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PIED À TERRE, DI FAUSTA MARIA RIGO, LA STORIA DI UNA GIOVANE DONNA IN UN TEMPO DIFFICILE E CONTRADDITTORIO

Pied à terre (2004)



Fausta Maria Rigo, Pied à terre
Salani, 2004
Pp. 181 - Euro 11,00

Un romanzo particolare; una storia che si snoda tra lievi paradossi e linee curve e spezzettate allo stesso tempo, che tiene il lettore incollato dalla prima all’ultima riga, all’inseguimento dei pensieri stravaganti e tenerissimi di una giovane regista che si spinge a sopravvivere per vivere.

«Penso che questa storia avrà fortuna» scrive Erri De Luca «Ha un intrico moderno di situazioni e quella decima di deragliamento dalla ferrovia che permette un finale impennato».

Manù è una giovane donna alle prese con amori e relazioni, con il sogno di fare carriera nel mondo del teatro, con la voglia di trovare un senso e di vincere le mille paure che l’assalgono e che combattere con gocce “calmanti” e piroette del pensiero sembra diventare sempre più difficile, man mano che il tempo, il suo e quello della storia, che vanno a braccetto, trascorre senza portare venti nuovi, se non apparenti.

Il titolo, che ha, a mio avviso, una doppia chiave di lettura, è porta aperta al senso e alla mescolanza di due ingredienti sapientemente combinati: umorismo, inteso in senso lato, e malinconia, due dimensioni che non si scontrano mai, creando tensione, ma che si fondono mirabilmente in un insieme inseparabile.

Si diceva della doppia chiave di lettura: al vivere in aria, come astrazione dalla realtà, a volte inaccettabile, in castelli che crollano lentamente, senza baratri pronti a raccogliere e senza delusioni troppo chiare ed esplicite, si accompagna la bizzarra situazione di un cammino su strani pattini risolutivi di un accidente quanto meno fuori dal comune, come può essere quello di svegliarsi una mattina e di accorgersi che i piedi non toccano il pavimento e si può solo camminare gattonando.

Non manca la presenza dell’amico a quattro zampe, rigorosamente cane, che diventa quasi collante di rapporti fatiscenti, di amori senza logica; né il rapporto irto, e rivissuto in modo sempre più consapevole, della protagonista con il padre; e non manca il sorriso tenero che la protagonista genera nel lettore, il quale si rende conto di provare un affetto morbido e quasi irrazionale verso questa creatura dell’oggi, che si dibatte tra i lacci di una instabilità psicologica sempre più evidente e sempre più legata alla precarietà di un tempo difficile e contraddittorio, dove la donna non ha ancora trovato la sua giusta collocazione.

Molti dialoghi: a riprova della dimestichezza che l’autrice ha con il teatro e con le scene.

E un finale nel quale, anche se un po’ scontato e prevedibile, si fondono due vite, quella della donna e quella di una bambina, in un simposio mentale e psicologico dove alla fine i ruoli solo stranamente intercambiabili e l’adulta che deve dare appoggio finisce con l’imparare dall’allieva che ha vissuto intensamente il rapporto con la se stessa avulsa dalla realtà.

Fausta Maria Rigo è presente nel sito di scrittura www.liberodiscrivere.it ed è anche presente nelle raccolte narrative che da questo progetto, virtuale e cartaceo allo stesso tempo, sono scaturite.

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 25 settembre 2004
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I commenti dei lettori


Chiara Mercuri, Roma, 5/10/'04

Pied à terre e un romanzo molto piacevole, fluido e scorrevole che ho letto con gusto. Tale genere di romanzo ben si inserisce in un genere di letteratura contemporanea che soprattutto in Inghilterra sta prendendo piede. Basti pensare ai romanzi di Jennifer Weiner, Jane Green, Maria Keys, un tipo di romanzi fruibili a molti e che spesso disegnano un sorriso sulle labbra del lettore. Pied à terre come opera prima di Fausta Maria Rigo ben si impone nel panorama attuale di narratrici al femminile, distinguendosi sia per l'originalità degli eventi sia per la tenerezza che si snocciola nel rapporto/confronto fra la protagonista e la bambina. Un modo personale quanto interessante di guardare la vita, capovolgendo la canonica prospettiva d'osservazione. Una scrittrice da seguire, secondo il mo parere. Chiara Mercuri


Iole Maletta, Rende (Cosenza), 5/10/'04

Un romanzo scorrevole, che si legge volentieri; a tratti un po' semplicistico, forse, con un impianto narrativo non sempre robusto. Positivo è il ruolo di una donna "comune", d'oggi, che si dibatte tra problemi appunto "comuni" e che finisce con il destare tenerezza.




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