ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

REDAZIONE VIRTUALE

Luisa Maria Esposito

Dal luglio 2006 su ItaliaLibriNET ha pubblicato:


    aONOMATOPEICO

    SHIT! Onomatopeico il lamento, l’imprecazione, il grido; contemporaneo allo schiocco della corda sulla pelle, al dolore penetrante, alla contorsione, alla sorpresa, onomatopeica la parola shit urli. Presente osserva il tuo dolore, forte lo assapora, lo annusa, lo prende, lo carica nelle sue mani e la corda riparte cambia zona ritorna laddove pulsa il bruciore, il rossore, il desiderio di tregua.

    Ti sei vestita hai arrotolato, le corde, rimesso tutto in ordine casuale, ogni oggetto nella borsa nera da vecchia signora a passeggio. Ti sei vestita con un largo pantalone alla militare verde e un caldo, morbido maglione marrone da giornata da relax, da fine delle passioni, dei giochi...
    Mani che accarezzano che hanno preso, esplorato, pizzicato, schiaffeggiato, accarezzato, mani che implacabili seguono i segni della corda, mani che improvvisamente accarezzano i capelli, mani che inaspettatamente li afferrano, li trattengono, li accompagnano a se con decisione.

    Labbra che seguono i segni della corda, che hanno baciato con delicatezza, che hanno sfiorato la pelle, che prendono i capezzoli, li stuzzicano, li solleticano, li torturano.

    Denti che mordono i segni della corda, che hanno morso sottilmente, che hanno segnato, che hanno gustato, che hanno inciso, che gustano affondando nei lobi invitando al piacere.

    Si abbandona, sa che si deve spogliare completamente come lei desidera sempre, sa che partirà , in viaggio di nuovo, per esplorare i suoi pensieri svuotati dal dolore.La partenza quella vera per casa è rimandata dall’onda d’energia che trapela, la guarda sereno, lo guarda con desiderio, la guarda con speranza, lo guarda con serenità .

    Attesa inappagata sorpresa dalla passione di perdersi di nuovo nel misurarsi reciprocamente.

    La corda piegata in due tra le tue mani colpisce con dilazionata intensità e precisione, vede la pelle arroventarsi, il suo corpo contorcersi, ascolta, aspetta, colpisce, perlustra, ricomincia, decide, infierisce, coccola, respira piano il piacere.

    La corda piegata in due sulla pelle colpisce a sorpresa, si arresta, ricomincia, tamburella, incide bruscamente, attende, si sorprende, desidera, sfugge, si arrende, si contorce urla, sussurra, si perde respirando piano il piacere.

    Segni che porterai per giorni, segni che adori vedere e sapere porterà per giorni, segni che ricorderanno, segni che rimanderanno al ricordo, segni che sono forza e abbandono, segni che dicono possesso, segni che sussurrano passione, segni che urlano abbandono, segni che applaudono la scoperta, segni che danno.

    Sussurra all’orecchio puoi dire basta quando vuoi, sei stato bravo sin ora, sei appagata.

    Ricominci a tamburellare sulle natiche la corda, aumentando la velocità , ritmando sempre più intensamente, urli basta ...

    La corda scivola dalle mani, le mani liberano i piedi stretti tra loro alla rete del letto, le mani legate tra loro libere di lasciare contorce il corpo, le mani accarezzano e veloci coprono nel piumone giallo e bianco morbido e caldo il corpo freddo e striato………

    Dolce dolce lo sguardo, dolci dolci gli sguardi, calde calde le carezze, morbide morbide le labbra, abbandonati abbandonati tra le braccia … silenzio di menti che assaporano l’energia accumulata.

    SHIT! Onomatopeico il lamento, l’imprecazione, il grido; contemporaneo allo schiocco della corda sulla pelle, al dolore penetrante, alla contorsione, alla sorpresa, onomatopeica la parola shit urli. Presente osserva il tuo dolore, forte lo assapora, lo annusa, lo prende, lo carica nelle sue mani e la corda riparte cambia zona ritorna laddove pulsa il bruciore, il rossore, il desiderio di tregua.

    Ti sei vestita hai arrotolato, le corde, rimesso tutto in ordine casuale, ogni oggetto nella borsa nera da vecchia signora a passeggio. Ti sei vestita con un largo pantalone alla militare verde e un caldo, morbido maglione marrone da giornata da relax, da fine delle passioni, dei giochi...
    Mani che accarezzano che hanno preso, esplorato, pizzicato, schiaffeggiato, accarezzato, mani che implacabili seguono i segni della corda, mani che improvvisamente accarezzano i capelli, mani che inaspettatamente li afferrano, li trattengono, li accompagnano a se con decisione.

    Labbra che seguono i segni della corda, che hanno baciato con delicatezza, che hanno sfiorato la pelle, che prendono i capezzoli, li stuzzicano, li solleticano, li torturano.

    Denti che mordono i segni della corda, che hanno morso sottilmente, che hanno segnato, che hanno gustato, che hanno inciso, che gustano affondando nei lobi invitando al piacere.

    Si abbandona, sa che si deve spogliare completamente come lei desidera sempre, sa che partirà , in viaggio di nuovo, per esplorare i suoi pensieri svuotati dal dolore.La partenza quella vera per casa è rimandata dall’onda d’energia che trapela, la guarda sereno, lo guarda con desiderio, la guarda con speranza, lo guarda con serenità .

    Attesa inappagata sorpresa dalla passione di perdersi di nuovo nel misurarsi reciprocamente.

    La corda piegata in due tra le tue mani colpisce con dilazionata intensità e precisione, vede la pelle arroventarsi, il suo corpo contorcersi, ascolta, aspetta, colpisce, perlustra, ricomincia, decide, infierisce, coccola, respira piano il piacere.

    La corda piegata in due sulla pelle colpisce a sorpresa, si arresta, ricomincia, tamburella, incide bruscamente, attende, si sorprende, desidera, sfugge, si arrende, si contorce urla, sussurra, si perde respirando piano il piacere.

    Segni che porterai per giorni, segni che adori vedere e sapere porterà per giorni, segni che ricorderanno, segni che rimanderanno al ricordo, segni che sono forza e abbandono, segni che dicono possesso, segni che sussurrano passione, segni che urlano abbandono, segni che applaudono la scoperta, segni che danno.

    Sussurra all’orecchio puoi dire basta quando vuoi, sei stato bravo sin ora, sei appagata.

    Ricominci a tamburellare sulle natiche la corda, aumentando la velocità , ritmando sempre più intensamente, urli basta ...

    La corda scivola dalle mani, le mani liberano i piedi stretti tra loro alla rete del letto, le mani legate tra loro libere di lasciare contorce il corpo, le mani accarezzano e veloci coprono nel piumone giallo e bianco morbido e caldo il corpo freddo e striato………

    Dolce dolce lo sguardo, dolci dolci gli sguardi, calde calde le carezze, morbide morbide le labbra, abbandonati abbandonati tra le braccia … silenzio di menti che assaporano l’energia accumulata.




    PIACERE O DOLORE?

    Sei ancora qui tra le mie mani…mani che ti useranno per il mio piacere.
    Piacere …piacere di vederti preda dei miei desideri saldamente legato.
    Legato…legato al letto a castello, in piedi come ad una croce per essere esposto.
    Esposto…esposto ad ogni mio sguardo ad ogni mia voglia integralmente nudo.
    Nudo…nudo contatto con il metallo e il desiderio in attesa.
    Attesa…attesa ad occhi bendati che ascoltano ogni movimento.
    Movimento …movimento di un gatto a sette code, che fende l’aria e schiocca inaspettatamente atteso sulla pelle.
    Pelle…pelle che canta il contatto con la frusta ornandosi di sottili strisce rosse e calde.
    Calde…calde le carezze che percorrono il corpo si soffermano sul pene inaspettatamente.
    Inaspettatamente…inaspettatamente la mano percuote il sesso turgido provocando lamenti di piacere.
    Piacere…piacere alternato al dolore o dolore che si fonde con il piacere?


    Luisa Maria Esposito
    Via S.Antonio n.67-Ponte San Nicolò (PD)
    tel:3495435674
    luisamaria.esposito@alice.it

(2006-09-08 03:13:42 ––>Leggi tutto)

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PROGETTO U.G.O.
Ugo


«Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da agenti
della divina follia.»

(Alda Merini)

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PAROLE NUOVE

Conversazione con se stessi
Il valore terapeutico della scrittura
Scrivere ci fa a volte trovare le parole per esprimerci e ci chiarisce sentimenti confusi, incertezze, ambivalenze dentro di noi. Quando siamo bloccati da angosce, nevrosi, sentimenti che non riusciamo a tirar fuori, magari solo perché ce ne vergogniamo o perché temiamo possano non piacere agli altri, essa può assumere un valore terapeutico. (Roberta Andres)
In natura prevale la resistenza
Intervista a Luciano Erba
Luciano Erba, esponente di punta del gruppo di poeti denominato della Linea Lombarda, spiega il senso dei versi della raccolta poetica Remi in barca. Non un punto di arrivo, ma un economico riassetto personale, per procedere con maggiore efficienza e minor sforzo. (Maria Antonietta Trupia)
Gabriele D’Annunzio e il cuore messo a nudo
Una parentesi oscura nella vita del Poeta
Il Notturno andrebbe letta come l’opera di un cuore mis a nu alla maniera di Baudelaire, un taccuino esistenziale di dolore e sofferenza, con prospettiva sulla morte, come limite invalicabile dell’umana avventura. Quando la capacità di stupire venne meno, potè manifestarsi il D’Annunzio costretto a confrontarsi con uno stato e con sentimenti di sconfitta, di prostrazione, di ripiegamento, di delusione, di rinuncia e di tregua. (Fabrizio Falconi)

I due destini di uno scarto
(Grazie ad esso la vita acquista un senso nuovo)
La velocita lo comprime. Ogni secondo diventa prezioso per chi vuole arrivare e per chi, al contrario, non desidera partire. O meglio... di-partire. Del tempo, dunque, meglio non gettare via nulla. Neanche uno scarto. (Carla Montuschi)
Ognuno è come Ulisse, a modo suo...
Una storia fatta di tante storie
I racconti di Franco Donatini ('In viaggio'), autobiografici e insieme surreali, frammenti di esperienze, alcune esaltanti, altre drammatiche, ma mai banali, riflessioni sull'enigma dell'esistenza, incontri casuali di breve durata, squarci di umanità che emergono improvvisi nel fluttuare degli eventi, immagini che durano l'eternità di un istante ma che restano impresse in maniera indelebile, manifestano la volontà dell'autore di condividere esperienze che sempre, alla fine, lasciano dietro di sé vie aperte all’ottimismo. (Alessandra Casaltoli)
Il caso e la necessità
La straordinaria avventura di un uomo-ragno
Tommaso Landolfi si laurea all'Università di Firenze in lingua e letteratura russa. Traduttore quindi di importanti autori russi, i suoi primi testi compaiono sulle riviste letterarie del tempo. Nobile aristocratico, ironico e indifferente, affascinato dai ragni, dal tappeto verde della roulette e dal caso, in cui crede dubitandone, ci ha lasciato una vasta opera letteraria, delle più pregevoli e raffinate, al di fuori del tempo, a livello dei maggiori protagonisti della sua incredibile epoca. (Redazione Virtuale)


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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008