IL PROBLEMA DELL'UOMO CONTEMPORANEO AFFRONTATO NE IL VISCONTE DIMEZZATO, DI ITALO CALVINO

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Il visconte dimezzato (1952)



Italo Calvino, Il visconte dimezzato
Oscar Mondadori, Milano 1993
91 pp., £ 14.000 / Euro 7,23

Italo Calvino, I nostri antenati
Mondadori, Oscar Grandi Classici, Milano 1996
422 pp., £ 20.000 / Euro 10,33

la prima opera della trilogia I nostri antenati, insieme di racconti fantastici che comprende anche Il barone rampante (1957) e Il cavaliere inesistente (1959). Ne Il visconte dimezzato (1952) Calvino racconta di Medardo di Terralba, iniziando un percorso che lo porta ad analizzare, in un contesto fantastico, psiche, sentimenti, azioni e reazioni dell’uomo di fronte ai fatti della vita.

È la storia di un visconte che partecipa, assieme allo scudiero Curzio, a una guerra di religione alla fine del Seicento in Boemia. Il protagonista viene tagliato in due parti speculari da una palla di cannone. Prende il via così la vita parallela delle due metà di Medardo. Inizialmente ritorna al paese solo il lato maligno, capace di terribili atrocità: provoca la morte del padre, tenta di uccidere il nipote, condanna a morte decine di uomini solo per aumentare il numero dei fuochi fatui al cimitero. Il Medardo “cattivo” però rivela anche inaspettate doti di umorismo e di realismo, quasi Calvino volesse giustificare in qualche modo i suoi comportamenti. Successivamente fa ritorno al paese natio anche l’altra metà del visconte che si comporta in modo totalmente opposto: gentile, altruista, buono, o meglio “buonista”, caratteristiche che però vengono esasperate fino alla nausea.

I "due" protagonisti si innamorano della stessa donna, la pastorella Pamela e, dopo varie vicissitudini, giungono a un duello che finirà con una ferita contemporanea proprio nel punto della precedente "divisione". Il dottore riuscirà a ricongiungere le due metà e a ripristinare il quieto vivere.

Nel corso del romanzo è piacevole notare che quasi tutti i personaggi esprimono una certa ambiguità di fondo, sono incompleti, strani, ma sinceri: il codardo e inetto dottor Trelawney, genio del tressette, i lebbrosi di Pratofungo, poveri, moribondi, ma capaci di continui festeggiamenti che spesso sfociano in vere e proprie orge, mastro Pietrochiodo, uomo onesto e benevolo inventore però di crudeli strumenti di tortura e morte.

A Calvino, infatti, interessava primariamente «il problema dell’uomo contemporaneo (dell’intellettuale, per essere più precisi) dimezzato, cioè incompleto, “alienato”»; e proprio a tal fine, ha dimezzato il suo personaggio «secondo la linea di frattura tra “bene-male”», perché ciò gli «permetteva una maggiore evidenza di immagini contrapposte, e si legava ad una tradizione letteraria già classica (per es. Stevenson)». D’altra parte — sottolinea lo stesso scrittore — «i miei ammicchi moralistici… erano indirizzati non tanto al visconte quanto ai personaggi di cornice, che sono le vere esemplificazioni del mio assunto: i lebbrosi (cioè gli artisti decadenti), il dottore e il carpentiere (la scienza e la tecnica staccate dall’umanità), quegli ugonotti, visti un po’ con simpatia e un po’ con ironia (che sono un po’ una mia allegoria autobiografico-familiare, una specie di epopea genealogica della mia famiglia) e anche un’immagine di tutta la linea del moralismo idealista della borghesia». (1)

E così, questo continuo parallelo tra comportamenti e caratteristiche contrapposte rafforza ancora di più il messaggio dell’autore che non condanna e, simultaneamente, non giustifica a priori nessun accadimento e nessuna azione. Rende volutamente confusi i confini tra bene e male, dimostra che in ogni azione sono le sfumature, le ragioni, i comportamenti a determinare il senso dell’azione stessa e che, non sempre, le regole predeterminate devono considerarsi assolute e definitive. Ci dice che nessuno è perfetto, antico detto, forse troppo poco considerato, che tutti hanno le proprie “miserie” e “squallori”, debolezze però non necessariamente correlate alle inclinazioni personali.

Altra caratteristica saliente dell’opera è la leggerezza che vi si respira, sia riguardo al linguaggio, semplice e scorrevole, sia relativamente al costante accento ironico che impedisce a Calvino di essere macabro di fronte alle crude nefandezze del Medardo maligno o lacrimevole e retorico raccontando della zuccherosa e lagnosa metà “buona”.

L’autore, aiutato dal contesto fantastico, stupisce anche per l’estrema attualità degli argomenti: durante la lettura, tra le fessure di humour e spirito, affiorano spontanei interrogativi morali, riflessioni e domande probabilmente vecchie come il mondo, ma egualmente importanti per ognuno nell’ambito del proprio microcosmo. Al tempo stesso, la sua simpatia e la sua fantasia non vengono mai meno, bensì si esprimono anche in piccole sottigliezze, quali la scelta di nomi come Pratofungo per il villaggio dei lebbrosi o Pietrochiodo per il mastro del paese.

D’altronde, per Calvino, come per Bertolt Brecht, è proprio il divertimento la prima funzione sociale di un’opera letteraria o teatrale. E, fermamente convinto che il divertimento sia una cosa seria, a uno studente che lo interroga sul suo libro, Calvino risponde così: «Quando ho cominciato a scrivere Il visconte dimezzato, volevo soprattutto scrivere una storia divertente per divertire me stesso, e possibilmente anche gli altri; avevo questa immagine di un uomo tagliato in due ed ho pensato che questo tema dell’uomo tagliato in due, dell’uomo dimezzato fosse un tema significativo, avesse un significato contemporaneo: tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra». (2)

D’altra parte, «è chiaro che — dice con la solita razionale ironia l’io-narrante de Il visconte dimezzato — non basta un visconte completo perché diventi completo tutto il mondo».

(Vedi anche la recensione critica della trilogia I nostri antenati da cui è tratto Il visconte dimezzato).

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 20 novembre 2000
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NOTE
(1) Lettera a Carlo Salinari del 7 agosto 1952, pubblicata in I. Calvino, I libri degli altri. Lettere 1947-1981, a cura di G. Tesio, Einaudi, Torino 1991, p.67.
(2) Intervista con gli studenti di Pesaro dell’11 maggio 1983, pubblicata in Il gusto dei contemporanei, Quaderno n.3, Italo Calvino, Pesaro 1987, p. 9.




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Serena Platania, Siracusa, 24/10/'04

Mi somo ritrovata a leggere Il VIsonte dimezzato a scuola e all'inizio pensavo fosse un libro di contenuto storico,che solitamente tovo noiosi;ma andando avanti con la lettura mi sono resa conto di come Calvino vada oltre alla semplice ambientazione storica lasciando vedere come una guerra possa cambiare una persona da qualsiasi punto di vista e di come siano indispensabile relazionarsi con gli altri per ritrovare quella parte di noi stessi che ormai si credeva perduta per sempre...in questo caso grazie all'amore

Leandro, S. Marcellino (Caserta), 16/09/'04

Questo libro mi è stato dato da leggere durante le vacanze estive.Dato che non leggo molto pensavo che era una noia leggerlo e leggendo le prime pagine avevo ragione ma poi andando avanti con la lettura mi ha affascinato e sono riuscito a leggerlo in due giorni.in questo libro calvino adopera un linguaggio semplice inoltre non è per niente pesante e riesce a farsi capire in ogni situazione.questo libro ha un significato contemporaneo cioè che tutti ci sentiamo inclopeti e realizziamo solo una parte di noi.Mi piace come è riuscito a mettere in contrapposizione il bene con il male creando una serie di effetti di sorpresa.Inoltre mi piace la morale di calvino infatti egli dice che la cosa più importante di un libro è quella di divertire infatti quando ha scritto questo libro voleva soprattutto scrivere una storia divertente che divertisse lui e possibilmente il lettore.CIAO a tutti,cmq penso che questo libro lo debbano leggere tutti.

Viola Leppi, Palermo, 14/09/'04

"Il visconte dimezzato" mi è piaciuto abbastanza perché Calvino è riuscito a rendere bene l'idea del fatto che ognuno di noi possiede dentro di sé sia il bene che il male e che sta a lui decidere quale metà far prevalere. Un po' meno mi è piaciuto l'inizio perché si dilunga in descrizioni che io personalmente ho trovato noiose.

Jacopo Cavuto, Milano, 29/08/'04

Molto bella la storia e molto piccolo..... due cose che per me vanno molto d'accordo insieme...

Cinzia, Monza, 7/07/'04

Ho trovato molto interessante questo libro. All'inizio pensavo che fosse noioso come tutti gli altri, ma poi leggendolo, mi sono accorta che era diverso, soprattutto molto divertente!!! L'ho letto in due giorni, e penso che tutti dovrebbero leggerlo.

Anonimo, Rocca di Papa (Roma), 29/06/'04

Mi è stato dato da leggere per le vacanze estive e l'ho terminato in soli due giorni. Mi è piaciuto e lo consiglio a tutti come libro da leggere. Ognuno di noi può rispecchiarsi o nel Gramo o nel Buono o in Medardo.

Sara Novelli, Lucca, 23/06/'04

Questo libro mi è stato imposto di leggerlo per l'estate...quando ho visto lo spessore ho pensato fosse una cavolata e sinceramente anche quando ho letto le primissime pagine l'ho trovato noioso ma andando avanti con la lettura le parole scorrevano benissimo e in poco più di tre ore sono riuscita a finirlo! mi piace lo stile di calvino e soprattutto il fatto che in questo libro è riuscito a mettere in contrapposizione il bene e il male in un modo straordinario: facendo divertire il lettore. credo che quando tornerò a scuola ringrazierò la mia professoressa del buon acquisto che mi ha fatto fare!!!

Jacopo Solari (jacopo37@virgilio.it), Orbetello, 05/03/'04

Devo leggere "il visconte dimezzato" entro domani...sono le 18.30...e ancora ho da arrivare a pag 10...credo che ce la farò, anche perchè domani ho un compito su sta roba...calvino resta comunque un grande, uno spettabile interprete di una realtà dalle troppe facce e dagli infiniti punti di vista relativistici...alla fine tra una risata e un sorriso romanzi come il cavaliere inesistente ecc sono quelli che più ti stimolano a porsi domande e a rispondervi con uno spirito egregiamente saggio.

Paolo Pileri (marpil@tiscali.it), Sassari, 15/02/'04

Il libro ha un significato molto importante:cioè che tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti,tutti sviluppiamo una parte di noi stessi e non l'altra.

Fabio Ginestra (darklight_M@libero.it), Palermo, 09/02/'04

Il bello di questo libro è la semplicità della lettura. Non è per niente pesante e l'autore riesce sempre a farsi capire in ogni situazione che spiega. Dal punto di vista allegorico, Calvino non riesce ancora a colpirmi, le sue idee forse sono troppo semplici come la scrittura del libro. Cioè, io non vedo nel visconte dimezzato il significato dell'incompletezza. Più nei compaesani, invece. Credo che si dovesse incentrare di più nei compaesani, tant'è vero che fino a metà libro la figura del visconte è davvero di fondo (ogni tanto si ricordano le malefatte).

Massimo Cardolicchio (max89@email.it), Taranto, 18/01/'04

Il libro mi è stato assegnato, per un compito in classe, da leggere nel periodo delle vacanze natalizie.Personalmente l'ho trovato molto interessante e coinvolgente, con una bella trama.Mi è piaciuto talmente che l'ho letto in serata in circa 3 ore di fila... Inoltre sono l'unico a considerarlo interessante nella mia classe del Liceo Scientifico "G. Battaglini"!

Luca Altobelli (katafungus@katamail.com), Latina, 02/01/2004

Nessuno può esprimere al meglio un problema contemporaneo come quello della nostra incompletezza come "il visconte dimezzato" di Italo Calvino. Inoltre l'ambiente surreale, e i personaggi e le vicissitudini impossibili ed ironiche fanno apprezzare al meglio il vero spirito delle idee di uno dei più grandi autori contemporanei


Fede Fasano, Torino, 9/11/'03

Anche io l'ho letto perché me lo hanno dato a scuola, all'inizio mi è sebrato come quasi tutti gli altri libri quindi molto noioso poi però mi è sembrato molto profondo anche se fantastico. Se vi piace questo libro leggete anche "Lo srano caso del dottor Jekyl e del signor Hyde" di L.Stevenson che è molto simile:


Samuele Gardenghi (misticsnake88@hotmail.com), Ferrara, 15/10/'03

A me il libro è stato assegnato a scuola da leggere per un compito in classe. La trama la ho trovata molto coivolgente, ma trovo che il libro va letto con attenzione e più volte, ma soprattutto non va dato a ragazzi troppo giovani perché non ne capirebbero bene i contenuti. P.S. Scrivete con più calma qui è tutto un'errore ortografico, se vi vedesse Calvino.... eheheh


Elena Monachesi, Loreto (An), 24/07/03

Questo libro è stato più che stupendo e l'ho letto in una settimana perche mi ha appassionato veramente come nessun'altro libro!!!LEGGETELO!!!!!!!!!!!!!!!


Anonimo, 23/06/03

Questo libro, nonostante l'abbia letto obbligatoriamente, mi è piaciuto molto; la storia è molto appassionante,anche se dal primo capitolo questo racconto può apparire noioso. Consiglio di leggerlo a tutti perché è una lettura costruttiva e allo stesso tempo appassionante.


Francesco Petito, Napoli, 21/05/03

È un libro interessante sotto tutti gli aspetti e consiglio di leggerlo soprattutto per la descrizione accurata dei personaggi e per l'analisi introspettiva che fa l'autore su quest'ultimi


Salvador Sapienza, Piazzola sul Brenta (Padova), 13/05/03

Questo libro non mi ha appassionato tanto, anche perché ce lo hanno dato da leggere obbligatoriamente, e quindi dopo il quarto capitolo non ne potevo più!Comunque non glielo sconsiglio a nessuno!


Sara Bocchetti, Napoli, 08/05/03

"Italo"è un grande!questo libro,apparentemente semplice talvolta puerile,è un vero capolavoro.esprime con semplicità concetti importanti...noi italiani dobbiamo esserne fieri.


Riccardo, Verona, 05/05/03

Questo libro "Il visconte dimezzato",è un bel libro....leggetelo!!!!!!!!


Cristiana De Luca (decris86@tiscali.it) , Roma, 15/04/03

Una storia curiosa e sorprendente... Si,non saprei definirla in altro modo... La lettura è molto semplice e fa riflettere in modo piacevole su tematiche attuali molto interessanti... Anche se ritrovarmi nella figura finale del bambino mi ha un po' rattristato sono felice di averlo letto e lo consiglio a tutti.............! Buona lettura! Cris.......


Massimo Galati, Bologna, 22/04/03

un capolavoro.il classico romanzo calvinista nel quale la simbologia assume un ruolo di primo ordine.l'uomo contemporaneo si riflette pienamente nei romanzi della trilogia ed in questo in particolare.leggetelo.vi coinvolgerà


Jessica, 22/04/03

Ë un libro bello anche se troppo complicato per la sua chiave teorica.


Giovanni Caruso (dsg@libero.it), Rende (Cn) 04/01/03

Ë un libro pieno di significato,infatti qui Calvino ha voluto esprimere che ogni persona si sente incompleta cioè tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l' altra.


Valerio Mastrangelo (master_angel7187@hackerjournal.it), Morlupa (Rm), 11/12/02,

Io sono uno di quei pochi ragazzi che legge molto, ho letto questo libro per scuola, e devo dire che non mi è piaciuto per niente. Dicono che Calvino era uno scrittore ironico, ma io tutta questa ironia non la riestco proprio a trovare. Questo libro è veramente assurdo e irreale e questo non ne facilita di certo la lettura. Mi sento veramente di non consigliare questo libro.


Ivan Cannella (simonbanana@libero.it), grottammare (ascoli piceno), 16.10.2002

È un libro pieno di significato che ci spiega attraverso un uomo diviso in due parti come l'uomo si divide in due parti:il bene e il male. calvino spiega la storia con molto ironia rendendo il libro facile da leggere lo consiglio a tutti


Sanae Bellaje (bellaje.sanae@caramail.com), Rabat, 12.04.2002

La storia de "Il visconte dimezzato" e molto piacevole e soprattutto molto divertente. Vi consiglio di leggerla.


Andrea Mazzeo (andreamazzeo@interfree.it), Macchia di Giarre, Catania, 2.04.2002

Una moltitudine di esagerazioni in meglio e in peggio, ma che ci fanno riflettere molto e soprattutto divertire.


Alessandro Pierini (alessandropierino8@tin.it), Milano, 12.03.2002

Questo racconto è molto bello e molto leggero e penso che Italo Calvino sia stato molto bravo a scrivere "Il visconte dimezzato"


Mely (melyxxx89@hotmail.com), 16.02.2002

E' un libro corto, leggero, ma molto significativo, no? Comunque l'ho trovato davvero simpatico e divertente, quindi leggetelo.


Alessia Findi (raggio85it@yahoo.it), Roma, 6.02.2002

Abbastanza piacevole e simpatico...Avendo letto prima "Il cavaliere inesistente", "Il visconte dimezzato" mi è sembrato più scorrevole e leggero!! Sono tutte e due dei bei libri corti e simpatici che rappresentano personaggi fuori dalla nostra realtà...Ora non mi resta che terminare la trilogia con "Il barone rampante"!! Ciao a tutti!!


Francesca C. (primasc@libero.it), 24.01.2002

Il libro non mi è piaciuto molto sopratutto all'inizio, mentre andando avanti è diventato più appassionante. Sinceramento mi è piaciuto di più "Il cavaliere inesistente" perchè creava più suspance. Ora non mi resta che leggere "Il barone rampante", auguratemi una buona lettura!


Greta Gasperini (gretagas@tiscali.it), 12.1.2002

Ho letto questo libro per le vacanze di Natale, mi è piaciuto molto il testo, è molto scorrevole, e poi Calvino nelle parti più drammatiche narra con ironia in mondo da non drammatizzare la storia. E' il libro della trilogia che mi è piaciuto di più. Buona lettura a tutti.


Monica Bonotto (papmonica@hotmail.com), S. Stino di Livenza, Venezia, 10.1.2002

"Il Visconte dimezzato" è un libro molto interessante. Apparentemente può sembrare noiso e banale, ma in realtà contiene concetti importanti e valori che spesso vengono trascurati. Inoltre Calvino si distingue da altri scrittori per la sua capacità di usare la simbologia. Consiglio quindi a tutti i giovani lettori di leggere questa ironica commedia!!!


Cristiano Di Marco (cridm@hotmail.com), Sulmona, 3.1.2002

A me questo libro è piaciuto moltissimo e consiglio a tutti i ragazzi di leggerlo perché piacerà sicuramente anche a loro e poi si legge in una maniera così facile e divertente che non ti rendi nemmeno conto di averlo finito!!!


Virgilio Vinciguerra (virg@jumpy.it) Cassino, 23.11.2001

Un libro noioso, monotono, comunque alto uso lessicale ed una forma straordinaria dello scritto.


Nadia A. (nadia@vaxxine.com) San Caterina, Canada, 11.11.2001

Ho appena finito di leggere «Il visconte dimezzato» e vorrei dire che mi e' piacuto molto! Il libro e' immaginario e molto divertente. Dopo aver letto dei capolavori come la «Divina Commedia» e «Il fu mattia Pascal» ho trovato questo libro molto "leggero". Insomma e' molto bello...leggetelo e divertirvi!!!!


Andrea Pirrone, (w@tiscalinet.it), 3.11.2001

Bellissimo. Coinvolgente, non necessariamente divertente. Ricco di poesia, comunque, e carico di significati. Leggetelo, in molti, perchè a molti di voi potrà piacere.


Dario, Olgiate Olona, Varese, 21.10.2001

Diverte, sì forse...Oltre ad offrire una parte ricca di messaggi significativi quali il fatto che l uomo è incompleto ed è sempre alla ricerca della sua restante metà che in qualche modo rimane nascosta e incompleta, cerca di rendere la lettura oltre che divertente piacevole e scorrevole. Di certo lo consiglio a chi vuole una storia divertente e, per capirci, Calviniana, ossia lineare e con messaggi significativi in merito all uomo, alla sua parte normale della realta...


Agostino Pascal (ghista@ciaoweb.it) Villar Perosa, Torino 03.07.2001

I libri di Calvino sono piacevoli perchè e divertenti anche paerchè riesce a inserirci la sua visione del mondo senza darlo troppo a vedere. In tutta l'opera è presente il concetto d'alienazione, in qualsiasi momento eppure a una lettura superficiale non si capisce Certamente meglio Calvino che autori come Gadda.


Lori Costanzo (tipatoga@hotmail.com), 13.05.2001

"Il visconte dimezzato" tra i libri libri della trilogia de "I nostri antenati" e' il piu' divertente..Ha anche una funziona morale..Insomma e' proprio bello e divertente!!!leggetelo.


Daniele C., 13.05.2001

Un racconto alla Calvino "leggero" e "rapido", non assurge ad opera maxima della letteratura (certamente non intenzione di Calvino), ma merita un posto nella libreria privata di ognuno, sicuramente se l'è concquistato nella nostra memoria...."visibile" com'è.


Anonimo, 27.01.2001

Avevo letto che un lettore si chiedeva come si poteva giudicare un capolavoro questo libro,ebbene io non lo so ma sono certa che questo sia un libro assai piacevole e interessante.Se per capolavori s'intendono libri come La Divina Commedia, Il visconte dimezzato non lo è ma è sicuramente un libro dignitoso,di un grande scrittore.Un libro che personalmente è piaciuto molto, forse per la giovane età, e che mi ha insegnato qualcosa.Nella vita bisogna saper ridere...


Brenda Landi (brendita@iol.it) Latina, 19 gennaio 2001

Ho appena finito di leggere Il visconte dimezzato e, devo dire che non mi è piaciuto molto;mi spiego: il libro è leggero, gradevole, giocoso, ma la storia in se non mi ha coinvolta più di tanto!forse per la sua semplicità?!bè però non si finisce mai di imparare!


Francesco Zeffiri (zeffiri@libero.it) Bari, 5 gennaio 2001

Sicuramente è un libro che raccontato una storia che a prima vista può sembrare banale, rivela un sarcasmo di fondo nella concezione dell'autore. Mi spiego megli: il problema non si pone sui protagonisti ma sui personaggi secondari, essi infatti non riescono a provare un sentimento nella sua pienezza, non riescono a vivere una determinata circostanza afferandone tutti gli aspetti ma guardano solo un volto della realtà, buono o cattivo a seconda dei momenti.

Quando il visconte dice: «solo adesso posso capire» si riferisce al difetto dell'uomo di guardare una parte della realtà.


Marcello Lombardi (rachmaninov_3@hotmail.com), Taranto. 22.11.2000

Non capisco come si possano considerare capolavori libri come Il Cavalliere inesistente e Il visconte dimezzato, storie che non hanno ne capo ne coda, assurde e noiose!





http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Ven, 14 lug 2006

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