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SI STA FACENDO SEMPRE PIU' TARDI, SURREALISTA ROMANZO EPISTOLARE DI ANTONIO TABUCCHI, E' UNA LETTERA ALLA MADRE IN SEDICI VARIAZIONI+UNA |
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Si sta facendo sempre più tardi (2001) |
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Nellaffrontare ogni lettera, ci si trova come se ci si stesse apprestando a risolvere un rebus. Il mare, la capra, la donna con gli occhi chiusi, lasso di picche. La vecchia, il geco sul muro, la forma di formaggio sopra la tavola, luomo che fa i conti. Luomo nellacqua fino alla vita, il biglietto che galleggia, il bastimento allorizzonte. Lo scalone, il corrimano a testa di serpente, la porta socchiusa, lo specchio fessato, lalbum di fotografie. Eccetera È abitudine di Tabucchi (fa eccezione forse Sostiene Pereira, romanzo giallo ambientato in un realissimo contesto storico) di creare delle situazioni simboliche surreali, disseminate di indizi misteriosi. Delle storie che si riavvitano su se stesse, che verso il finale si ripiegano sul proprio inizio, come a delineare un otto che giace sul fianco e tende tranquillamente allinfinito. Storie che contengono altre storie. Alla fine rimane il dubbio che quello che si è letto, scritto in maniera molto accurata, nel complesso sia proprio privo di senso e che anche localmente alcune affermazioni, sotto sotto, non saprebbe interpretarle più neanche lautore, che vi è giunto guidato dal suono delle parole, più che da un vero convincimento. Come succede a tutti noi, quando restiamo rapiti dalla musicalità di una voce interiore che ci attira sommessamente verso il sonno, nella momentanea illusione di aver trovato finalmente la risposta a un mistero che ci arrovella da anni, e anni, e anni, e che subito perdiamo nell'oblio. Nella postfazione, lautore sente la necessità di argomentare la genesi di questi perfetti "esercizi di stile", associandola ad alcuni eventi personali e a circostanze contingenti. Apprendiamo così che Forbidden games uno dei brani più intriganti della raccolta fu concepito per accompagnare il catalogo della mostra del fotografo brasiliano Márcio Scavone (questo fatto ci ricorda le circostanze che portarono alla scoperta del manoscritto di Diceria delluntore di Gesualdo Bufalino) e non sorprende che proprio in questa prima lettera (che nella raccolta occupa la terza posizione) che ha dato il La a tutto il carteggio, si introduca così forte un legame con le arti figurative: il cinema e la fotografia (per quanto anche altre muse si trovino, equamente distribuite, in tutto il libro). La Letteratura, per molti autori e anche per Tabucchi, si sta dirigendo verso il punto in cui da anni è approdata l'arte contemporanea, nelle sue forme più avanzate. Un punto in cui le argomentazioni sulle ragioni che hanno portato alla genesi di unopera e la pongono strettamente in prospettiva, sono diventate imprescindibili e come un certificato dorigine la seguono, a rappresentare un codice, ad esclusivo uso di un ristretto consumo di élite. Si sta facendo sempre più tardi si allinea con questo modello. Nonostante la scarsità di elementi che fanno appello alla suggestione del lettore ha raggiunto la dodicesima posizione nelle classifiche di vendita. Segno che la nicchia di pubblico, colto, di formazione letteraria, a cui è destinato non è poi così piccola ed è stata soddisfatto pienamente. Queste lettere che celebrano il trionfo della parola, come «messaggi nella bottiglia» non hanno destinatario, sono missive che lautore ha indirizzato «a un fermo posta sconosciuto». Lo stesso Tabucchi le definisce «discorsi autoreferenziali», tentativi di spiegare a se stessi qualcosa che si è capito in ritardo; a causa di ciò si è perduta unoccasione irripetibile e poi... «la vita è transitata». Non bisogna pertanto insistere a cercarvi significati reconditi. La chiave di lettura è lì, in quel «tardi», nellurgenza divenuta improcastinabile di sgravarsi, liberandosi da un insopportabile fardello di parole, il cui flusso è divenuto incontenibile. Ma se si volesse andare a scavare sotto la calma apparente, quasi ipnotica, del tono di voce, potremmo forse indovinare la nevrosi di un mittente che il possesso di un inconfessabile segreto mantiene diviso dalla comunità dei suoi simili e pertanto reitera pubblicamente latto di liberarsi da ciò che lo rende diverso, affidandone il senso a queste lettere inviate e un unico personaggio femminile. Una Lettera alla madre in 16 variazioni, nella quale lautore cerca pubblicamente di farsi una ragione di un sentimento atavico di frustrazione, di "quel" rapporto che è insoddisfatto per definizione. Labbandono, reso più acuto dalla morte, ha escluso per sempre la possibilità che si risolva. Non rimane che lillusione. «Mia Donna cara, vorrei proprio scrivervi una lettera, un giorno, una lettera totale, una lettera vera e totale, ci penso, e penso come essa sarebbe se te la scrivessi: sarebbe scritta con parole semplici e ricorrenti, diventate usate da quante persone le hanno dette e quasi ingenue, seppure frementi della passione di un tempo...». A cui risponde, per concessione delle Parche, una diciassettesima voce, affidata «al vento», che immaginiamo provenire dalla lontana dimensione dellaldilà. Un ultimo ammonimento per ricordare «che i destinatari [...] hanno a loro volta il diritto di essere dei mittenti». « Io ti feci uscire da un labirinto, e tu mi ci hai fatto entrare senza che per me uscita ci sia, neanche se fosse quella estrema. Perché la mia vita è passata, e tutto mi sfugge senza possibilità di un nesso che mi riconduca a me stessa o al cosmo. Sono qui, la brezza mi accarezza i capelli e io brancolo nella notte, perché ho perso il mio filo, quello che avevo dato a te, Teseo.» Per queso libro Tabucchi ha ricevuto il premio France Culture 2002 per la letteratura straniera. Milano, 04 novembre 2002 |
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I commenti dei lettori
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