano"


Ivan Radeljkovic, Sarajevo (Bosnia), 10/09/'04

Come si fa ad accettare un aspro odio razzista, colto come sia? Odio esala da ogni sua parola sugli argomenti di "Arabi" e "Islam", e anche se un po meno, di "Francia" e "Germania". Razzismo e nazionalismo sono sentimenti molto distruttivi, e se uno non si vergogna nemmeno di essere razzista o nazionalista, che cosa significa allora la sua cultura?


Anonimo, Roma, 6/09/'04

Ho sognato per anni una terra aperta a tutti, e non solo mia per diritto di nascita ( e fortuna), ma su cui si potessero salvare piccoli profughi, donne in fuga da leggi maschiliste, uomini dignitosi..l'ho sognato cosciente che a questi onesti se ne unissero altri spregievoli, credevo che la nostra giustizia, la nostra civiltà avrebbe potuto qualcosa per gli onesti alla ricerca di pane e di un sorriso,e per quelli disonesti..credevo che una civiltà avanzata, moderna, liberale e democratica sappesse essere giusta e fare fronte alle difficoltà...invece no...non si può più lasciare la porta aperta perché c'è chi devasta i nostri sorrisi, i nostri sogni, le nostre labili certezze, perché c'è chi viene nella nostra terra e vuole conquistarla come fosse un gioco a premi..allora dico no, perché se questa terra non è mia perché ci sono nata, non è neanche tua...e non si può saccheggiare un popolo, e neanche un solo individuo della sua cultura, della storia, dell'arte in cui si riconosce naturalmente, quasi come fosse un istinto...e allora tieni il tuo kebab, io preferisco la mia pizza!


Riccardo Barin, 5/09/'04

Cara Oriana, da alcuni anni le sue parole scuotono la coscienza di milioni di persone e i suoi libri si diffondono tra la gente con un ritmo prodigioso. Forse le sue idee sono contagiose, o forse lo è lo spirito con cui le espone. Io apprezzo le prime e ammiro il secondo, tuttavia non mi è possibile stabilire se lei abbia ragione o torto. Sostiene che un certo tipo di Islam è un pericolo per la civiltà occidentale e che molti governanti non adottano le politiche giuste per contrastare questa minaccia. Guardando i fatti di sangue che si sono verificati dell' 11/9 ad oggi le do ragione. Però mi chiedo: come siamo giunti a questo punto? Noi popoli occidentali abbiamo qualche responsabilità in tutto questo? Siamo forse troppo impegnati a difendere la nostra ricchezza e il nostro benessere per fare una lucida autocritica? Ci sono persone disposte a sacrificare la vita per una causa. Come si spiega? L'Iraq è stato liberato da un oppressore: perché il suo popolo resiste contro la coalizione che ha sacrificato vite e mezzi per liberarlo? Il mio messaggio vuol esser che non si può solamente lottare contro il terrorismo e in questo le recenti parole del nostro Presidente della Repubblica Ciampi mi sono di conforto. Si può e si deve agire per evitare che nuove guerre accadano andando a incidere sulle radici dell'odio. La quasi totalità delle persone lo vuole, bisogna trasformare la volontà individuale in volontà collettiva. Le sue parole, Oriana, hanno un grosso effetto: scuotere le coscienze, farci riflettere, magari chissà, farci agire. E per questo le sono grato.


Daniele Finessi, Desenzano (Brescia), 27/08/'04

Volevo ringraziare oriana fallaci perche' ha compiuto un miracolo . e' riuscita a distanza di 14 anni(da quando mi sono diplomato) a farmi leggere un libro intero, il tutto nell'arco di 24 ore. inutile dire che condivido in pieno tutto quello che ha scritto nel testo in cui intervista se stessa. una persona che scrive la verita' puo' suscitare due reazioni uguali e contrarie..una di amore, l'altra di odio. inutile dire che propendo per la prima . peccato averla scoperta solo ora..ma per me il solo fatto di essere riuscito a leggere un libro a distanza di anni dopo essermi diplomato ,ripeto, e' gia' un miracolo grazie oriana e forza padania libera


Lou Boscaino, Piacenza, 24/08/'04

Oriana - Don't let the Alien get you! We need people like yourself to tell it how it is and only those of us (unfortunately) who have spent many years in arabic and north african countries know just EXACTLY what the real situation is but no one wants to listen to mere mortals and your voice is the only one that people take notice of. Please keep up all your battles and good luck! We are all rooting for you. Lou


Davide Preti, Varedo (Mi), 24/08/'04

Commovente. Ineccepibile. Politically incorrect.




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