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SILVANA QUADRINO, IN PIÙ CHE UNA FIGLIA, RACCONTA LA DIFFICOLTA' DI COMUNICARE CON LE PERSONE

Più che una figlia (1997)



Silvana Quadrino , Più che una figlia
Edizioni e/o, (Dal mondo)
231 pag., Euro 12,50

Mara. Occhi sfuggenti, spaventati ma anche duri, capaci di respingere chiunque tenti di avvicinarsi. Un piede nell’infanzia, l’altro nel mondo degli adulti, sempre in bilico, incapace di decidere da che parte stare.

E’ stata adottata, Mara, la protagonista di Più che una figlia, romanzo di Silvana Quadrino, consulente di psicoterapia familiare, neuropsichiatra infantile e scrittrice. I figli tanto desiderati proprio non ne volevano sapere di arrivare, così Mario aveva ceduto alle insistenze di Carlina, pur di vederla finalmente felice. E invece era stato lui a legarsi di più a quella bambina spaventata, a volte ribelle: la mamma, disorientata, finiva per scontrarsi con lei, mentre il papà aveva subito trovato una complicità speciale, fatta di sguardi, di abbracci, di una lingua tutta loro. Tanto che lei, Carlina, aveva finito per farsi quasi da parte, per non interferire con quel rapporto così intenso, per non essere di troppo. Era il papà a prenderla per mano, a portarsela dietro quando lavorava nella vigna, a farle il solletico, ad inventare per lei filastrocche e canzoncine. Carlina li osservava con un filo di gelosia, ma in fondo felice di vedere la bambina abbandonare la tensione e lasciarsi andare a risate argentine in compagnia del suo papà. Anzi, era sollevata nello scoprire che Mario, così diffidente nei confronti dell’adozione, era invece riuscito a trovare il modo di conquistare la fiducia di quella bambina a volte così selvatica.

Ora però Mara ha sedici anni e non sa, non sa più cosa fare. Il suo corpo non è più quello di una bambina, non può più accettare le carezze e le coccole del padre. Eppure si ritrova lacerata tra il desiderio di averlo ancora vicino, di sciogliersi nel suo abbraccio come quando era piccola e la repulsione per qualcosa di innominabile, qualcosa che non deve, non può accadere tra loro. E sua madre, perché non capisce quel che sta succedendo? Non deve importarle niente di me, pensa Mara, altrimenti non mi avrebbe lasciata sempre con papà, non si sarebbe tenuta ai margini, mi avrebbe cercata e abbracciata anche lei. Confusa, arrabbiata, sofferente, Mara inizia a cercare fuori dalle mura di casa una soluzione. All’inizio è solo il gusto di stare fuori quando dovrebbe essere in camera sua, nel suo letto: il sottile piacere di sapere che i suoi si preoccupano per causa sua, che discutono di lei. Poi è la paura di tornare a casa, di trovarsi ancora a contatto con suo padre, divisa tra desiderio e avversione, e allora Mara cerca aiuto nella supplente di lettere, che è giovane e sembra guardarla con simpatia. Ma anche Silvia è confusa, ha respinto tutti, suo padre, il suo fidanzato, perché non voleva l’oppressione di un legame, ma ora che si ritrova sola avverte il bisogno di una presenza amica al suo fianco. E quando Mara, pur sfuggente come sempre, accenna ad aggrapparsi a lei, si sente coinvolta più di quanto avrebbe pensato e finisce inconsciamente per legarsi a quella ragazza guardinga e misteriosa, come se l’idea di esserle di aiuto bastasse a riempire di senso le sue giornate sempre uguali.

Finché Mara, senza averlo deciso prima, una sera non rientra. Né a casa dei suoi, né a casa di Silvia. La sua fuga costringe la madre ad interrogarsi fino in fondo sul suo rapporto con la figlia, fino a comprendere che forse è stato un errore lasciare che fosse solo suo padre a toccarla, a coccolarla, ad essere suo complice. Forse Mara, abbandonata dalla sua vera madre, sperava che Carlina trovasse il modo di avvicinarsi, di prendersi cura di lei. Ma la fuga della ragazza ha turbato anche Silvia, che leggendo il diario dimenticato a casa sua crede di capire il doloroso segreto di Mara e sente di dover intervenire in suo aiuto, con un gesto del quale si pentirà presto, ma senza poter tornare indietro.

Un romanzo per chi ama scavare nell’animo umano, sondarne le profondità, gettare luce sulle più profonde e dolorose contraddizioni che in esso convivono. Si può far male a qualcuno per troppo amore? Dove finisce l’abbraccio innocente di un padre alla sua bambina e dove comincia la malizia di un uomo che accarezza la sua donna? Come arrivare al cuore di una ragazza che improvvisamente non si conosce più, che si rifiuta di parlare, che sembra implorare affetto ma respinge con durezza ogni tentativo di avvicinamento? Silvana Quadrino, psicologa e terapeuta familiare, ci conduce per mano ad esplorare pensieri e sentimenti di quattro personaggi alle prese con le proprie contraddizioni, con i ricordi, con il cambiamento, con la difficoltà di comunicare con le persone che più si amano.

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 05 febbraio 2003
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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Gio, 19 mag 2005

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