ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

REDAZIONE VIRTUALE

Savina Dolores Massa

Dal luglio 2006 su ItaliaLibriNET ha pubblicato:


    aIL RABDOMANTE

    Ti insegnerò l'arte di trovare
    la sorgente
    in vene di sangue decolorato
    gassoso
    lingue
    di vapore parlante
    tra labbra
    labbra
    di vulcano
    lava
    la bocca liquida
    guida
    il legno biforcuto
    di ragione e d'animale.

    IncenerirĂ il bastone
    nell'acqua
    che non spegne il fuoco
    nel fuoco che non vince l'acqua
    sul dolore dei denti annegati
    e bruciati.

    Cercherò
    tra le ceneri del tuo sperma
    gli avanzi fallici
    del rabdomante
    che impara il mestiere.

    **********

    CORTESIA FINALE

    Deflorami il miserabile delirio
    di passo buono di ragazza
    ridi dell'urlo tra i denti amari
    posa tenerezza
    sul ferro della lingua
    e cogli
    l'indomita attesa
    dei vecchi asini
    rimasti ad ascoltarsi
    i bianchi ragli.

    Sui franosi fianchi
    delle labbra
    lasciami
    memoria per i giorni
    che verranno
    e gusti che cucinerò
    con purghe notturne
    in acqua di dado.

    Non osare mai tornare
    a sgualcirmi
    letti
    di feci seccate
    e umiditĂ
    d'urina senza dighe.

    **********

    CIELO SECCO

    Con becco rapace
    mi chiacchieri
    sul finire della schiena
    dove l'udito sa
    di cuori di noce
    e di fondale marino.

    Per le assenti risposte
    ti sposti
    tra i rami nodosi
    che ho in testa
    e sfrondi criniera
    di leone candito
    dalla lingua infogliata
    che riesce soltanto
    a ruggire
    di ruggine
    opaca.

    Poi
    mi capovolgi la postura
    e fai il tuo sbaglio
    di voler guardare
    questo sguardo
    senza biada,
    morto di fame
    per le attese,
    fattosi
    cirro chiaro
    appartato
    oltre i monti,
    eremita di cielo
    senza ali
    a molestarlo.

    **********

    NON TI HO CHIESTO DI SOGNARMI

    Ho aspettato
    seduta nel sogno
    del mio ultimo amante
    che il latte delle asine alate
    piovesse dal cielo
    a turbarmi
    per la cagna che sono nel sogno di lui.
    Pietoso mi ha dato un ombrello
    di pelle di vecchio assassino
    filtrava la pioggia di latte
    facendone sangue
    ma lasciandomi asciutta
    a camminare carponi
    nel fango carminio
    con schiuma di madre che vola
    e che raglia.
    Poi lui mi ha spostata
    sopra un'erba di spine
    a farsi leccare
    la spada maschile
    tra lumache bavose
    dentro gusci di uovo
    e il mio piacere di donna
    che pentito non è.
    Alla fine del sogno
    mentre io giĂ svanivo
    si è svegliato frustrato
    d'avermi pensata
    e infuriato ha percosso
    le sue coltri rosate
    ha frugato le strade
    per trovarmi reale
    ma da desto non sa
    che io esisto davvero,
    come lui mi vorrebbe.

    **********

    IL VECCHIO DONGIOVANNI

    Ha guardato il mio intestino
    vestendolo di giarrettiere
    e profumi che avrebbe desiderato
    gli dedicassi
    mi ha pesato le ossa dei polsi
    e valutato la capienza del pugno
    ha visto fianchi di bambina
    che non atterriscono
    la povertĂ dei suoi intenti
    ha stretto i denti
    immaginando
    i miei capelli ad imprigionargli il collo
    e i gemiti di sottomissione
    per i suoi giochi della mente.

    Mi ha portata
    senza domandarmi permessi
    in notti di sudori
    e salive frammiste a frasi fermentate
    mi ha spiato la schiena
    per godere del potere che poteva sostenere
    ha spogliato i miei piedi
    per capirne l'impronta sul suo viso.

    Se n'è andato
    con pensieri da portarsi a letto
    dove da solo
    si sarebbe imbrattato
    di un seme terrorizzato
    di vedersi tanto solo
    e scarso.

(2006-07-19 12:28:54 ––>Leggi tutto)

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PROGETTO U.G.O.
Ugo


«Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da agenti
della divina follia.»

(Alda Merini)

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PAROLE NUOVE

Alla ricerca dell’heimat perduta.
Riflessioni sulla poesia civile in Italia.
La poesia civile deve muovere all’azione, partendo dal propria identità più autentica e non è forse il legame tra la parola e la terra l’identità più autentica della poesia civile? Se l’anima è il luogo della poesia, la propria terra è il luogo della poesia civile. (Pasquale Vitagliano)
La confusione dialogica
Intervista con Massimo Cacciari
La logica della Shoah è del tutto straordinaria rispetto ad ogni genocidio commesso e perpetrato nel passato. La Shoah ha degli elementi e degli aspetti anche culturali e anche religiosi e filosofici assolutamente peculiari. Quindi la Shoah non è ripetibile e riproducibile: è qualcosa di unico, di estremo e irripetibile e non per la quantità di vittime, ma per aspetti meramente qualitativi, in cui il male si è presentato in una forma eccessiva, esclusiva e irripetibile. (Laura Tussi)
Ereditarietà e predestinazione nei personaggi de “I Viceré”
Romanzo-simbolo della decadenza e della fine non solo di una stirpe ma di tutta una condizione sociale.
L'itinerario stilistico di Federico De Roberto può considerarsi inscritto sull’asse verismo-naturalismo-psicologismo. "I Viceré" è il risultato dell’elaborazione dei vari passaggi che lo hanno svincolato da ogni precedente “ismo“. Nel romanzo la storia della Sicilia post-garibaldina viene delineata attraverso le vicende private degli Uzeda di Francalanza, il cui ultimo “discendente” sarà soltanto un groviglio di cromosomi degenerati. (Anna Maria Bonfiglio)

Una forte speranza
La guerra vista da un bambino e la seconda bomba atomica
Human Rights Watch reputa che ci siano attualmente tra 200.000 e 300.000 bambini-soldato, arruolati e in armi in venti paesi in tutto il mondo. Infanzie negate e spesso soggette a orribili violenze, al servizio di bande di ribelli ma spesso anche di forze governative, partecipano a pieno titolo e a tutti gli effetti al combattimento. Vengono mandati avanti per individuare campi minati, compiere missioni suicide, fungere da collegamento come spie, messaggeri o vedette. (Rania El Mansour)
Demetrio Pianelli

L’ambiente è quello della piccola borghesia impiegatizia milanese, impregnata di convenzioni sociali, di moralismo un po’ bigotto, di medietà un po’ squallida. L'opera più importante di Emilio De Marchi, inserisce il personaggio di Demetrio Pianelli nella scia dei topoi letterari di fine Ottocento-Novecento dell'"inetto", del "vinto", dell'"idiota", di colui che vive "con gli occhi chiusi". (Roberta Andres)
Sergio Corazzini
Il piĂą rappresentativo dei poeti crepuscolari
Nato a Roma, Sergio Corazzini è precursore del crepuscolarismo di cui frequentava gli esponenti al caffè Sartoris. Influenzato dai simbolisti e dai decadenti europei fa da cerniera tra la poesia sublime e l'elegia alla semplicità del quotidiano, alla nuova poetica novecentesca. Minato da una tubercolosi ereditaria ne fa la propria ispirazione per una poesia intensa e originalissima (Redazione Virtuale)


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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008