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Vendita galline km 2 (1993)



Aldo Busi, Vendita galline km 2
Mondadori - coll. Scrittori Italiani, 1996
pagg. 393/ Euro 15,49

nche i lettori più esigenti rimarranno colpiti dall’originalità e dalla raffinatezza del romanzo di Aldo Busi Vendita galline KM 2. Edito per la prima volta nel 1993 da Arnoldo Mondatori, Vendita galline KM 2 è costruito su di una struttura molto elaborata e con uno stile che si potrebbe definire barocco: i periodi sono complessi, talvolta al limite della fragilità, e concorrono alla costruzione di un meccanismo narrativo fluido secondo un movimento circolare molto sofisticato. Temi, pensieri e personaggi vengono via via ripresi e sviluppati, ampliando di volta in volta la visione che di essi ha il lettore, sino all’agnizione finale. Qui ogni prospettiva viene capovolta, obbligando il lettore a «rileggere» il racconto con una nuova chiave di lettura.

Si tratta della fluviale biografia-monologo della «defunta» Delfina Unno Pastalunghi, lesbica fierissima e ribelle, invisa tanto alla propria famiglia quanto al jet-set internazionale al quale, col suo atteggiamento provocatorio e le sue rivelazioni, distribuisce colpi durissimi, ricevendone ovviamente altrettanti.

Qui e là, lo scrittore sembra essere influenzato dalla realtà e dal fenomeno corruzione che, una parte della magistratura italiana ha portato alla luce con l’operazione «Mani Pulite», la grande offensiva moralizzatrice che ha avuto luogo proprio negli anni in cui Busi si accingeva a scrivere Vendita galline KM 2.

Con il pretesto di narrare la sua storia d’amore con la spiantata musicista sarda Caterina Multimuoriu, l’io-narrante Delfina delinea un affresco spietato, tra la realtà e la finzione, della classe dirigente italiana e delle sue collusioni internazionali, colpevole, secondo Aldo Busi, di aver sacrificato dignità e amore sull’altare del potere e dell’egoismo ( da sola la spiegazione dell’origine del nome di Delfina vale di per sé il romanzo).

Una fantasmagoria di luoghi e personaggi, dunque, sospesa in un’atmosfera di «real maravilloso»: un realismo reso vivo non da un approccio documentale, ma dalla ricerca attraverso l’immaginazione e l’eccesso. Una definizione che descrive benissimo non solo la realtà dell’Argentina degli anni ‘40 (dove nasce e conosce il mondo Delfina), ma anche l’Italia dei giorni nostri.

Ad Aldo Busi, scrittore scontroverso, ospite conteso dei programmi televisivi, malvisto in alcuni ambienti tradizionali della cultura, ma amato e seguito assiduamente da vaste fasce di pubblico, non viene forse debitamente riconosciuto il merito di aver prodotto un’opera di altissima originalità nel panorama della letteratura italiana recente. Per potergli garantire una collocazione adeguata, bisognerebbe accostarlo a scrittori ispano-americani del calibro di Abel Posse, lo scrittore argentino, autore di Los perros del paraìso. Leggendo Vendita galline KM 2, si ricava un’impressione di realtà vera, che è prova eccellente di questa sua capacità di far si che la finzione non solo assurga di per se al ruolo di vera protagonista, ma giunga anche a dire cose più vere della trama stessa del racconto; il che, al di là di ogni paradosso, è l'obiettivo dello scrivere.

Nel mese di novembre 2000, abbiamo avuto l'opportunità di raccogliere un'intervista da Aldo Busi e, in quell'occasione gli abbiamo posto anche due domande specifiche su questo libro, a cui l'autore ha fornito risposte illuminanti.

D: Nel romanzo Vendita galline km 2, lei rappresenta in maniera estremamente vivida e senza pregiudizi eurocentrici la vita in Argentina. A cosa si deve la sua conoscenza di questo paese? Che opinione ha delle vicende della storia e della attualità dell'Argentina?

Busi: Non lo so nemmeno io a cosa devo la mia conoscenza «senza pregiudizi eurocentrici» sull'Argentina, non ci sono mai stato, bisognerebbe chiederlo a Delfina Unno Pastalunghi, è lei che riferisce al lettore quello che crede, non quello che io so o meno (i puristi vorrebbero «quello che io so o no», ma io non sono un purista, sono uno Scrittore).

D: L’io-narrante Delfina esprime un giudizio tagliente sull'autrice brasiliana Clarice Lispector. Si tratta della sua opinione di autore o è un artificio per delineare meglio il personaggio? Nel caso si tratti di una sua opinione, come argomenta una posizione così categorica?

Busi: Sa che non mi ricordo neppure chi sia Clarice Lispector? Temo perciò che il giudizio tagliente della Pastalunghi coincida con il mio, con la differenza che io non ne possiedo al momento nè di taglienti nè di smussati.

Ho un’ammirazione sconfinata per chi ama Vendita galline km 2, Suicidi dovuti, Casanova di se stessi, Vita standard di un Venditore provvisorio di Collant e, soprattutto, La Delfina Bizantina, mentre non ho alcuna considerazione per chi é rimasto fermo (e impantanato) in Seminario sulla Gioventù, perché inevitabilmente è per le ragioni più sbagliate (proiezione dei propri miti ed emozionalismi giovanilistici). Seminario sulla Gioventù è, sì, una grande romanzo ma è reso infinitamente piccolo proprio dai suoi fans sfegatati che non sanno riconoscere che ne ho scritto di ben più grandi solo per paura di vedersi sottratto il loro peluche preferito. Una cosa curiosa a proposito di Vendita galline Km 2: solo una volta uscito in libreria, un lettore di Vicenza (il coltissimo Marco Cavalli, che non me ne vorrà se cito il suo nome) mi fece notare che «galline» è l’anagramma di «agnelli» - sacrificali, ovviamente ...

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 25 ottobre-17 novembre 2000
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Marco Colabucci (marco.cumpa@tiscali.it), Colleferro (Rm), 07/11/2002

Un libro abbastanza pesante talvolta difficile nella comprensione ma a mio giudizio affascinante soprattutto nell originalita e nella drammaticità con cui l'autore esprime la situazione della protagonista molto sovversiva.un libro da consigliare x chi è interessato a un racconto riflessivo e illogico talvolta privo di vero signifiicato ma interpretabile con vari intuizioni.




http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mar, 25 lug 2006

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