LE POESIE DI GUERRA ESPRIMONO DOLORE PER LA VIOLENZA, LA DISTRUZIONE E LA MORTE, CHE PROCURANO CICCATRICI INDELEBILI

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Poesie di guerra (1915-1918)



Giuseppe Ungaretti, Poesie di guerra
in L'Allegria
Vita d'un uomo. Tutte le poesie

Mondadori, 2005
I Meridiani Collezione,
LXIII-906 p; Euro 12,90

uindici componimenti costituiscono il piccolo patrimonio che Giuseppe Ungaretti dedica, nella raccolta L'Allegria, ai temi della guerra Si tratta di poesie che sviluppano sensazioni inerenti al conflitto, alla quotidiana convivenza con i morti e con i feriti, giorno e notte a contatto con la violenza e con l’odio che si contrappongono sui due fronti.

Il poeta ha fornito un chiarimento sull'aspetto che riguarda la sua esperienza della prima linea:

«Ero in presenza della morte, in presenza della natura, di una natura che imparavo a conoscere in modo terribile. Dal momento che arrivo ad essere un uomo che fa la guerra, non è l’idea di uccidere o di essere ucciso che mi tormenta: ero un uomo che non voleva altro per sé se non i rapporti con l’assoluto, l’assoluto che era rappresentato dalla morte. Nella mia poesia non c’è traccia d’odio per il nemico, né per nessuno; c’è la presa di coscienza della condizione umana, della fraternità degli uomini nella sofferenza, dell’estrema precarietà della loro condizione. C’è volontà d’espressione, necessità d’espressione, nel
Porto sepolto, quell’esaltazione quasi selvaggia dello slancio vitale, dell’appetito di vivere, che è moltiplicato dalla prossimità e dalla quotidiana frequentazione della morte. Viviamo nella contraddizione. Posso essere un rivoltoso, ma non amo la guerra. Sono anzi un uomo della pace. Non l’amavo neanche allora, ma pareva che la guerra s’imponesse per eliminare la guerra. Erano bubbole, ma gli uomini a volte si illudono e si mettono dietro alle bubbole». (Giuseppe Ungaretti in L’allegria pag. 520 – 521).

    VEGLIA
    Cima Quattro il 23 dicembre 1915

    Un’intera nottata
    Buttato vicino
    A un compagno
    Massacrato
    Con la bocca
    Digrignata
    Volta al plenilunio
    Con la congestione
    Delle sue mani
    Penetrata
    Nel mio silenzio
    Ho scritto
    Lettere piene d’amore

    Non sono mai stato
    Tanto
    Attaccato alla vita.

Il poeta ha accanto un soldato morto, con le mani congelate e la bocca digrignante volta verso la luce della luna. Nonostante questa situazione penosa e terrificante, il poeta scrive una lettera d’amore, attaccato alla vita come non mai. Nella drammaticità della situazione, percepisce solo la propria volontà di vivere, che prevale su tutto. Anche questa consuetudine con la tragedia induce una riflessione sull'umanità/disumanità della situazione.

    SONO UNA CREATURA
    Valloncello di Cima Quattro il 5 agosto 1916

    Come questa pietra
    Del S. Michele
    Così fredda
    Così dura
    Così prosciugata
    Così refrattaria
    Così totalmente
    Disanimata

    Come questa pietra
    È il mio pianto
    Che non si vede

    La morte
    Si sconta
    Vivendo.

Il poeta paragona sé alla dura e fredda pietra del monte S. Michele. Come la roccia del monte è prosciugata e senz'anima così il pianto del poeta stenta a trovare sfogo nelle lacrime. Ecco il commento di F. Puccio:

    «La forza interiore e la calda umanità di un uomo che dinnanzi alle brutture della guerra non ha mai smesso di amare e di vivere in sé il dolore altrui; la storia di un uomo che ha assimilato sul corpo e sullo spirito le forme del paesaggio carsico. Un paesaggio arido, brullo, arso, impermeabile e disumanizzante che gli è rimasto scolpito nel cuore e gli ha prosciugato anche le lagrime per piangere» (pag. 444-445).

    SAN MARTINO SUL CARSO
    Valloncello dell’albero isolato il 27 agosto 1916

    Di queste case
    Non è rimasto
    Che qualche
    Brandello di muro

    Di tanti
    Che mi corrispondevano
    Non è rimasto
    Neppure tanto

    Ma nel cuore
    Nessuna croce manca
    È il mio cuore
    Il paese più straziato

In questa poesia il poeta esprime tutto il suo dolore per la perdita dei commilitoni e lo strazio per la rovina di cui è testimone. A ogni assenza, a ogni voragine procurata dai combattimenti, corrisponde una ciccatrice indelebile nel suo cuore.

    GIROVAGO
    Campo di Mailly maggio 1918

    In nessuna
    Parte
    Di terra
    Mi posso
    Accasare

    A ogni
    Nuovo
    Clima
    Che incontro
    Mi trovo
    Languente
    Che
    Una volta
    Già gli ero stato
    Assuefatto

    E me ne stacco sempre
    Straniero

    Nascendo
    Tornato da epoche troppo
    Vissute

    Godere un solo
    Minuto di vita
    Iniziale
    Cerco un paese
    Innocente

In questa poesia Ungaretti esprime tutta l'ansia di trovare un paese che non abbia visto la distruzione e vissuto il dolore. Ha visitato diversi luoghi ma in nessuno di essi si è più sentito a casa propria. Dopo aver respirato climi diversi, si ritrova sempre insofferente e nostalgico per l'impossibilità di ambientarsi. Lui, reduce come di epoche lontane, cerca la vita di “prima” che ricorda in origine «innocente», nel senso di “non in grado di nuocere”, ovvero di non aver conosciuto uno stato di belligeranza che ha interessato tutto il mondo. Anche un solo minuto, in un paese che non abbia commesso il peccato della guerra.

Il poeta stesso ci fornisce un'interpretazione personale di questa lirica.

    «Girovago. Questa poesia composta in Francia dov’ero stato trasferito con il mio reggimento, insiste sull’emozione che provo quando ho coscienza di non appartenere a un particolare luogo o tempo. Indica anche un altro dei miei temi, quello dell’innocenza, della quale l’uomo invano cerca traccia in sé o negli altri sulla terra.» (da Vita d’un uomo pagina 526).

    SOLDATI
    Bosco di Courton luglio 1918

    Si sta come
    D’autunno
    Sugli alberi
    Le foglie.

In questi brevi versi è espressa tutta la precarietà e l'attesa del soldato. La foglia sul ramo decimato, fragile e indebolita nel vento d’autunno che la minaccia, attende, caduca, vulnerabile come il soldato, dopo una lunga stagione di guerra.

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 6 maggio 2006
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