ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

REDAZIONE VIRTUALE

Renato Corpaci

Renato Corpaci è nato a Milano. Iniziato precocemente al lavoro, ha prestato la sua opera nel campo della Pubblicità, della Comunicazione d'Impresa, della Formazione (e-Learning) e dell‘Editoria aziendale per gran parte della sua carriera professionale, collaborando con organizzazioni di primaria importanza, in Europa e negli USA. Lo appassionano tutte le tematiche inerenti la comunicazione e il linguaggio. Dal 1999 al 2008 è stato coordinatore di ItaliaLibri, che ha contribuito a fondare. Aderisce al movimento di Libertà e Giustizia e sogna di svegliarsi un giorno e trovare che l'Italia è diventata finalmente un paese normale. Dal 2008 scrive romanzi, nella sua casa sulle colline del lecchese. I suoi libri Articoli deperibili (indagine noir sulla fragilit dell'essere) e Villa dello Strozzino (dramma in tre atti sull'asimmetricit dei sentimenti) sono entrambi pubblicati per i tipi Samizdat (una sua etichetta) e sono disponibili in cartaceo e in formato kindle su Amazon.it e in cartaceo e in pdf su Lulu.com. Mantiene un blog pseudoletterario personale

Dal luglio 2006 su ItaliaLibriNET ha pubblicato:

    Un uomo alla buona
    Gli amici, i nemici, la mafia, il mondo nei pizzini di Bernardo Provenzano

    Un inaspettato senso di ammirazione ci sorprende il giorno 11 aprile 2006 in cui, all'ora di pranzo, coi risultati parziali delle elezioni appena svolte, i teleschermi danno la notizia dell’arresto di Bernardo Provenzano, l’uomo che tutti indicano come il capo indiscusso e assoluto di Cosa Nostra.

Voi non sapete sono le parole con cui Bernardo Provenzano accoglie gli agenti che lo stanno arrestando. Andrea Camilleri sulla base dei pizzini trovati nel covo di Provenzano ricostruisce la carriera del boss cresciuto come esattore e killer di Luciano Liggio, di cui con Totò Riina è stato un fedele esecutore, fino alla svolta, quando, giunto al vertice di Cosa Nostra, ha maturato la decisione di portare la mafia in immersione (2008-02-18 11:37:49 ––>Leggi tutto)

    Povera, ma non semplice
    E alla fine l'hanno capita anche i critici

    Considerata oggi dalla critica italiana e internazionale una tra le massime scrittrici del nostro Paese, Anna Maria Ortese nasce a Roma il 13 giugno 1914, figlia di genitori del Sud. Oreste, impiegato governativo, siciliano di genitori campano-calabresi e Beatrice Vaccà, napoletana di genitori romano-carraresi.

Anna Maria Ortese è tra i pochi scrittori italiani ad aver saputo praticare a livello altissimo la professione del giornalista, dell'inviato; ha saputo raccontare l'Italia del suo tempo, e non solo l'Italia, come pochi altri nostri scrittori e pochissimi giornalisti. La critica italiana e internazionale la pone oggi, con il suo spirito audace e visionario, tra le figure più grandi della letteratura europea, al pari della della Morante, della Woolf e della Mansfield. (2008-02-12 19:45:06 ––>Leggi tutto)

    Il mistero della gabbietta vuota
    La realtà parallela di Anna Maria Ortese

    Romanzo fuori dal comune, questo Il cardillo addolorato. Fuori dalla tradizione del romanzo italiano – come prima ancora L’iguana (1963) – elementi di un serraglio stravolto, sognante e insieme lucido e reale, ambientato questa volta in una Napoli settecentesca, soffusa di una nebbia magica, diradata la quale però la stessa Anna Maria Ortese invita ad aspettarsi il realismo più prosaico, freddo e materiale.

Quando apparve Il cardillo addolorato fu subito un bestseller. Ancora oggi i tre amici giunti a Napoli da Liegi, nel loro incontro con la popolazione ci aiutano a scoprire una città avviluppata nel mistero e nella propria inerzia. A Napoli - scrive Anna Maria Ortese - retorica e letteratura da strapazzo sono già tutte depositate nel costume, rifulgono nei modi civettuoli e vani delle dame, e scintillano nelle sale da ricevimento, nelle chiese sfarzose... (2008-02-05 17:01:51 ––>Leggi tutto)

    Dove sono andati a finire i fatti?
    La libertà di un paese è proporzionale all'indipendenza dei suoi organi d'informazione

    I fatti possono essere scomodi, scrive Marco Travaglio (La scomparsa dei fatti, Il Saggiatore, 2006). Con il loro verificarsi i fatti possono mettere i bastoni fra le ruote proprio mentre si cerca di far passare, per esempio, un’iniziativa che avvantaggia gli amici, il partito, il nostro padrone o noi stessi.

La scomparsa dei fatti è il libro che Marco Travaglio ha dedicato alla mala-informazione. Se si è d'accordo che in democrazia comanda l’elettore, è cruciale – al di là del gossip, al di là del sensazionalismo a vanvera – rendersi conto di cosa succede davvero e rendersi conto fino a che punto si possa contare sui mezzi d’informazione. Ma soprattutto, su quali testate e su quali pseudo-professionisti non si possa davvero fare affidamento. (2008-01-28 17:29:01 ––>Leggi tutto)

    Il caso e la necessità
    La straordinaria avventura di un uomo-ragno

    Tommaso Landolfi nasce a Pico Farnese, in provincia di Frosinone 9 agosto 1908. Da studente non si distingue per un curriculum scolastico particolarmente brillante, dato che allo studio preferisce la frequentazione dei bar e, soprattutto, dei luoghi dove si gioca d’azzardo, tuttavia, nel novembre del 1932 riesce a laurearsi all'Università di Firenze in lingua e letteratura russa con una brillante tesi sulla poetessa russa Anna Achmatova.

Tommaso Landolfi si laurea all'Università di Firenze in lingua e letteratura russa. Traduttore quindi di importanti autori russi, i suoi primi testi compaiono sulle riviste letterarie del tempo. Nobile aristocratico, ironico e indifferente, affascinato dai ragni, dal tappeto verde della roulette e dal caso, in cui crede dubitandone, ci ha lasciato una vasta opera letteraria, delle più pregevoli e raffinate, al di fuori del tempo, a livello dei maggiori protagonisti della sua incredibile epoca. (2008-01-10 19:05:07 ––>Leggi tutto)

    Le tre società
    III Rapporto sul cambiamento sociale in Italia

    Le tre società è il titolo che l’osservatorio del Nord-Ovest diretto da Luca Ricolfi ha dato al suo III Rapporto sul cambiamento sociale in Italia (Guerini 2007). Il motivo per cui ne scriviamo concerne principalmente un’ipotesi destinata a mantenere una sua attualità nel tempo, fino a, nella peggiore delle eventualità, più o meno catastroficamente degenerare.

Le tre società. È ancora possibile salvare l’unità d’Italia? La particolarità della situazione economica, sociale e politica stimola Luca Ricolfi a individuare una classificazione più pertinente delle classiche categorie elaborate da Sylos-Labini alla attuale realtà del paese. Le garanzie, il rischio e la forza sono tre immagini evocative che sintetizzano la situazione di disagio in cui stiamo vivendo (2008-01-10 11:28:06 ––>Leggi tutto)



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«Ahi, serva Italia, di dolore ostello,/
nave senza nocchiere in gran tempesta,/
non donna di provincie, ma bordello.»

(Dante Alighieri Purgatorio, canto VI.)

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PAROLE NUOVE

Per una psicanalisi non istituzionalizzata
Al di fuori di qualunque dogmatica moralità
Si può uccidere la psicanalisi, dice Cesare Viviani ('L’autonomia della psicanalisi'), facendone uno strumento del conscio per neutralizzare l'inconscio o, più rozzamente assimilandola alla psicoterapia, oppure, confondendo l'ermeneutica con l'interpretazione e, ancora, utilizzandola al fine di un'omologazione culturale. (Roberto Caracci)
Il ruolo dell'intellettuale contemporaneo
Intervista con Amos Luzzatto
Che scelte si possono operare quando ci sono forze gigantesche a influenzare la cultura che pervade i nostri sentimenti? Si può ancora parlare di “libero” arbitrio, di salvezza e di emancipazione? Che cosa possiamo conoscere? Che cosa dobbiamo fare? In che cosa possiamo sperare? Tre raccomandazioni di Amos Luzzatto per l'intellettuale contemporaneo impegnato a navigare attraverso le acque agitate di questa società, spazzata dal vento torrido dell'"antipolitica". (Laura Tussi)
Gabriele D’Annunzio e il cuore messo a nudo
Una parentesi oscura nella vita del Poeta
Il Notturno andrebbe letta come l’opera di un cuore mis a nu alla maniera di Baudelaire, un taccuino esistenziale di dolore e sofferenza, con prospettiva sulla morte, come limite invalicabile dell’umana avventura. Quando la capacità di stupire venne meno, potè manifestarsi il D’Annunzio costretto a confrontarsi con uno stato e con sentimenti di sconfitta, di prostrazione, di ripiegamento, di delusione, di rinuncia e di tregua. (Fabrizio Falconi)

Amante disperata
Breve racconto allegorico
Una lettera di sfogo ad un uomo dal cuore indurito dall'egoismo, un uomo cui quest'Amante aveva dedicato tutta sè stessa... tutte le sue energie... (Carla Montuschi)
Sulle proprie gambe...
Come un fastidioso senso di vertigine
In questo 'Raccontami la notte in cui sono nato', romanzo di formazione, romanzo autobiografico, lungo monologo-confessione, Paolo di Paolo rappresenta la generazione di chi non ha ancora trent’anni e vive, straniato e dubitoso, una perenne insoddisfatta adolescenza. (Alessandra Casaltoli)
Le insolite astrazioni di Giannino di Lieto
«Un immenso deposito dei detriti di un mondo che, già prima dell’esplosione, doveva essere destituito di significato»
Giannino di Lieto (Minori, Salerno 1930-2006), poeta nuovo che non ha modelli, non ha maestri, ripudia gli imitatori, non cerca adepti, ha vissuto intensamente, dividendosi fra la scrittura, l’organizzazione culturale e l’impegno ideologico, seguendo un discorso proprio, fuori e sopra le mode, libero. (Giovanni Maria di Lieto)


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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008