ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

REDAZIONE VIRTUALE

alessandra casaltoli



Alessandra Casaltoli (Livorno 15/04/1975), appassionata di letteratura italiana del Novecento, insegnante, corrispondente di riviste di cultura e letteratura come Stilos, Il Sottoscritto, Reality, Leggere:tutti, ha collaborato con la casa editrice CT Edizioni nella veste di consulente editoriale.

Ha pubblicato nel 2009 la sua prima raccolta di racconti: Con immutato affetto. Cronache. Edizioni Albalibri (www.albalibri.com)

Alessandra Casaltoli

Via dei Mulinacci 9

57126 Livorno

Cell.: 328/7171141

a.casaltoli@libero.it



Dal luglio 2006 su ItaliaLibriNET ha pubblicato:

    Ognuno è come Ulisse, a modo suo...
    Una storia fatta di tante storie

    Così l’Autore nella Nota introduttiva alla raccolta In viaggio, testo primogenito di Franco Donatini, ingegnere e ricercatore per Enel, come esperto di energie alternative, docente presso l’Università di Pisa, di Energia Geotermica.

I racconti di Franco Donatini ('In viaggio'), autobiografici e insieme surreali, frammenti di esperienze, alcune esaltanti, altre drammatiche, ma mai banali, riflessioni sull'enigma dell'esistenza, incontri casuali di breve durata, squarci di umanità che emergono improvvisi nel fluttuare degli eventi, immagini che durano l'eternità di un istante ma che restano impresse in maniera indelebile, manifestano la volontà dell'autore di condividere esperienze che sempre, alla fine, lasciano dietro di sé vie aperte all’ottimismo. (2008-07-07 21:03:07 ––>Leggi tutto)

    Sulle proprie gambe...
    Come un fastidioso senso di vertigine

    Ha un retrogusto vagamente gaddiano, Raccontami la notte in cui sono nato. Lucien, io-narrante, apre la prima pagina presentando sé stesso nell’istante in cui il castello di carte, barocco e cedevole, in cui aveva creduto di poter trovare riparo da una “vita pratica” per cui non si sente né adatto, né adattabile, rovina irrimediabilmente, mostrandogli, una volta di più, che «Qui l’unico problema sono io».

In questo 'Raccontami la notte in cui sono nato', romanzo di formazione, romanzo autobiografico, lungo monologo-confessione, Paolo di Paolo rappresenta la generazione di chi non ha ancora trent’anni e vive, straniato e dubitoso, una perenne insoddisfatta adolescenza. (2008-06-27 20:06:00 ––>Leggi tutto)


    aAlie

    C‘è una casa sul mare
    nel quartiere del porto
    sa di sale e salmastro
    color bianco calcare.

    I palazzi si squadrano
    sopra ciottoli grigi
    e il libeccio potente
    tra intricati carrugi
    gratta via calcinacci
    sibilare pertugi.

    Una nave attraccata
    nel tramonto del sole
    in contrasto all‘arancio
    di un bel giorno che muore.

    E ritorna il camallo
    nella casa del porto
    che ha bevuto e cantato
    sulla cassa del morto.

    Porta odore di piogge
    nella sacca sul dorso
    e di terre e di sabbie
    e di posti da dove
    sente l‘eco di un nome.

    Una donna lo guarda
    l‘ha aspetato da molto
    dietro quella persiana
    verso il faro del porto.

    Alto e bianco un gabbiano
    sa che arriva tempesta
    mezzaluna di piume
    in quest‘ora molesta
    in cui tuona il Tirreno.

    Plana a picco sul molo
    mentre il mare a schiantate
    graffia i denti di cane
    tra gli scogli serrati.

    Ora guarda il camallo
    la sua Alie sirena
    scioglie neri i capelli
    ed intona il suo canto
    in un letto di onde
    fa danzare il suo corpo
    che ha il sapore e l‘odore
    di conchiglia di mare.

    2 gennaio 1995

    Tu sei per me
    quella casa in collina
    ai margini del bosco,
    sei l‘odore dell‘erba
    in una notte d‘agosto.

    Sei il fuoco nel camino,
    il sole che mi abbraccia,
    un campo senza ortiche,
    una stanza in quella casa
    dove ti ho dato tutto
    senza volere nulla.

    E diventai una donna.
    E in grembo la mia stella
    che non sapeva ancora
    del mondo che ci aspetta,
    di quanto questa vita
    ci cambi così in fretta.

    Ma nella notte penso
    e ti rivedo ancora
    accanto a quella casa
    ai piedi dell‘aurora:
    in una notte magica
    di un cielo che franava,
    un San Lorenzo caldo
    che ci prendeva l‘anima
    fatta di stelle lucide
    sopra quel cielo livido.

    Di quella notte insieme
    ci ha uniti un solo brivido
    d‘amore e di speranza
    per quella vita nuova
    che adesso sboccia vivida
    e che ci unisce ancora.

    Euridice

    Ti verrò in mente
    e sar d‘estate,
    e sar il caldo del sole
    che ancora scalda il tuo stanco dolore
    a ricordarti i miei abbracci tiepidi
    e le carezze, e l‘odore di giugno
    dell‘erba umida nel vuoto notturno
    di tante lucciole lievi.

    Ti verrò in mente e sarai in una stanza
    da cui si vede volare i gabbiani,
    da cui si sente suonare le navi,
    in cui nell‘ombra mi sussurravi
    che in me credevi
    e che mi volevi
    sempre così: per sempre
    io sola, così.

    Ti verrò in mente e ti voltera
    e poi di nuovo verrò imprigionata
    nell‘altro mondo
    in cui solo il ricordo
    può farmi vivere ancora per te.

    La casa delle luci

    Una torre di sassi
    sopra l‘isola brulla
    ha due occhi che guardano
    verso il vuoto del nulla.

    La nereide si acconcia
    madreperla di schiume
    e gli anemoni acidi
    accarezzano squame
    di due code sinuose
    sotto fianchi di donna.

    Il rapace sorvola
    scorre l‘ombra sul mare
    poi si butta in picchiata
    a strappare una preda
    a quell‘onda che muore
    sulla spiaggia racchiusa
    da strapiombi di rocce.

    Sulla torre di sassi
    si è posato il gabbiano
    da vedetta al suo mondo
    un ricordo lontano
    ha paura dell‘uomo
    che lo aveva tradito.

    Rompe i vetri furioso
    con beccate violente
    della casa di luci
    che rimangono spente.

    Accecata la notte
    ora resta lui solo
    con Nereide che canta
    e di l spicca il volo.

    Io mare

    Chiss se mi pensi
    e quando mi pensi
    che pensi di me.

    Chiss se mi senti
    che cerco il tuo viso
    i tuoi gesti, i tuoi occhi.

    Che pensi di me se ti sto più vicina
    a sentirti parlare.

    Non sento parole,
    non vedo una stanza,
    ti sento da dentro
    venirmi a sfiorare:


    tu vento maestrale,
    io, mare.


(2006-08-20 13:18:47 ––>Leggi tutto)

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Passione di conoscenza e verità della poesia
Equivalenza tra scrittura poetica e scrittura saggistica
Come mai, in un’epoca di distruzione della tradizione, il rapporto tra Poesia e Filosofia si è fatto così stringente? Cerchiamo di capire (parte I) come la vita tenti di farsi intelligibile attraverso il linguaggio, e come Poesia e Filosofia procedano unitariamente in questo compito di trasparenza, in cui tentano di ritrovare la loro unità originaria (Tiziano Salari)
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L'opera e la vita di Tommaso Landolfi sono entrambe governate dall'arbitrarietà del caso, che influenza dispoticamente le azioni degli uomini e i loro accidenti, secondo un capriccio imperscrutabile e bizzarro (Pasquale Vitagliano)

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Dall'oscurità, la luce...
Per tre personaggi, ognuno con la propria storia, la notte bianca di Roma del grande blackout del 2003 diventa motivo di scoperta e nuova consapevolezza. Erica, in deficit di sonno, culla la sua bambina e fantastica di volare; Francesca affronta nell'oscurità un uomo semi-sconosciuto e una nuova relazione; Adriano, stanato dalla paralisi degli elettrodomestici apre gli occhi per la prima volta dopo lungo tempo e vede il mondo reale... (Roberta Andres)
Il lavoro della cura nelle istituzioni
Progetto, gruppi e contesti nell'intervento psicologico
Se le istituzioni costituiscono un insieme di ruoli e di rapporti, la legge che li regola è rappresentativa della vita stessa delle istituzioni, in un insieme di esperienze collettive volte a perpetuarsi e stabilizzarsi. Le esperienze di Lyth, Lewin, Bleger, Bion, Kaes. (Laura Tussi)
Il caso e la necessità
La straordinaria avventura di un uomo-ragno
Tommaso Landolfi si laurea all'Università di Firenze in lingua e letteratura russa. Traduttore quindi di importanti autori russi, i suoi primi testi compaiono sulle riviste letterarie del tempo. Nobile aristocratico, ironico e indifferente, affascinato dai ragni, dal tappeto verde della roulette e dal caso, in cui crede dubitandone, ci ha lasciato una vasta opera letteraria, delle più pregevoli e raffinate, al di fuori del tempo, a livello dei maggiori protagonisti della sua incredibile epoca. (Redazione Virtuale)


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