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ALBERI, UOMINI E RADICI. LA VITA DEGLI ABITANTI DI ERTO, SOTTO IL VAJONT. LE VOCI DEL BOSCO, DI MAURO CORONA

Le voci del bosco (1998)



Mauro Corona, Le voci del bosco
Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 1998
pp. 148
Euro 10,33

Mauro Corona è di Erto, un villaggio di montagna in Friuli, abbarbicato, erto, appunto, sulla costa prospiciente l’ex lago formato dalla diga del Vajont. E’ nato nel 1950 e aveva 13 anni quando il monte Toc è precipitato nel lago portandosi via molti alberi e 2000 persone. La sua vita, come quella di tutti gli abitanti della valle, si divide dunque in “prima” e “dopo” quella tragedia. Ma gli ertani non hanno mai avuto vita facile. La montagna è un padrone severo e «per stare in piedi su un terreno simile occorre molto equilibrio».

Un equilibrio che traspare dalle pagine che raccontano di “prima”, quando Mauro andava in giro per i boschi con il nonno che gli insegnava a vedere ed ascoltare gli alberi. Come molti in valle, il nonno era intagliatore di oggetti in legno, cucchiai, ciotole, culle, barili, slitte per la legna: ogni oggetto il suo legno, ogni legno le sue qualità e le sue debolezze. Con lui, Mauro ha imparato a riconoscere gli alberi, ad ascoltarne la voce, che gli racconta la loro vita; gli incidenti e le malattie che possono averne intaccato l’integrità; le piante che preferiscono vicine e quelle che sono loro antipatiche Così, scopriamo che la betulla è la diplomatica del bosco; che il noce, tanto ricercato da mobilieri e parvenu, fa pensare a «un uomo normale con qualche bella curva di pregio che la stupidità umana ha reso celebre e potente»; che la muga, che si sviluppa sotto terra anche per quindici metri è avara e cattiva e «il cuore e il corpo li tiene nascosti per non doverli donare ad altri.» Con un tono semplice, pacato ed emozionante, ci parla di un mondo remotamente lontano, semplice, regolato dalle stagioni, nel quale, come gli alberi nel bosco, anche gli esseri umani avevano un loro posto ed erano in diretto contatto con le proprie radici.

Tutto è cambiato a Erto, come nel resto del mondo, nel corso degli ultimi 40 anni. Ora è un paese “moderno”, con una chiesa che «sembra più una banca che un luogo di culto». Sopravvivono ancora i boschi, popolati da alberi che hanno mantenuto il loro carattere, e alcuni uomini-albero (soprattutto uomini-carpini, molto cocciuti) che rifiutano di scendere dai luoghi erti, di farsi sradicare. Forse anche per questo il libro ha questa dedica:

«Noi siamo alberi
e gli alberi sono uomini»
Ai piromani, perché riflettano

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 05 agosto 2003
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I commenti dei lettori

Francesco, Cremona, 18/08/'04

" Le voci del bosco " è un libro molto intelligente e diverso dagli altri: l'autore Marco Corona, attraverso un linguaggio semplice e pacato, ci fa scoprire il bosco e i suoi abitanti in un modo molto originale, assegnando ad ogni albero un diverso carattere umano.



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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Ven, 20 mag 2005

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