ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

REDAZIONE VIRTUALE

Adriana Libretti

Dal luglio 2006 su ItaliaLibriNET ha pubblicato:


    aPOSSESSIONE

    Sei entrato
    nel sonno come
    in veglia.
    Già grondante
    memoria l’ombra
    approda.
    Carne si fa
    l’antica assenza.
    Ansimo e seme
    il vento.

(2006-09-17 11:09:47 ––>Leggi tutto)


    a NUMERI

    Ventidue sei
    tappeto ad otto arti
    e noi mutanti amanti
    tra canzoni già vecchie
    al neonato mattino.

    Fiato corto
    tabacco sulla schiena
    sabbia di fumatore
    non si può numerare.

    Campane di cristallo
    centonovemila frammenti.
    Filtro con il biglietto
    di chi ha perduto il tram.

    Saliva che consola
    sudore che lenisce
    e dunque non di fretta
    ma di furia mi scendi.

    Premi a contare
    vertebre come petali.
    Tintinna lo scacciaspiriti di Giava
    nello swing dell’alba.

(2006-09-17 11:08:46 ––>Leggi tutto)


    aSOTTO

    Vorrei leggere
    dietro i tuoi lineamenti
    sotto la stempiatura della fronte
    tra il naso e la radice
    tra il cuore e le sue arterie
    per sapere se
    hai nostalgia a colori
    o sono solo neri i tuoi ricordi
    Vorrei dirti che
    ancora sono scempia
    e l’odore di legna mi percuote.
    Ho ballato col gatto questa notte
    ho succhiato la verga ad un tuo doppio
    la faina è tornata ad occhieggiare
    mentre ti altalenavo
    dentro me.

(2006-09-17 11:07:40 ––>Leggi tutto)


    aSAUDADE

    Olà capretto
    che nasci a Buenos Aires.
    Tu non sai il tango e la milonga
    né la saudade portoghese
    non sai
    la paura della morte
    mentre fiorisce il pruno
    e il prato esplode.

    Ciao vitello
    di prigionia già stanco.
    Sai le mammelle calde di tua
    madre però non sai quanto
    freme
    una donna quando ama.

    Addio querido meu
    perso tra i monti
    con il sangue che grida
    di migrare
    per persuaderti a stare
    più ad oriente.

    Specchiate giù
    nell’acqua che ristagna
    mandorle di risaia
    foschia dell’albeggiare
    ma forse lÃ
    tra remoto futuro
    e passato rimosso
    proverai a coniugare
    un tempo altro.

    Uomo che vai
    per le strade del mondo
    io non so
    la melodia del Mekong
    il fruscio dei campi di thè
    solo so
    i due Navigli
    le preghiere di Pushkar
    il mare di Essaouira.

    E l’albergo di Asti
    il sesso, il suo sapore.
    Le stordite risate di Lisbona
    quella stanza sul porto.
    La ricordi?
    Un odore di lucido da scarpe
    sferragliare di tram, catino d’acqua.
    “Coisas pequenas são,
    coisas pequenas”.

(2006-07-29 08:58:36 ––>Leggi tutto)


    aPARTITURA DISARMONICA

    E mi prendi nel vicolo
    nessun bacio su zigomi
    caro che m’eri caro.
    Tremule note vibrano
    in accordi che arrancano
    su impropèri stonati.
    Con il sole a sghimbescio
    con quest’aria di marzo
    infilzata negli occhi
    il desiderio ingombra
    di fatiscente spazio.
    Caro che m’eri caro
    l’inarcarsi dei ventri
    non è che un esibire
    se solo ci eseguiamo.
    Per pene e per vagina
    la partitura chiede
    ma là sul pentagramma che già affiora
    da cumuli disciolti lungo il muro
    concertano nell’ombra mille viole.

(2006-07-13 06:45:16 ––>Leggi tutto)

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PROGETTO U.G.O.
Ugo


«È l’ora del tallone, osso del ritorno, a lui spetta di appoggiare il passo che riporta indietro.»

(Erri De Luca, Il contrario di uno)

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PAROLE NUOVE

I Musei Vaticani
Una straordinaria sedimentazione di Storia
Musei e Gallerie Pontificie, questa è l’esatta definizione dei Musei Vaticani, che conservano più di 70.000 oggetti, più gli altri 50.000 nei depositi. Dalle opere egizie alle statue classiche, dalla Pinacoteca al museo etnologico, alla ricca collezione contemporanea. Un complesso museale di straordinaria importanza che comprende: la Cappella Niccolina con le pitture di Beato Angelico, l’Appartamento Borgia decorato da Pinturicchio, le Stanze di Raffaello e, naturalmente, la Cappella Sistina con gli affreschi michelangioleschi. (Elena Marocchi)
Le donne, la pagina scritta e il peso delle etichette
Conversazione con Lidia Ravera
Lidia Ravera racconta il percorso che l'ha portata fino a noi, a partire da 'Porci con le ali' fino alla finale del Premio Strega, con uno sguardo in prospettiva a un nuovo romanzo fiume, che sta scrivendo, che toccherà i punti salienti che costituiscono l'esperienza di vita di tutta una generazione di uomini e di donne. (Luca Gabriele)
La scrittura di Pianissimo: la poetica dell’interiorità
Parte seconda: «Camminare è stato sempre il mio modo migliore di vivere»
La città moderna, finora estranea alla rappresentazione poetica, con Camillo Sbarbaro fa il suo ingresso nella storia letteraria come uno dei temi caratterizzanti la condizione esistenziale del Novecento, fra attrazione e terrore, partecipazione e rifiuto, via di fuga e condanna. Lo scenario della città come luogo del vagabondare notturno, diviene un ambiente, localizzato nei «vicoli» e nei «fondaci», animato dalle figure che nella prostituzione, nella povertà, nell’alcool consumano la propria esistenza, e a cui il poeta guarda con sentimenti di partecipazione, di «fraternità», quasi di invidia. (Daniele Pettinari)

Amante disperata
Breve racconto allegorico
Una lettera di sfogo ad un uomo dal cuore indurito dall'egoismo, un uomo cui quest'Amante aveva dedicato tutta sè stessa... tutte le sue energie... (Carla Montuschi)
Sulla traccia di Nives
Dialogo tra Erri De Luca e Nives Meroi
È una tra le pochissime donne ad aver scalato le vette più alte del mondo, tra cui dieci Ottomila metri saliti dall'alpinista bergamasca insieme a Romano Benet: Nanga Parbat (8125 m - 1998), Shisha Pangma (8046 m - 1999), Cho-Oyu (8202 m- 1999), Gasherbrum II (8035 m - 2003), Gasherbrum I (8068 m - 2003), Broad Peak (8047 m - 2003), Lhotse (8516 m - 2004), Dhaulagiri (8164 m - 2006), K2 (8611 m - 2006), Everest (8850 m - 2007). (Luca Gabriele)
Sergio Corazzini
Il più rappresentativo dei poeti crepuscolari
Nato a Roma, Sergio Corazzini è precursore del crepuscolarismo di cui frequentava gli esponenti al caffè Sartoris. Influenzato dai simbolisti e dai decadenti europei fa da cerniera tra la poesia sublime e l'elegia alla semplicità del quotidiano, alla nuova poetica novecentesca. Minato da una tubercolosi ereditaria ne fa la propria ispirazione per una poesia intensa e originalissima (Redazione Virtuale)


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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008