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Maurizio Maggiani, Il viaggiatore notturno
Feltrinelli, 2005
I narratori
p. 193, Euro 15,00
oreste e deserti, rondini ed orsi, bogumilli e tagil, racconti e canti, tramonti e piogge e cielo e terra e montagne e valli e colori. Giallo, ocra, azzurro, oltremare, carminio; rosa, terra bruciata, viola, nero.Il tutto e il nulla. Il vissuto e il fantasticato. La guerra e la pace. Il popolo "buono", la Perfetta e il bisogno di essere ascoltati...
L'io narrante (o forse l'autore) ricorda un periodo della sua vita, quand'era ragazzo, nel quale non riusciva a trovare di meglio da fare che leggere; leggeva molto, leggeva nel cesso di casa. Alla fine degli anni cinquanta il fratello del padre sposandosi aveva lasciato libera la sua camera da letto, e da quella stanza venne ricavato un vero e proprio bagno, con un angolo officina e una poltrona avuta in eredità... In quel bagno l'io narrante legge centinaia di romanzi. Romanzi di ogni genere e qualità, e tutti quei romanzi gli piacciono. Qualcuno poi gli piace più degli altri; ed uno in particolare, quando l'io narrante è ormai adulto, d'un tratto gli torna alla mente; un libro di Jack London che narra della necessità di farsi un fuoco per poter rimanere vivi, per poter richiamare altri alla vita e per poter raccontarsi gli uni gli altri.
E così l'io narrante dopo che una grande tempesta ha disperso ogni sua cosa, infreddolito e triste sente il bisogno di farsi un fuoco per passare la notte...
Acceso il fuoco, la storia arriva da sola; è una storia che narra di foreste e di deserti, di rondini e di orsi, di bogumilli e di tagil, di racconti e di canti, di tramonti e di piogge e di cielo e di terra e di montagne e di valli e di colori: giallo, ocra, azzurro, oltremare, carminio; rosa, terra bruciata, viola, nero.
E' una storia colorata dal tutto e dal nulla. E' una storia che profuma di vissuto e di fantasticato; di guerra e di pace; di morte e di vita. E' una storia che ricorda il popolo "buono", la Perfetta e il bisogno di essere ascoltati... E' una storia che dura una notte, una notte di veglia (come quella notte di vigilia a Tuzla), una notte che, come tutte le notti finisce per lasciar posto al mattino. Un mattino in cui sul mare c'è calma e c'è calma nel cuore e ritorna così, all'all'autore la voglia di partire di nuovo, verso un nuovo viaggio, verso un nuovo romanzo, forse...
Con questo libro Maurizio Maggiani si è aggiudicato il Premio Strega 2005.
Milano, 24 febbraio 2006
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