NELLE RIME PETROSE, DEDICATE DA DANTE ALIGHIERI A UNA MADONNA PETRA, L'ORIGINALITà SI CONCENTRA NELLA CORRISPONDENZA TRA MATERIA E RAPPRESENTAZIONE

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Rime petrose (1296 circa)



Dante Alighieri, Rime petrose

a definizione "rime petrose" viene data dai commentatori danteschi. Su quest'espressione esistono due ipotesi. La prima le attribuisce un riferimento a una "petra" che compare in ben quattro componimenti (due canzoni, una sestina e una sestina doppia), che sembrano essere quasi collegati. L'altra interpretazione chiama così queste rime perché ritenute dedicate a una madonna Petra, bella e insensibile. E' incerto se si tratti di una donna in carne ed ossa, o dell'ennesima allegoria della filosofia o ancora di una personificazione allegorica.

Le Rime sono datate verso il 1296 e negli anni seguenti, secondo indicazioni di Dante stesso. Sono questi gli anni che intercorrono tra la morte di Beatrice e l'esilio, durante i quali Dante si accosta a vari generi, come per esempio la poesia comico realistica. Proprio in questo momento si trova faccia a faccia con la poesia trobadorica, conosciuta in giovinezza per lo più per via indiretta. Sua fonte d'ispirazione è il trobar clus (poetare oscuro) dell'elaboratissimo ed astruso Arnaut Daniel, assai stimato da Dante. Da lui prende l'uso delle sestina (una foma metrica tecnicamente molto ardua, composta di strofe di sei versi, dove, in rima, ritornavano sempre le stesse parole, in ordine diverso) che Arnaut aveva introdotto per trattare temi affini a quelli contenuti nelle Rime petrose.

Queste rime si caricano di passione sensuale e di forza erotica, lontanissime dal mondo rarefatto dello stilnovismo. In tutte c'è un'insistente ricerca di suoni aspri, che dovrebbe fungere come antitesi del dolce di un tempo, una tecnica esasperata nelle metrica, nella ricerca delle parole, come se si volesse porgere un ossequio al modello provenzale. Ma nelle canzone Io sono venuto al punto della rota e nelle sestina Al giorno e al cerchio d'ombra si ritraggono paesaggi di una natura irrigidita dal gelo invernale. Questa natura viene ritratta con pennellate di una sola parola, come a volte nella Commedia.

Tutti i componimenti sono dedicati a una donna sensuale e crudele, che è indifferente all'amore del poeta, ma, allo stesso tempo, si compiace di averlo fatto innomorare col sono fascino. In questo breve ciclo, si può notare come l'originalità Dantesca si concreti nella corrispondenza tra materia e rappresentazione. Infatti alla violenza della sua passione e all'estrema crudeltà dell'amata corrisponde uno stile violentemente realistico, pieno di rimandi brutali.

A cura della Redazione Virtuale

19 aprile 2006
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