ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

REDAZIONE VIRTUALE

Mirko Servetti

Nato in Liguria, ad Alassio, il 5 febbraio 1953; vive a Imperia nulla facendo per evitare le invasioni della scrittura.
Presente con poesie ed interventi critici in numerose riviste ed antologie di letteratura. Tra i libri pubblicati, dopo l'esordio di "Frammenti in fuga" (Lalli Editore, 1981) scritto in coppia con Teresio Zaninetti (1947-2007), figurano "Quasi sicuramente un'ombra" (Forum/Quinta Generazione, 1984); il poema "Canti tolemaici", edito in due volumi ("Degli scherzosi proemi" - Tracce Edizioni, 1989; "Le rifrazioni asimmetriche" - Bastogi Editore, 1993); "L'amor fluido (Bastogi Editrice, 1997); "Quotidiane seduzioni" (Edizioni del Leone, 2004)
Fra gli interessi, oltre la poesia, la saggistica, la musica e il cinema.

Dal luglio 2006 su ItaliaLibriNET ha pubblicato:

    Libertà perduta
    Parole sulle labbra degli ultimi

    La nuova raccolta persegue e riplasma la struttura poematica che caratterizzò il libro precedente in una consonanza tematica bene evidenziata da Alfredo Giuliani in prefazione. «Quella stessa inclinazione a oggettivare i dati soggettivi… rende capace Ruffilli di calarsi nella soggettività degli altri, da poeta che è anche narratore.»

Le stanze del cielo sono, per Paolo Ruffilli, quelle che frazionano gli spazi già angusti del carcere e della tossicodipendenza, i cui abitatori sono segnati rispettivamente da una propria claustrofobica costrizione fisica e morale, rassegnati tutti alla perdita della libertà (2008-03-31 12:16:56 ––>Leggi tutto)

    da Terra bruciata di mezzo (fra Vespero e Lucifero)

    Siamo proscritti tra l'universo
    e le sue sciagure nel clima stabile
    al bello, somma di catastrofi algebriche,
    se la linea dei tuoi occhi, ammessa la simmetria,
    se la linea delle apparenze rivanga terre gelide
    in quel taglio d'occhi che rallegra e tartassa
    perché ridente e lontano, gli occhi della profonda
    estate artica, perché ne sono trascinato
    e messo al corrente. Ma poi ne so poco, anzi nulla.
    Perché dov'ero, chi lo sa, e mi scaldavo ai fuochi
    d'ogni ferita inferta alle terre non mie. Cos'era,
    il principio, forse un frutto o l'esito di una metafora
    che non si seppe realizzare, e allora siamo oscillanti
    tra vita e maggiori spazi, pure se la tua semplicità
    è la più presuntuosa fra le espressioni.
    Le ombre, sulle cicatrici, si posano ondivaghe
    dichiarando le piccole morti di giorno in notte
    ma i suoni dalla bocca di mare si costringono
    vivi nell'aria spenta, tornando a visitare
    questa superficie ammobiliata
    che nelle parole di rammarico
    imbastisce messaggi e congedi

nuovo frammento dal poemetto inedito Terra bruciata di mezzo (fra Vespero e Lucifero) (2007-11-21 19:14:26 ––>Leggi tutto)

    Senza titolo

    Ci proponiamo ricognizioni
    in vaporosa ascesa,
    accompagnati da giorni di luci brevi,
    un supponibile inizio d'autunno
    a spetrare i tragitti dopo la siccità,
    per provare che la morte è mutamento
    anche in mezzo alle repellenti verzure
    che effusero zagara
    e dove s'amarono ragazze
    e soldatucci freschi di licenza,
    e potremmo scorticare le distanze
    tra noi e il sole traversando folti d'agave
    fino a raccoglierci, lisi ma ancora vivi,
    sugli usci delle ville padronali
    affastellate ai crinali del mio liquido paese,
    dimore di fantasmi vittoriani
    sotto le filature delle pianche e le risonanze
    oratorie dei pievani domestici;
    tra i famigli la bisnonna, sottile e schiva
    da buona fittavola, sondata di sfuggita
    da un lampo di magnesio perché iniziata
    ai ranghi più elevati, eccelsa cuciniera
    con una Gran Guerra sulle smilze braccia,
    un figlio annegato in una polla di calce,
    lontano da sogni di mollezze in Cote d'Azur,
    il grande parco dei divertimenti un cantiere
    di suburra per guardie e ladri miseri ladri
    e povere guardie, l'invalicabile Promenade
    quale tappeto d'organza spiegato al Negresco,
    le Nice Vieux e le sue corti rilucenti
    nell'ostentare alterigia e noncuranza

(2007-08-10 18:46:11 ––>Leggi tutto)

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PROGETTO U.G.O.
Ugo


«Le crudeltà che si commettono contro il codice, sono una povera banale cosa, rispetto alle inaudite, acutissime, strazianti crudeltà che si esercitano per il solo fatto di essere vivo e tirare avanti alla peggio.»

(Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 19 gennaio 1938)

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PAROLE NUOVE

Conversazione con se stessi
Il valore terapeutico della scrittura
Scrivere ci fa a volte trovare le parole per esprimerci e ci chiarisce sentimenti confusi, incertezze, ambivalenze dentro di noi. Quando siamo bloccati da angosce, nevrosi, sentimenti che non riusciamo a tirar fuori, magari solo perché ce ne vergogniamo o perché temiamo possano non piacere agli altri, essa può assumere un valore terapeutico. (Roberta Andres)
Le donne, la pagina scritta e il peso delle etichette
Conversazione con Lidia Ravera
Lidia Ravera racconta il percorso che l'ha portata fino a noi, a partire da 'Porci con le ali' fino alla finale del Premio Strega, con uno sguardo in prospettiva a un nuovo romanzo fiume, che sta scrivendo, che toccherà i punti salienti che costituiscono l'esperienza di vita di tutta una generazione di uomini e di donne. (Luca Gabriele)
Arte e vita
I diari di Antonia Pozzi
La passione poetica di Antonia Pozzi, Antigone moderna, sull'orlo del precipizio, perduta nello sforzo di rigenerarsi, uno dei grandi poeti del secolo, e il suo essere donna, erano forse in conflitto con un ambiente culturale e sociale inadatti a riconoscerla pienamente nella sua identità di poetessa. Secondo di due articoli. (Tiziano Salari)

Akiko e le nuvole

Ogni separazione è come un volo, il distacco dalla terraferma e da ogni certezza. Una donna, il vento, il mare e le nuvole. La storia biografica di Akiko attraverso un breve componimento "alla giapponese" (Vilma Viora)
Comunità pluralistica o multiculturale?
Integrazione vuol dire anche riconoscimento delle radici dell'Europa
Con Pluralismo, multiculturalismo e estranei, Giovanni Sartori affronta il fenomeno dell’immigrazione, tanto più problematico quanto più consistenti sono le dimensioni dei flussi migratori e ampia è la distanza culturale dei nuovi venuti. La loro integrazione richiede tolleranza reciproca, ma soprattutto l'accettazione da parte loro del principio cardine su cui verte la convivenza europea: la separazione tra il potere dello Stato e quello della Chiesa. Procastinare questo chiarimento significa andare, col tempo, verso la balcanizzazione del Paese. (Redazione Virtuale)
Burchiello
Il suo lavoro letterario è il coronamento della tradizione comico-realistica
La poesia del Burchiello, artista geniale della tradizione comico-realistica, che visse alternando l'attività di poeta a quella non meno nobile di barbiere, che svolse a prevalentemente a Siena, è caratterizzata da un particolarissimo sperimentalismo, che muove dalla carica espressionista ed antiaccademica. Originale e sfrontato, in grado di portare avanti una vera e propria radicale rivoluzione nel campo della rimeria giocosa, è paragonato ai tre maggiori artisti del suo tempo. (Viviana Ciotoli)


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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008