ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

REDAZIONE VIRTUALE

Romina Russo

Dal luglio 2006 su ItaliaLibriNET ha pubblicato:


    aDAL CALAR DEL SOLE AL PRIMO ALBORE…

    Udivo il brivido
    innalzato da mani...
    frequenti ormeggiavano
    sul declino dei miei passi,
    nell’intensa visione
    s’espandevan
    voci alternate,
    un chiassoso urlo calcava la mia fronte,
    migrando da un luogo passeggero.

    Spargendomi di gioia
    saziavo la mia voglia
    precipitando
    ove alberi di paglia si fondono alla terra al morire del sole.

    La forma della luna
    …altalena…
    in una confusione frustrata e ingannata,
    semi di vita aleggiano nell'etere,
    acque assetate ghiacciano mute parole del mare,
    spente,
    somiglian a gole di sangue.

    Gli occhi suoi al mio cammino
    parlano sazi,
    il suo ardore forte a me trapassa in un sorso disilluso,
    stregato è il suo fiato che il corpo fascia,
    granelli di lacrime siedono mobili e
    navi spazzate nell’abisso d’ una goccia fermano il tempo.

    È come ardere in un fuoco d’acqua, è la luce che cessa di respirare.

    L’essenza del suo corpo florido,
    in una siepe trasporta il pensiero aldil del monte
    passi ed ombre dipinte, fuggono giù per la stretta via,
    a scappar sempre più un tormento
    ma nulla sorseggia passione come noi,
    il mio e il suo sguardo folle,

    occhi infiniti

    braccia trepide

    gambe strette al formar d’una stella

    quale meraviglia a noi sia scivolata addosso…
    La pelle aromatizza il vento che tiepido carezza i due respiri,
    le sue labbra morbide quasi somigliar ad una nuvola,
    assaporarle temeva la mia bocca,
    al calar del sole divenne un’ opera lirica.

    Musica, canto e attori divenimmo noi
    ballando l’amore,
    bramando l’erba,
    sognando la luce del mattino.

    Carpiti i nostri sensi in un ramo di illusioni,
    armoniosi l’uno con l’altro
    spinti al desiderio tesi al peccato
    nulla inibisce a saziar dell’amplesso.

    Colmo è il mio spirito
    serpentino volteggia tra sogni,
    capelli ornati di perle
    scivolano lungo il suo petto,
    le sue movenze gelano Terra e Aria.

    Luce solitaria intorno a noi…

    Puri innalzano al cielo i suoi occhi il grido del piacere
    afferrano nubi argentee,
    farfalle d’oro danzano al vento
    e l’ebbrezza si dilegua in noi.

    Ombre palpate da sintonia avversa
    calano suoni alla memoria
    destati al primo sole.

(2006-07-13 06:43:35 ––>Leggi tutto)

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«Non ho mai visto tanta gente offesa così. Sembrava che avessi offeso le loro mamme. Dicevano che non è così che si parla dell’arte. Mi coprirono di contumelie. Furono anni di grande divertimento.»

(Umberto Eco, Opera aperta: il tempo e la società)

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PAROLE NUOVE

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