ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

REDAZIONE VIRTUALE

Mario Mastrangelo

Dal luglio 2006 su ItaliaLibriNET ha pubblicato:


    aTUTT‘ ‘E DDÓJE

    Tutt‘‘e ddóje, chella vota,
    ‘e vvocche sóje
    p‘ ‘a ggioia mia s‘araprèttero
    rint‘ ô stesso mumento o quase,
    una vuleva esse trafitta,
    l‘ata vuleva régnerse ‘e vase.

    Ma io, ca ‘e chesti ccose
    crerévo ‘e cunosce l‘arte,
    fra loro ddóje, ‘mbriacato,
    nun me sapiétte sparte.

    E ‘a vocca fatta p‘esse trafitta
    avette migliare ‘e vase,
    mentre chella ca vase vuleva
    fuje rignuta ra fuoco fremente.
    Come putette succere
    nun saccio overamente.



    Tutte e due – Tutte e due, quella volta, / le sue bocche / per la mia gioia si aprirono / nello stesso momento o quasi, / una voleva essere trafitta, / l’altra voleva riempirsi di baci. // Ma io, che di queste cose / credevo di conoscere l’arte, / fra loro due, ubriaco, / non mi seppi dividere. // E la bocca fatta per essere trafitta / ebbe migliaia di baci, / mentre quella che baci voleva / fu riempita da fuoco fremente. / Come poté accadere / non so veramente.

(2006-09-04 01:49:28 ––>Leggi tutto)


    a‘A VELA

    Io songo na barca a vela,
    tu certi vvote sì ‘o mare,
    certi vvote faje ‘o cielo.

    Mo sì mare (io te solco)
    e staje sotto a mme,
    onna schiumosa,
    mo sì cielo
    e me gunfie c‘ ‘o viento
    ‘e nu desiderio impetuoso.

    Po‘ ancora faje ‘o mare
    e ‘a vela ca songo io
    affonna e arapre
    rint‘ a tte na via.
    Po‘ tuorne a f ‘o cielo,
    io vela resto,
    e m‘avvito felice
    rint‘ ô cceleste.

    Me piace sempe ‘o mare
    e ‘o cielo ca sì tu,
    e me vulesse perde,
    jenno a funno
    o vulanno,
    ‘nt‘ a sta dulcezza blu.


    La vela – Io sono una barca a vela, / tu certe volte sei il mare, / certe volte fai il cielo. // Ora sei mare (io ti solco) / e stai sotto di me, / onda schiumosa, / ora sei cielo / e mi gonfi col vento / di un desiderio impetuoso. // Poi ancora fai il mare / e la vela che son io / affonda ed apre / dentro te una via. / Poi torni a far il cielo, / io vela resto, / e mi avvito felice / dentro il celeste. // Mi piace sempre il mare / e il cielo che sei tu, / e mi vorrei perdere, / affondando o volando / in questa dolcezza blu.

(2006-09-04 01:39:19 ––>Leggi tutto)


    aL’ALBERO

    Attuorno a st’albero mio
    tu primavera addeviente,
    e ‘o tuocche cu ‘e mmane ‘e luce,
    cu ‘e ccarne ‘e cielo,
    cu ‘a vvocca ‘e viento.

    Cu nu risucchio ‘e l’aria,
    quanno sì tempestosa,
    te piglie ‘e sciure janche
    na nuvola spumosa.

    E t’arravuoglie ancora,
    t’avvite a ‘e ffoglie, â scorza,
    cu st’albero ca perde
    a poco a poco ‘e fforze.

    Ma sta morte l’è dóce,
    tu saje f stu purtiento,
    cu ‘e mmane ‘e luce,
    cu ‘e ccarne ‘e cielo,
    cu ‘a vocca addurosa ‘e viento.






    L’albero – Attorno a quest’albero mio / tu primavera diventi, / e lo tocchi con le mani di luce, / con le carni di cielo, / con la bocca di vento. // Con un risucchio dell’aria, / quando sei tempestosa, / ti prendi di fiori bianchi / una nuvola spumosa. // E ti avvolgi ancora, / ti avviti alle foglie, alla scorza, / con quest’albero che perde / poco a poco le forze. // Ma questa morte gli è dolce, / tu sai fare questo portento, / con le mani di luce, / con le carni di cielo, / con la bocca odorosa di vento.

(2006-09-04 01:38:22 ––>Leggi tutto)

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PROGETTO U.G.O.
Ugo


MIMESI

Delle figure e dei fregi
si osservano sulle ali delle farfalle
e in altre specie diverse
ornamento e difesa insieme,

simili a cerchi e disegni
detti anche macchie ocellari,
sono una varietà di mimetismo
l’immaginario occhio di Dio che guarda.

(Giampiero Neri, Poesie 1960-2005)

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PAROLE NUOVE

Raffaello e la loggia di Amore e Psiche alla Farnesina.
La favola di Apuleio ricorda forse le vicende del costruttore
La Farnesina, costruita da Agostino Chigi presso la Porta Settimiana nel 1505 è nota agli intenditori per la sua loggia e per le decorazioni eseguite da Raffaello sul tema di "Amore e Psiche". (Elena Marocchi)
Fragilità dell'identità nazionale
(Ma l'universale umano è un valore superiore)
Claudio Magris parla della natura che riveste un confine a lui prossimo e di quell'altra, la natura degli esseri umani. Parla di alcune opere che la sua penna felice ci ha donato, parla della letteratura e dei suoi guasti e parla del proprio rapporto con il lettore. Parla della lingua, dell'identità e della cultura nazionali come opportunità di conoscenza ma anche di disconoscimento. Parla della globalizzazione, della competitività e della crescente difficoltà che uno scrittore incontra oggi se vuole coprire fino in fondo il proprio ruolo d'intellettuale. (Sergio Sozi)
Ereditarietà e predestinazione nei personaggi de “I Viceré”
Romanzo-simbolo della decadenza e della fine non solo di una stirpe ma di tutta una condizione sociale.
L'itinerario stilistico di Federico De Roberto può considerarsi inscritto sull’asse verismo-naturalismo-psicologismo. "I Viceré" è il risultato dell’elaborazione dei vari passaggi che lo hanno svincolato da ogni precedente “ismo“. Nel romanzo la storia della Sicilia post-garibaldina viene delineata attraverso le vicende private degli Uzeda di Francalanza, il cui ultimo “discendente” sarà soltanto un groviglio di cromosomi degenerati. (Anna Maria Bonfiglio)

Luna Calante
Addio ai campi
Lo sviluppo incontrollato non produce solo scarti di materie, ma anche scarti umani. Nel senso che lo sviluppo crea lavori e professionalità che non hanno necessariamente bisogno del bagaglio di competenze e di valori acquisti nel tempo e trasmessi a chi viene dopo. Lo sviluppo crea professioni vincolate allo stretto orizzonte dei suoi progetti. Poi, finito il lavoro, finito il lavoratore. Prova ne è la distruzione del lavoro agricolo e della relativa cultura, per far posto ad una industrializzazione che ha snaturato il passato della gente. (Alessandro Pirovano)
Tra il Catria e l'Olimpo
Terzo romanzo del poeta Umberto Piersanti
La storia di un professore più che maturo e della sua breve relazione con una ragazza "no global" s'intreccia con quella dellascesa sul Monte Olimpo di due giovani: Anticlo, poeta-filosofo, e Laodoco, impareggiabile atleta e guerriero. Due storie unite da un profondo sentimento della natura che riveste i due monti, geograficamente distanti, ma accomunati dalla vegetazione mediterranea e dal mito della gionentù e dell'amore (Raffaella Bettiol)
Il caso e la necessità
La straordinaria avventura di un uomo-ragno
Tommaso Landolfi si laurea all'Università di Firenze in lingua e letteratura russa. Traduttore quindi di importanti autori russi, i suoi primi testi compaiono sulle riviste letterarie del tempo. Nobile aristocratico, ironico e indifferente, affascinato dai ragni, dal tappeto verde della roulette e dal caso, in cui crede dubitandone, ci ha lasciato una vasta opera letteraria, delle più pregevoli e raffinate, al di fuori del tempo, a livello dei maggiori protagonisti della sua incredibile epoca. (Redazione Virtuale)


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