SENTIRE LE DONNE E' UNA RACCOLTA DI ARTICOLI, RACCONTI E SCRITTI I CUI PROTAGONISTI SONO I PERSONAGGI INCONTRATI DA ALDO BUSI NEGLI ANNI

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Sentire le donne (2002)



Aldo Busi, Sentire le donne
Bompiani, 2002
Tascabili, 310 p.
Euro 8,00

l compendio che Busi - o l'editore (i tascabili Bompiani) - hanno intitolato Sentire le donne è in realtà una raccolta di articoli, racconti e scritti vari dove le donne, a parte in due o tre cosine, hanno un ruolo poco appariscente: il protagonista principale è sempre lui, e solo lui, Busi. Per quello che concerne poi il fatto di sentirle, le donne, ci si può chiedere come e quanto. Il fatto sta che Busi non sempre riconosce il sesso del personaggio di cui parla, e le nostre banali distinzioni tra "maschio" e "femmina" per lui sono solo quisquilie. Il libro era già stato pubblicato una decina di anni fa, se non più, - ma ora, ci garantiscono autore e editore, è stato riscritto e ampliato, probabilmente col senno di poi, il che ci permette di fare alcune risate fra le più lunghe e incoercibili della nostra carriera di lettori: il che al giorno d'oggi è un fatto che suscita una indubbia riconoscenza.

Contesse, attrici, celebrità, uomini di mondo, vecchierelle dispettose, anonime ammiratrici asfissianti e vari altri banali borghesi, ecco i protagonisti di questa divertente raccolta di personaggi dove troviamo Juliette Gréco, Sting, la contessa Marta Marzotto, Franca Valeri, Sophia Loren (per sentito dire, però), Tinto Brass, Francesca Dellero, Don Dolcizio di Mantova e la Paola il cui vero nome è Gennaro, insomma una galleria di ritratti vivaci e cattivi, molto divertenti - come mi sembra di avere già detto. Per certe persone tradizionali la lettura di Busi sarà certamente difficile. Le prime righe forse dovranno essere rilette per metterle a fuoco. Certe volte, per pigrizia, il senso (che è sempre un tantino sibillino) lo lasciamo anche perdere, e passiamo alle righe successive.

L'arma assoluta di Busi è certamente il suo stile, inimitable, esplosivo, che sorprende per le innovazioni linguistiche e i connubi inediti di parole. Se altri dovessero dire le stesse cose, esprimere i medesimi pareri e concetti in una lingua banale e trita non riuscirebbero in nessun caso ad essere pubblicati che sulle pagine di quegli squallidi giornaletti che vivono sullo scandalo, la maldicenza e la pornografia. Non che Busi sia solo scandalo pornografia e maldicenza: sotto sotto si sente affiorare anche un cervello e un cuore, ed è qui che si riconosce lo scrittore nel vero senso della parola. Qualcuno insomma che ha veramente qualche cosa di nuovo da dire, da sottolineare, da denunciare, da esprimere, anche se fino ad oggi tutto questo, a nostro modesto parere, è stato emesso solo saltuariamente e spesso in codice.

È comunque utile sapere che in Italia c'è chi scrive in modo diverso, pensa in modo diverso, sente in modo diverso. Nel mondo conformista e grigiastro in cui viviamo, è una piacevole scoperta.

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 04 gennaio 2003
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